27 Ottobre 2021
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I Forti napoleonici nel Delta del Po: quando la storia incontra le bellezze naturali

Qualcuno stenta ancora incredulità quando gli si racconta quanto ricca di storia sia il Polesine. Chi viene a visitare questa terra rimane incantato, dalla bellezza della natura che lo circonda. Il buon cibo e la cordialità degli abitanti del luogo è cosa risaputa. Non mancano infine i luoghi ricchi di storia da visitare. Sembrerà impossibile ma tra una passeggiata ed una gita in barca capita di trovarsi davanti I Forti napoleonici nel Delta del Po.

I Forti e il territorio costiero polesano

I Forti e i telegrafi napoleonici nel Delta del Po hanno vita con la campagna d’Italia da parte di napoleone. Nel territorio lagunare costiero polesano furono eretti quattro forti alle foci dei rami più attivi del fiume Po. La loro funzione era quella di bloccare l’ingresso delle navi inglesi ed eventualmente impedire la risalita del fiume stesso. E’ noto infatti, che nel periodo napoleonico e in quello austriaco il commercio di merci ed alimenti lungo il Po era molto intenso. Per tale motivo le milizie francesi prima ed austriache poi, si adoperarono non poco per impedire il contrabbando lungo il fiume, da sempre linea di confine sin dai tempi della Veneta Repubblica.

Probabile Forte e batteria austriaca periodo 1849-1866 alla bocca del Porto di Levante
Probabile Forte e batteria austriaca periodo 1849-1866 alla bocca del Porto di Levante

I Forti e le Batterie ancora visibili

Tra i forti napoleonici nel delta del Po individuati troviamo: Forte di Porto Levante, eretto sulla riva sinistra dell’imboccatura del Po di Levante, dotato di telegrafo ottico, seppur non documentabile. Forte o Batteria di Maistra: eretto sulla riva sinistra della foce dell’omonimo ramo del fiume, era anche quello di maggior portata, e dotato di telegrafo ottico.

mappa austriaca del forte della bocca di Maistra (immagine di Massimo Chendi)
Mappa austriaca del forte della bocca di Maistra (immagine di Massimo Chendi)

Batteria di Gnocca: situata sulla sponda destra del ramo del fiume Po, anch’essa con telegrafo, seppur ubicato sulla sponda sinistra. Batteria di Gorino: posta alla foce, lato sinistro del ramo del Po di Goro, con corrispondente telegrafo situato poco più a nord, presso Gorino Veneto. Tutte le batterie erano dotate di una piccola caserma in muratura che svolgeva la funzione di alloggio per le truppe che presidiavano il forte e deposito per le polveri. La direzione di tutte e quattro le batterie era affidata al Forte del Po di Levante.

I Telegrafi eretti durante la dominazione Francese

telegrafo ottico (foto tratta da Historia Regni)
telegrafo ottico (foto tratta da Historia Regni)

Con il trattato di Campoformio 1797 iniziava, in tutto il Veneto, il periodo così detto della prima dominazione austriaca (1798-1805). Ma nel 1805, napoleone si auto-proclama re della Repubblica Italica, spodestando dal Veneto gli austriaci. In tutta l’Europa fece installare linee telegrafiche ottiche al fine di collegare Parigi, sede del Direttorio francese, con tutte le principali città degli Stati dominati. Anche il Veneto fu soggetto a queste opere di difesa di confine. I forti e i telegrafi napoleonici nel delta del Po erano già attivi e vennero affiancati da batterie fisse di cannoni e una linea telegrafica ottica di recente invenzione, il telegrafo Chappè. Con il sistema precedente i messaggi venivano portati a destinazione da corrieri a cavallo o da carrozze postali, che potevano percorrere al massimo 30-40 km, dopodiché i cavalli, stremati, dovevano essere sostituiti.

Il Telegrafo ottico Chappè e Gonella

Il telegrafo ottico fu ideato in Francia nel 1793, chiamato telegrafo a linee Chappé, dal nome del suo inventore. Napoleone ben presto fece installare, in tutta la Francia, linee telegrafiche per ben 4.800 km, collegando tra loro le principali città del Paese. Questa nuova invenzione rese le comunicazioni più sicure grazie ad un sistema di messaggistica criptato con l’utilizzo di codici segreti. Successivamente nel 1805 venne messo appunto il Telegrafo Gonella molto più efficiente del precedente perché dava la possibilità di un maggior numero di combinazioni. I forti napoleonici nel Delta del Po  furono affiancati con tutta probabilità da questi telegrafi di ultima generazione nel 1806, essendo parte della linea telegrafica secondaria che percorreva tutto il litorale adriatico da Venezia ad Ancona. Non mancarono i punti deboli: il buio notturno e la nebbia che rendevano impossibili lo scambio di messaggi, superati con altri mezzi, quali staffette, corrieri, barcaioli.

Mappa linea telegrafica napoleonica (Wikipedia)
Mappa linea telegrafica napoleonica (Wikipedia)

Don Giocoli assalta i Forti napoleonici

Nell’estate del 1809 in tutto il Veneto ed oltre esplodono sollevazioni popolari spontanee contro Napoleone dette Insorgenze. Il Polesine stanco e affamato costretto all’alta tassazione e alla coscrizione di leva, è tra i protagonisti indiscussi ti tale Movimento di Liberazione. Tra i suoi eroi dimenticati Don Carlo Giocoli e il fratello Aldobrandino che terranno in scacco tutto il Basso Polesine con azioni mirate al fine di sfiancare e smantellare la macchina napoleonica dai nostri territori. Il 16 luglio 1809 i fortinapoleonici nel Delta del Po vengono presi d’assalto proprio dal Giocoli e dalla sua banda.

Insorti osteggiano il nemico
Insorti osteggiano il nemico (foto web)

ll racconto di Carlo Bullo

Così scrive Carlo Bullo: “..nel Basso Po dove il brigantaggio trovato migliore terreno, trionfava. Gli insorti bene organizzati, erano capitanati dal Giocoli che si trovava dappertutto con attività febbrile e tutto dirigeva. Occupate le due rive del Po….assalirono e presero la batteria del Porto Levante e ne fugarono il presidio che lasciò armi e molte munizioni (16 Luglio). Presero anche la batteria del Porto di Maistra, abbatterono sette telegrafi, presero tre barche cariche di grano, una barca carica di sale che posero in vendita a bassissimo prezzo ed una barca di fucili ed altri oggetti militari..”.

Fonte Editoriale:

“Atlante lagunare costiero del Delta del Po” di Emiliano Verza Luisa Cattozzo

“Dei movimenti insurrezionali del Veneto sotto il dominio napoleonico, e specialmente del brigantaggio politico del 1809”. – Notizie raccolte da C. Bullo. In Nuovo Archivio Veneto volume 18.

 

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