29 Settembre 2022
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Venezia 17 agosto, si celebra Marcantonio Bragadin: eroe della Serenissima, martire della Fede

A Venezia mercoledì 17 agosto 2022 alle ore 18.00, nella Basilica di San Zanipolo (Ss. Giovanni e Paolo), la celebrazione in ricordo di Marcantonio Bragadin, grandissimo eroe veneto e martire della Fede, torturato e ucciso dai Turchi il 17 agosto 1571 a Famagosta, la città fortezza di Cipro di cui Bragadin era rettore per la Serenissima Repubblica.

Commemorazione di Marcantonio Bragadin, il manifesto dell’edizione 2022

Alle 18, nella Basilica, la Santa Messa in suffragio del N.H. Marcantonio Bragadin. Al termine della funzione religiosa, nell’adiacente campo di San Zanipolo, avrà luogo la commemorazione ufficiale.

Venezia, chiesa di San Zanipolo. Foto di Didier Descouens, CC BY-SA4.0

Veneto Real e WSM Venexia Capital

Nella Basilica di San Zanipolo, pantheon della Serenissima, si conserva tuttora la pelle di Marcantonio Bragadin.

Venezia, chiesa di San Zanipolo. Monumento e urna con la pelle di Marcantonio Bragadin. Foto di Didier Descouens, CC BY-SA4.0

La cerimonia è organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale Veneto Real e dalla Associazione Culturale WSM Venexia Capital.

Bragadin, eroe della resistenza di Cipro veneziana

Marcantonio Bragadin è l’eroe della resistenza di Cipro veneziana all’avanzata dell’Impero Ottomano. Nonostante l’immensa inferiorità numerica, resistette per nove mesi  a un esercito di duecentomila Turchi che assediavano Famagosta con 1500 cannoni e 150 navi. Fu una resistenza eroica, leggendaria: seimila uomini appena, contro il più potente esercito mai messo in campo dall’Impero Ottomano.

La fortezza veneziana di Famagosta a Cipro (foto Dolanh, CC BY-SA 2.0)

Quando Bragadin, il 1 agosto 1571, si vide costretto a trattare la resa della città, ebbe da Mustafà Pascià solenne garanzia di poter ritirarsi con tutti i civili e i militari superstiti nell’isola veneziana di Candia (oggi Creta). Ma una volta preso il comando della città, i Turchi non rispettarono i patti.

Gli eroi veneti decapitati dai Turchi

Marcantonio Bragadin venne catturato a tradimento, gli altri ufficiali veneti protagonisti dell’epica difesa di Cipro vennero decapitati. Morirono così uomini il cui valore era già leggenda in tutta Europa: Alvise Martinengo, Astorre Baglioni, Gianantonio Querini, Andrea Bragadin.

Al comandante Marcantonio Bragadin andò peggio: i Turchi gli mozzarono le orecchie e il naso, lo rinchiusero in una gabbia minuscola, appesa all’albero di una nave, sotto il sole d’agosto, per dodici giorni. Ne uscì con ustioni tremende: gli diedero allora cento frustate e poi lo costrinsero a portare in giro per Famagosta una pesantissima cesta carica di pietrame.

Bragadin rifiuta di convertirsi all’Islam: scuoiato vivo

Quando crollò a terra, esanime, gli fu promessa salva la vita se si fosse convertito all’Islam. Marcantonio Bragadin rifiutò: e allora i Turchi lo trascinarono sulla piazza principale di Famagosta e lo scuoiarono vivo.

Bragadin e la battaglia di Lepanto

L’orribile supplizio di Bragadin e l’eroica difesa di Cipro veneziana impressionarono l’Europa e consentirono il formarsi della Lega Santa che pochi mesi dopo avrebbe fermato l’avanzata turca nella battaglia di Lepanto.

E tuttavia resta un mistero che Marcantonio Bragadin, alfiere della Cristianità nella lotta all’Islam, l’uomo che pagò con una morte orribile il rifiuto di abiurare la Fede, non sia mai stato elevato dalla Chiesa all’onore degli altari: ne tratta in questo articolo il nostro Ettore Beggiato.

 

 

 

 

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