27 Maggio 2024
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Maclodio (Brescia),12 ottobre 1427: un murales ricorda la Vittoria Veneta sul Ducato di Milano

La Battaglia di Maclodio nel Bresciano fu combattuta il 12 ottobre 1427 tra le forze militari dei Visconti e quelle della Repubblica di Venezia, durante il periodo delle lotte per l’egemonia tra gli stati italiani.

Le mire espansionistiche di Filippo Maria Visconti erano una minaccia per gli altri Stati della penisola e portarono al costituirsi di una lega tra Venezia e Firenze. I veneziani attaccarono il Visconti e conquistarono Brescia grazie a Francesco Bussone, detto il Carmagnola, già capitano al servizio del duca di Milano.

Il dominio veneto fino all’Adda

L’esercito visconteo, guidato da Carlo Malatesta, affrontò allora i nemici per recuperare i territori perduti ma venne sconfitto. Fu proprio l’astuzia del Carmagnola ad essere decisiva per l’esito della battaglia. Egli finse infatti una ritirata, attirando l’esercito visconteo in una zona, nei pressi di Maclodio, dove i veneziani riuscirono ad accerchiarlo.

Il combattimento finì in un vero e proprio massacro per i milanesi ma, nonostante la vittoria, il Carmagnola non estese la sua azione di conquista a territori che non avrebbero potuto opporre alcuna resistenza. Per questo il governo della Repubblica lo accusò di tradimento e lo condannò a morte. Dopo la sconfitta, Filippo Maria Visconti fu costretto a firmare la pace di Ferrara (1433), in base alla quale Brescia, Bergamo e tutti i territori sino all’Adda passavano sotto il dominio Veneto.

L’episodio della battaglia di Maclodio e la sorte del Bussone ispirarono ad Alessandro Manzoni i cori de ‘Il Conte di Carmagnola‘.

Il Murales di Maclodio

In un’Italia sempre pronta a sminuire o a nascondere il ruolo degli Antichi Stati della Penisola, pronta ad onorare nemici della Repubblica Veneta come Napoleone, è bello ricordare l’iniziativa del Comune bresciano di Maclodio, che onora e ricorda la Battaglia, l’avvento del dominio veneziano in Lombardia fino all’Adda, alle porte di Milano e ne fa un elemento fondamentale della propria identità.

Maclodio (Brescia), Centro Papa Giovanni Paolo II, l’affresco in memoria della battaglia di Maclodio 1427 con il Leone di San Marco che schiaccia il serpente dei Visconti

Le grandi facciate esterne del Centro Civico “Papa Giovanni Paolo II” a Maclodio, con annessa la biblioteca, sono decorate da un murales veramente monumentale, dedicato proprio alla Battaglia di Maclodio, a quel 12 ottobre 1427 quando la Serenissima sconfisse i Visconti di Milano, e ottenne il dominio su quella che nei secoli successivi si sarebbe chiamata Lombardia Veneta.

Il Leone che stritola il Biscione

Nel vasto murales di Maclodio campeggia trionfante il Leone di San Marco, che stritola tra le possenti zampe il Biscione dei Visconti di Milano.

Ogni anno, a Maclodio, si svolge una seguitissima Rievocazione Storica della battaglia che segnò il destino di Bergamo e di Brescia e la loro appartenenza, con Crema, alla Serenissima Repubblica.

Maclodio, la Rievocazione Storica

Quest’anno, 2023,  la Rievocazione Storica si svolgerà a Maclodio sabato 14, dal pomeriggio, e domenica 15 ottobre. Con tanto di arrivo solenne del Conte di Carmagnola, di villaggio medievale, e domenica la Santa Messa, il Pranzo Medievale, balli e musiche medievali e nel primo pomeriggio l’attesissimo Palio delle Contrade seguito da esibizioni di tiro con l’arco del gruppo storico sportivo Sagittarii Treviade.

La colpevole assenza di Venezia e del Veneto

Manco a dirlo, all’appassionata rievocazione nel Bresciano della vittoria della Repubblica Veneta sul Ducato di Milano, il Comune di Venezia e la Regione Veneto sono completamente e colpevolmente assenti. Esattamente come accade a Melegnano, alle porte di Milano, dove pure si rievoca ogni anno solennemente un’altra vittoriosa battaglia della Serenissima, la celebre Battaglia dei Giganti.

Nella Lombardia Veneta, la presenza della Serenissima è tuttora, nonostante l’influenza di Milano, fortissima. Non solo nelle mura, nelle fortezze, nell’architettura delle città e dei palazzi, nell’assetto del territorio, ma nei cuori delle persone.

Umberto, ma noi siamo veneti!

Ricordo, a questo proposito, un modesto episodio al quale assistette da cronista del Gazzettino, l’attuale direttore responsabile di Serenissima News, Alvise Fontanella. Fu a Bergamo negli anni Novanta, quando l’allora presidente della Provincia, che era naturalmente leghista, presentò a Umberto Bossi il periodico d’informazione della Provincia di Bergamo, che si chiamava “Terra di San Marco“. Bossi gli chiese secco: ma cosa c’entra San Marco?. Il presidente lo guardò stupefatto e rispose: Umberto, ma noi siamo veneti!

Le Terre di San Marco e la Capitale dimentica

Per questo, l’assenza di Venezia e del Veneto dalle rievocazioni storiche nella Lombardia Veneta amareggia e dice quanto le autorità veneziane e venete di oggi siano lontane dal sentirsi e comportarsi come eredi morali di un glorioso passato che le Terre di San Marco, in Lombardia come in Dalmazia e in Grecia ancora ricordano con amore, mentre la Capitale se ne dimentica…

A Maclodio, nel Bresciano, si celebra il Leone alato che stritola il Biscione, a Corfù ci si augura tuttora “Anni tanti e veneziani“. E Venezia si volta dall’altra parte, e si ricompra persino la statua di Napoleone, affossatore della Repubblica…

 

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