27 Maggio 2024
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Premio Ambra Beggiato, ben 26 opere di cultura veneta in concorso dal mondo

Il Premio Ambra Beggiato per la cultura veneta nel mondo, indetto dall’Associazione Veneti nel Mondo e dalla famiglia Beggiato, in ricordo della figlia prematuramente scomparsa, ha registrato una grande partecipazione, un’adesione molto superiore alle attese nel vasto “mondo veneto” dentro e anche molto fuori della penisola italiana.

26 opere candidate al Premio

Ben 26 opere sono state candidate al Premio Ambra Beggiato. Si va dalle tesi di laurea su aspetti di storia veneta ad opere letterarie in lingua veneta, fino a diari, studi, racconti che offrono un panorama larghissimo della diffusione della cultura veneta in tutto il mondo e dell’attaccamento alle radici che testimonia il valore identitario che questa cultura riveste nelle comunità che la vivono.

La provenienza delle opere candidate al Premio Ambra Beggiato è di livello globale: si va da Venezia ad altre province del Veneto, dall’Istria al Sudamerica. Rilevante in particolare la partecipazione dal Brasile.

La giuria: il vincitore entro il 30 novembre

Le 26 opere in concorso saranno ora esaminate da una giuria appena nominata dall’Associazione Veneti nel mondo, che dovrà individuare tra i 26 candidati il vincitore del premio, entro il 30 novembre 2023.

Della giuria fanno anzitutto parte i promotori del Premio, Aldo Rozzi Marin ed Ettore Beggiato.

Aldo Rozzi Marin e la Veneti nel Mondo

Aldo Rozzi Marin, avvocato in Vicenza, dal 2003 presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo e console onorario del Cile in Vicenza, è ideatore di tante iniziative per promuovere la cultura veneta, tra cui la nota rassegna “Storia Veneta in Villa“, il percorso culturale che lega il circuito delle Ville Venete a cicli di approfondimenti di storia veneta.

Aldo Rozzi Marin (a sinistra), presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo, con il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia

Rozzi Marin è autore di fortunate pubblicazioni quali “Catalogna”, “San Marco il Leone e l’Evangelista“, o il bellissimo “Sulla rotta di Pigafetta – la Terra del fuoco 500 anni dopo” uscito in correspondenza del cinquecentenario del giro del mondo raccontato dal celeberrimo navigatore veneto.

Ettore Beggiato, politico e storico veneto

Ettore Beggiato,  protagonista assoluto da oltre quarant’anni dello sviluppo della Questione Veneta, da assessore regionale del Veneto fece promulgare la legge ancora oggi nota come Legge Beggiato, che promuove restauri e valorizzazioni delle testimonianze veneziane in Istria, Dalmazia e Grecia, e che negli anni ha avuto un ruolo fondamentale nel recupero di monumenti veneziani fuori d’Italia.

Come ricercatore e storico, Beggiato è autore di libri che hanno cambiato la percezione della storia veneta, come “1866, la grande truffa. Il plebiscito di annessione del Veneto all’Italia“, l’opera che ha svelato al grande pubblico la bugia risorgimentale sul referendum di annessione della Venezia.

Ettore Beggiato, Galeas per montes. Seconda edizione, copertina

Libri come “1809, l’insorgenza veneta” che documenta la resistenza contro Napoleone nel nome di San Marco, o come “Galeas per montes. Navi attraverso i monti” di cui è appena uscita la seconda edizione, il libro che racconta l’impresa militare della Serenissima, la flotta portata sul Garda attraverso i monti, impresa nota e studiata all’estero e sconosciuta in Italia. Beggiato è presidente onorario dell’Associazione Veneti nel Mondo, cittadino onorario di Serafina Correa, la città brasiliana capitale morale dell’emigrazione veneta, e direttore editoriale di Serenissima News.

Altri tre membri della giuria sono stati nominati dal presidente della Veneti nel Mondo, Aldo Rozzi Marin. Si tratta di Marco Marini, Alberto Medda Costella e Alvise Fontanella.

Marco Marini, giornalista e scrittore veneto

Marco Marini, da dieci anni corrispondente del Giornale di Vicenza, collabora con diverse riviste, tra cui il mensile Cats, e ha vinto numerosi premi giornalistici.

Nel 2017 i suoi servizi sui soccorsi di Camisano ai terremotati di Norcia pubblicati sul Giornale di Vicenza gli sono valsi il secondo premio del prestigioso concorso intitolato a Claudia Basso, indetto dall’Ordine dei Giornalisti, per articoli di colleghi under 35.

Marini ha vinto, tra l’altro, il premio giornalistico Under35 “Fidas-Sturvi” e quello intitolato a Marco Toresini sempre per Under 35, e recentemente anche il premio “Antonio Aziani”. Scrittore per hobby, con all’attivo un romanzo e decine di racconti, ha vinto nel 2018 il noto premio letterario intitolato a Giacomo Zanella.

Alberto Medda Costella e la Sardegna Veneta

Alberto Medda Costella si dedicato allo studio e alla valorizzazione dell’epopea dell’emigrazione veneta in Sardegna. Si è laureato presso l’Università di Trieste con una tesi dedicata “Mussolinia di Sardegna: insediamento e vita dei mezzadri in una città di nuova fondazione” ha conseguito poi la laurea magistrale all’Università di Cagliari con una tesi intitolata: “Lotta per la terra. I coloni di Arborea da mezzadri ad assegnatari”.

Arborea, in Sardegna, primo Comne onorario del Veneto

Ha pubblicato “Destinazione Arborea: storie de migrazion, fameje e fadighe dei veneti de Sardegna“, un libro che documenta la storia, poco conosciuta, della “provincia veneta” della Sardegna, nella quale ancor oggi si riconoscono le caratteristiche identitarie, sociali e imprenditoriali delle comunità venete.

Alvise Fontanella di Serenissima News

Alvise Fontanella, direttore responsabile di Serenissima News, per più di trent’anni al quotidiano veneto Il Gazzettino, ha seguito sin dagli anni Ottanta l’evolversi della Questione Veneta, vincendo nel 1991 il premio nazionale per servizi su federalismo e autonomia regionale.

Alvise Fontanella, Il Ritorno della Serenissima, Editoria Universitaria, Venezia 1997. Copertina

Nel 1997, pochi giorni dopo l’impresa dei Serenissimi in Piazza San Marco, Fontanella ha pubblicato con l’editore Albert Gardin un libro, “Il ritorno della Serenissima“, rimasto per anni l’unico libro controcorrente, in cui si raccontava la vera storia dell’impresa del Campanile, si smontavano le accuse di terrorismo e sovversione sollevate dalla Procura, restituendo al gesto dei Serenissimi il suo vero valore e la sua dignità politica.

 

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