lunedì, Novembre 2, 2026
Serenissima News
  • Mondoveneto
    • Rassegna Stampa
    • Emigrazione
    • IstriaDalmazia
  • StoriaNostra
    • OggiNelTempo
  • Pianeta Terra
  • ParlarVeneto
  • IndipendenzE
  • Da non perdere
    • Luoghi da scoprire
    • Magna come che ti parli
  • Libri
No Result
View All Result
Serenissima News
  • Mondoveneto
    • Rassegna Stampa
    • Emigrazione
    • IstriaDalmazia
  • StoriaNostra
    • OggiNelTempo
  • Pianeta Terra
  • ParlarVeneto
  • IndipendenzE
  • Da non perdere
    • Luoghi da scoprire
    • Magna come che ti parli
  • Libri
No Result
View All Result
Serenissima News
No Result
View All Result
Home Da non perdere

La nebbia che salvò Gaiba dalle orde napoleoniche

Marco Fornaro by Marco Fornaro
15 Marzo 2026
in Da non perdere, StoriaNostra
0
La nebbia che salvò Gaiba dalle orde napoleoniche
590
SHARES
3.3k
VIEWS
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Il voto del 23 gennaio 1801 che il paese ricorda ancora oggi

Nel cuore del Polesine, lungo gli argini del Po, il piccolo centro di Gaiba conserva ancora oggi la memoria di un episodio tramandato dalla tradizione popolare da oltre due secoli.

A ricordarlo è una statua della Madonna, collocata sull’argine nel 1999, che veglia sul paese e sulla campagna circostante. Secondo il racconto tramandato dagli abitanti, proprio in quel luogo sarebbe avvenuto un fatto ritenuto straordinario: il 23 gennaio 1801, una fitta nebbia avrebbe nascosto Gaiba al passaggio delle truppe napoleoniche, salvando il paese da possibili devastazioni.

You might also like

Chioggia fedele a San Marco fino alla caduta della Serenissima: i documenti del 1796 e 1797

Veneto, la prima fake: il plebiscito-truffa di annessione all’Italia. L’omertà di politica, cultura, informazione

Il Polesine nelle guerre napoleoniche

All’inizio dell’Ottocento il Polesine viveva anni difficili. Dopo la caduta della Repubblica di Venezia e dello Stato Pontificio, i territori polesani erano diventati teatro delle transito militare sia dei francesi che degli austriaci.

Gli eserciti attraversavano continuamente campagne e paesi. Per le comunità rurali questo significava spesso paura e incertezza: il passaggio delle truppe portava requisizioni di viveri, alloggi forzati e talvolta veri e propri saccheggi.

Quando si sparse la voce che le truppe napoleoniche stavano transitando lungo l’argine del Po nei pressi di Gaiba, tra gli abitanti crebbe il timore che il paese potesse subire la stessa sorte toccata ad altre località attraversate dagli eserciti.

L’alba del 23 gennaio 1801

Secondo la tradizione locale, proprio all’alba del 23 gennaio 1801 accadde qualcosa di inatteso.

Una fitta nebbia si sarebbe improvvisamente alzata lungo il fiume e nelle campagne circostanti, avvolgendo completamente l’abitato di Gaiba.

Il banco di nebbia sarebbe stato così fitto da impedire alle truppe francesi che stavano transitando sull’argine di accorgersi della presenza del paese sottostante. I soldati proseguirono quindi il loro cammino senza deviare verso il centro abitato.

Per gli abitanti di Gaiba fu interpretato come un segno provvidenziale: il paese era stato risparmiato dal passaggio delle armate.

La festa dello Sposalizio della Vergine

Quella giornata non era una data qualsiasi per la comunità locale. Il 23 gennaio si celebrava infatti la festa dello Sposalizio di Giuseppe e Maria, episodio narrato nei vangeli apocrifi e molto diffuso nella tradizione religiosa.

Il tema dello Sposalizio della Vergine ha ispirato anche numerose opere d’arte, tra cui la celebre tela di Raffaello, conservata oggi alla Pinacoteca di Brera.

Interpretando la nebbia improvvisa come un segno della protezione della Madonna, gli abitanti di Gaiba decisero di ricordare quell’evento come grazia ricevuta.

Da allora la comunità continuò a celebrare ogni anno quella ricorrenza come voto di ringraziamento, tramandando il racconto di generazione in generazione.

La Madonnina sull’argine

Foto della statua della Madonna riposizionata alcuni decenni fa a ricordo della grazia ricevuta al passaggio delle truppe napoleoniche (foto web)
Foto della statua della Madonna riposizionata alcuni decenni fa a ricordo della grazia ricevuta al passaggio delle truppe napoleoniche (foto web)

Nel 1999, per mantenere viva questa memoria collettiva, venne collocata sull’argine una statua della Madonna.

