23 Settembre 2021
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L’ultima trovata di Madrid: i diecimila soldati di Putin per la Catalogna

Ventuno arresti. Perquisizioni. Intercettazioni. E un’accusa fantasmagorica: gli indipendentisti della Catalogna sarebbero stati in contatto con il presidente della Russia, Vladimir Putin. La Russia sarebbe stata pronta a inviare aiuti economici e militari alla Catalogna per garantire la proclamata indipendenza dalla Spagna. Putin avebbe addirittura messo a disposizione di Carles Puidgemont un corpo di spedizione di diecimila soldati, pronto a intervenire in Catalogna per difenderne l’indipendenza.

Non è la trama di un romanzo di fantapolitica, ma l’ipotesi d’accusa che muove l’ultima inchiesta della magistratura spagnola contro l’indipendentismo catalano, secondo quanto raccontano i giornali di Madrid.

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Perno della trattativa con Putin sarebbero state persone vicine a Tsunami Democratic, uno dei movimenti più duri dell’indipendentismo catalano. Tra gli arrestati ci sarebbero imprenditori di Barcellona che finanziavano Tsunami Democratic e anche Junts per Catalunya ed Erc, i due partiti indipendentisti “ufficiali” che governano la Catalogna. Una parte di questi fondi avrebbe anche finanziato la vita in Belgio del “latitante” Puidgemont.

Pista russa, pretesto per la persecuzione degli indipendentisti

Ma l’aspetto più spettacolare – ed incredibile – dell’inchiesta è la pista russa: alcuni dei sospettati avrebbero intessuto contatti con misteriosi emissari di Putin che avrebbero offerto il proprio appoggio alla causa dell’indipendenza con finanziamenti e aiuti militari: il Cremlino si sarebbe offerto di saldare l’intero debito pubblico della Catalogna, e di mettere a disposizione di Puidgemont un corpo di spedizione di diecimila soldati per difendere la Catalogna indipendente dall’aggressione spagnola.

Naturalmente nessuno può escludere che qualche gruppetto di estremisti abbia guardato alla possibilità di rispondere militarmente all’atteggiamento antidemocratico di Madrid, alle ondate di arresti indiscriminati, alla repressione, al tentativo di impedire con mezzi polizieschi lo stesso svolgimento del referendum per l’indipendenza.

Ma non ci può essere dubbio che in questa vicenda, la violenza è stata esercitata soltanto da Madrid. Folle immense sono scese in piazza a Barcellona e in tutta la Catalogna, sono andate ai seggi il giorno del referendum, si sono fatte caricare e pestare dalla polizia senza reagire.

Carles Puidgemont e gli altri leader indipendentisti hanno guidato la Catalogna alla proclamazione dell’indipendenza nel segno della più radicale nonviolenza. Pensare che questi stessi personaggi avrebbero accettato un aiuto militare da Putin, e che la Russia avesse seriamente potuto pensare di far sbarcare a Barcellona un esercito di diecimila soldati senza far scoppiare un’altra guerra mondiale è una barzelletta, il cui unico scopo può soltanto essere quello di permettere allo Stato spagnolo di continuare a perseguitare gli indipendentisti catalani, come sta facendo da anni nel complice silenzio dell’Italia e di quasi tutti gli Stati europei.

 

 

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