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Home StoriaNostra

L’eroe veneto Bartolomeo Minio e Cristoforo Colombo che faceva il corsaro

Marco Fornaro by Marco Fornaro
16 Marzo 2025
in StoriaNostra
1
Stradioto alla carica (foto web)

Stradioto alla carica (foto web)

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Bartolomeo Minio, chi è costui? A scuola, nessuno ce ne ha mai parlato. Nessuno ci ha raccontato le gesta eroiche di questo patrizio veneto, grande uomo di Stato della Serenissima: eppure ha costruito, a Nauplion nel Peloponneso, forse la più bella, la più spettacolare fortezza veneziana del Mediterraneo. Eppure è scampato, dopo un’epica battaglia navale, a un feroce attacco di corsari, tra i quali c’era anche Cristoforo Colombo: ebbene sì, lo scopritore delle Americhe era un corsaro, e anche questo a scuola nessuno ce lo ha insegnato.

Bartolomeo Minio fa parte del mito di Venezia, denigrato a tal punto che nessuno oggigiorno saprebbe citare almeno una delle tante sue valorose gesta. Io stesso come la maggior parte di voi sino a qualche settimana fa non ne conoscevo neppure l’esistenza. E’ questo il nostro vero tallone d’achille: la poca consapevolezza del nostro passato.  Eppure l’eroica vita di Bartolomeo Minio vale la pena raccontarla.

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Minio è stato un grande uomo, lo dicono le 150 lettere che ha scritto, i documenti del Governo Veneto e i commenti del Sanudo nei suoi Diarii. Sarebbe dovuto morire moltissime volte, di malaria a Nauplion nell’agosto 1480, di dissenteria nella Guerra di Ferrara nel 1484, in una Battaglia notturna a mare con i corsari nel 1485, di polmonite a Creta nel 1501. Invece sopravvisse a mille disavventure e morì alla veneranda età di novant’anni.

La nascita di un Eroe

La chiesa di San Tomà prima della ricostruzione settecentesca, incisione da Vincenzo Coronelli, Singolarità di Venezia e del serenissimo suo dominio, 1709 (foto web)
La chiesa di San Tomà prima della ricostruzione settecentesca, incisione da Vincenzo Coronelli, Singolarità di Venezia e del serenissimo suo dominio, 1709 (foto web)

Bartolomeo nacque a Venezia intorno al 1428 da Marco Minio e Cristina Storlado, ultimo di cinque figli. Nel 1455 Bartolomeo sposò Elena Trevisan, da cui ebbe tre figli, Marco, Alvise, e Francesco. La casa bifamiliare è individuabile nella Parrocchia San Tomà del Sestiere San Polo di Venezia.

La carriera militare e politica nella Morea

Mappa antica di Nauplion (foto web)
Mappa antica di Nauplion (foto web)

Nel 1462, è stato consigliere al Rettor di Corfù, durante le prime fasi della sua carriera nello Stato da Mar. Minio trascorse oltre quarantadue mesi a Nauplion a partire dal novembre 1479. Il suo mandato è degno di nota per le fortificazioni che costruì per Nauplion, (egli stesso si mise in prima linea con la popolazione nell’edificare le mura).

La possente fortezza veneziana di Palamidi, a Nauplia, nel Peloponneso (Foto di Angela Monika – Arnold Berlin, CC BY 3.0)

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Egli  sviluppa ottimi rapporti con una serie di governatori e funzionari Ottomani nella Morea, per la  gestione dei confini territoriali. Fu sensazionale la sua eloquente diplomazia e strategia nello spegnere  una rivolta di Stradioti a Kladas , facendo si che Venezia concedesse un’amnistia che impedì una seria ribellione di tutta la Morea. Continuò a dover affrontare la fame a Nauplion, dei soldati cronicamente non pagati di stanza lì.

Il suo legame con la Terra Polesana

La guerra del Sale

 

L’eroica vita di Bartolomeo Minio continua con il suo primo incarico subito dopo il ritorno da Nauplion. Nel 1483 fu Provveditore degli Stradioti presi dalla Grecia per la Guerra di Ferrara. Gli Stradioti erano rimasti così scioccati dalla violenza e dal massacro nel loro primo incontro italiano (difronte si trovarono Federico da Montefeltro, Duca di Urbino),

Federico da Montefeltro (foto web)
Federico da Montefeltro (foto web)

che si rifiutarono di combattere senza un comandante che sapesse cosa stava facendo. Minio fu scelto perché aveva avuto a che fare con gli stessi uomini per quasi quattro anni, e fu un successo il suo perchè riuscì a gestirli e a riportare vittorie sul campo di battaglia. Dovrà successivamente abbandonare il conflitto colpito da una terribile dissenteria e rischierà di perdere la vita.