La piccola edicola votiva è oggi un segno semplice ma significativo della devozione popolare del paese. Da quel punto lo sguardo si apre sulle campagne del Polesine e sull’argine del Po, lo stesso percorso lungo il quale — secondo la tradizione — passarono le truppe napoleoniche quella lontana mattina del 23 gennaio 1801.

Una storia che si colloca tra memoria popolare, fede e storia locale, e che continua ancora oggi a far parte dell’identità della comunità di Gaiba.


📚 Fonte
Giancarlo Delbuoni, articolo pubblicato su Il Gazzettino, 14 gennaio 1957.

Tags: devozionegaibanapoleonepolesinestoriastoria venetatradizioni
Previous Post

Caso Cadorna, la Cassazione boccia parzialmente la sentenza contro Michele Favero: “Il danno va documentato”

Next Post

Quando il Vaticano fece pugnalare fra Paolo Sarpi, il teologo che servì la Serenissima e la libertà religiosa

Marco Fornaro

Marco Fornaro

Altri Articoli

"El Gato de Ciosa" simbolo incotrastato della fedltà chioggiotta a Venezia
StoriaNostra

Chioggia fedele a San Marco fino alla caduta della Serenissima: i documenti del 1796 e 1797

by Marco Fornaro
2 Novembre 2026
OggiNelTempo

Veneto, la prima fake: il plebiscito-truffa di annessione all’Italia. L’omertà di politica, cultura, informazione

by Ettore Beggiato
21 Ottobre 2026
Da non perdere

by Ettore Beggiato
7 Ottobre 2026
“Andrea Palladio, la famiglia, l’opera, il suo tempo” di Gianpietro Olivetto, veneto a Roma
OggiNelTempo

7 ottobre 1571, la battaglia di Lepanto va ricordata nella nostra toponomastica

by Ettore Beggiato
6 Ottobre 2026
Navi inglesi nel 1809 davanti a Chioggia con il Ponte di Vigo e il faro acceso
Da non perdere

1809, l’Adriatico in guerra: gli Inglesi tra Chioggia, Venezia e il Delta del Po

by Marco Fornaro
1 Ottobre 2026
Next Post
Quando il Vaticano fece pugnalare fra Paolo Sarpi, il teologo che servì la Serenissima e la libertà religiosa

Quando il Vaticano fece pugnalare fra Paolo Sarpi, il teologo che servì la Serenissima e la libertà religiosa

Categorie

  • Da non perdere
  • Emigrazione
  • Fotogallery
  • IndipendenzE
  • IstriaDalmazia
  • Libri
  • Luoghi da scoprire
  • Magna come che ti parli
  • MALITALIA
  • Mondo Veneto
  • OggiNelTempo
  • ParlarVeneto
  • Pianeta Terra
  • Rassegna Stampa
  • Santi del giorno
  • Senza categoria
  • StoriaNostra
  • supertag
  • Video

Serenissima.news è una testata online indipendente, voce della Veneta Repubblica di ieri di oggi e di domani. Si occupa di attualità, storia, cultura delle terre della Serenissima e dei popoli che le abitano.

ARTICOLI RECENTI

"El Gato de Ciosa" simbolo incotrastato della fedltà chioggiotta a Venezia

Chioggia fedele a San Marco fino alla caduta della Serenissima: i documenti del 1796 e 1797

2 Novembre 2026
Confutazione a “Italiani. Perché siamo un popolo, una nazione e un’etnia” di Emanuele Mastrangelo

Confutazione a “Italiani. Perché siamo un popolo, una nazione e un’etnia” di Emanuele Mastrangelo

29 Ottobre 2026
Verona, il Comune celebra l’annessione all’Italia, una contro-manifestazione onora l’Austria

Verona, il Comune celebra l’annessione all’Italia, una contro-manifestazione onora l’Austria

26 Ottobre 2026

CATEGORIE

  • Da non perdere
  • Emigrazione
  • Fotogallery
  • IndipendenzE
  • IstriaDalmazia
  • Libri
  • Luoghi da scoprire
  • Magna come che ti parli
  • MALITALIA
  • Mondo Veneto
  • OggiNelTempo
  • ParlarVeneto
  • Pianeta Terra
  • Rassegna Stampa
  • Santi del giorno
  • Senza categoria
  • StoriaNostra
  • supertag
  • Video

© 2020/2026 Serenissima News
Web Agency [NetPlanner]

No Result
View All Result
  • Home
  • Landing Page
  • Buy JNews
  • Support Forum
  • Pre-sale Question
  • Contact Us

© 2020/2026 Serenissima News
Web Agency [NetPlanner]