Il suo mandato come podestà a Rovigo

Trascorrono alcuni anni e lo ritroviamo ancora in Polesine stavolta non come guerriero ma come Podestà. Del suo governo a Rovigo si sa soltanto che ebbe inizio nel marzo del 1488 con la sostituzione del predecessore Giovanni Marcello, ed ebbe termine nel settembre del 1490, quando gli subentrò Antonio Boldù.

Iscrizione del Podestà Minio a Rovigo in un disegno del Campagnella di metà settecento ( foto autore)
Iscrizione del Podestà Minio a Rovigo in un disegno del Campagnella di metà settecento ( foto autore)

Nel corso del suo mandato egli donò alla Città una Campana del peso di mille libbre che fu posta dapprima sopra la torre maggiore del Castello e più tardi sulla torre del Palazzo Pretorio. Un’iscrizione lo ricordava nella Loggia dell’antico Palazzo Pretorio, (dove oggi sorge la Camera di Commercio) poichè fu lui ad ultimarne i lavori. Oggi a mio parere Bartolomeo Minio meriterebbe l’intitolazione di una via a Rovigo.

Camera di Commercio a Rovigo un tempo Palazzo Pretorio (foto web)
Camera di Commercio a Rovigo un tempo Palazzo Pretorio (foto web)

Assalito dai pirati: tra di loro anche Cristoforo Colombo

Dipinto Porto nelle Fiandre (foto web)
Dipinto Porto nelle Fiandre (foto web)

Una delle prime menzioni sull’eroica vita di Bartolomeo Minio che appare negli “Annali Veneti di Julio Faroldo, riporta un famoso episodio accaduto nel 1485. In quell’anno quattro galee Veneziane al comando di Minio, (dirette in Inghilterra con un carico del valore di oltre 200mila ducati) furono assalite presso il Capo di San Vincenzo, all’estremità sud-occidentale del Portogallo da sette navi armate battenti bandiera di Carlo VIII di Francia, comandate dal corsaro Nicolò Griego (“Nick il greco”).

Immagine Cristoforo Colombo (foto web)
Immagine Cristoforo Colombo (foto web)

Nella battaglia che seguì, che durò dalla prima ora del giorno alla ventesima, furono uccisi trecento galeotti e rematori armati, così come la maggior parte dei balestrieri e due dei Patroni. Cristoforo Colombo era uno dei corsari e una descrizione sensazionale sopravvive in una biografia scritta da suo figlio. Minio riuscì a salvarsi con due degli Investitori e poté rientrare a Venezia.

Relitto mercantile veneto (foto web)
Relitto mercantile veneto (foto web)

L’eroica vita di Bartolomeo Minio: Cipro e Candia

Nel 1499 e nel 1500 fu di stanza a Cipro dove diede notevoli contributi alle fortificazioni di Famagosta. Tra il 1500 e il 1502 fu vice Doge(brevemente) e Capitano a Candia. È sopravvissuta come testimonianza una raccolta di innumerevoli rapporti fatti da lui durante quel periodo.

Stemma della Casata dei Minio (foto Blasone Veneto Biblioteca Marciana)
Stemma della Casata dei Minio (foto Blasone Veneto Biblioteca Marciana)

Altri incarichi nella Veneta Repubblica

La sua carriera proseguì successivamente nello Stato da Tera come Assessore alle Questioni Idriche nel 1497; fu poi nel 1503 Consigliere e Capo del Consiglio dei Dieci ; Podestà di Cremona dal 1504 al 1505. Nel 1509, all’età di 80 anni, fu inviato a discutere questioni relative all’Interdetto Pontificio posto nei confronti di Venezia per la cattura di Ravenna e Faenza. Divenne Consigliere di Padova nell’ottobre del 1515 dopo una riunione dei Dieci che durò fino all’undicesima ora del giorno. Nell’agosto o settembre 1518 Bartolomeo Minio morì all’età di novant’anni.

Papa Giulio II (foto web)
Papa Giulio II (foto web)

 

Fonte editoriale: “Annali Veneti” di Julio Faroldo

“Commentari della Guerra di Ferrara” e “I Diarii” di Marin Sanudo

“Le Iscrizioni di Rovigo” delineate da Marco Antonio Campagnella                                       di A.Mazzetti, E.Zerbinati, F.Adami

“The Greek Correspondence of Bartolomeo Minio: Dispacci from Nauplion                            (1479-1483)”, di Diana Gilliland Wright, John R. Melville-Jones · 2008

 

Tags: Bartolomeo Miniocristoforo colomboGuerra del salenaupliapolesineregno di candiaRegno di Ciprorovigo
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