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30 giugno 1482, la Presa di Ficarolo raccontata da Marin Sanudo

Marco Fornaro by Marco Fornaro
30 Giugno 2025
in OggiNelTempo
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30 giugno 1482, la Presa di Ficarolo raccontata da Marin Sanudo
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Dopo 40 giorni d’assedio Roberto Sanseverino e la Veneta Repubblica, la presa di Ficarolo è cosa fatta. Punto strategico per la vittoria finale nella Guerra del sale da parte della Serenissima, il Castello di Ficarolo assieme alla Rocca della Stellata (sull’altra sponda del Fiume Po) formavano un limite invalicabile con le loro catene sul fiume e ne limitavano il naturale passaggio di qualsiasi tipo d’imbarcazione.

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Alla presa di Ficarolo, immediatamente vengono inviate staffette che portino la lieta notizia a Venezia. Viene dato ordine che si suonino nei territori Veneti campane a martello e si festeggi con fuochi d’artificio mentre sopra le mura di Ficarolo viene fatto innalzare il Gonfalone di San Marco.

Come si svolsero i fatti raccontati da Marin Sanudo

Disegno ripreso dai testi del Sanudo del Castello di Ficarolo e della Rocca della Stellata, nel mezzo il fiume Po (foto autore)
Disegno ripreso dai testi del Sanudo del Castello di Ficarolo e della Rocca della Stellata, nel mezzo il fiume Po (foto autore)

Scrive Marin Sanudo nei suoi Commentarii:” Il signor Roberto col Proveditore vedendo ciò al ventinove del mese sunnominato dopo la mezzanotte deliberò di dare la battaglia ordinaria, perchè le mura, e li propugnacoli dalle nostre bombarde erano guastati , onde i nostri da una parte principiarono la battaglia , gli altri seguendoli, massime li galeotti con la turba navale per ogni banda misero le scale.

Li custodi volendo da una parte difendersi, mentre con i nostri erano alle mani, sopravvenne Tommaso da Imola, e Carlino capitani di fanteria valenti ed animosi, e quelli della rocca per questi furono ribattuti dalle mura .

Con le scale per “montar sul castello”

Dall’altra parte eravi Andrione parmense, cavaliere capitanio di fanti, ma nel loco, che ho detto di sopra, per esser più facile, e di maggior fortezza i nostri vi misero le scale per andare a montar sul castello, e di novo, li custodi cambiati , vennero alla battaglia , e insieme combattevano.

Presi uomini d’arme Milanesi

Giunse poi ai nostri il conte Bernardino dal Fortebraccio perugino , figlio del fu conte Carlo, e nipote di quello Braccio in Italia nominatissimo, dalli suoi allogiamenti con la sua compagnia, la qual subito approdata, espugno il castello, e li custodi furono cacciati dentro le mura li quali pavidi per il gran romore, e furia de’ galeotti fuggendo la morte , essendo stanchi, li nostri presero la porta, ed entrarono nel Castello all’ora dell’alba dopo quaranta giorni, che vi stettero attorno col campo nostro.

Furono presi alcuni uomini d’armi Milanesi, li quali furono mandati prigioni nel castello di Padova , e molte artiglierie furono trovate.

Villa Schiatti-Gioglioli a Ficarolo. Si narra che sia stata costruita proprio dove sorgeva il Castello (foto autore)
Villa Schiatti-Gioglioli a Ficarolo. Si narra che sia stata costruita proprio dove sorgeva il Castello (foto autore)

Alla presenza del duca d’Urbino lo Stendardo di San Marco nostro protettore fu messo sulle mura.

E benchè dalla Stellata castello nostro sopra il Po, all’incontro di Figheruolo, per il qual si può incatenar il Po, si desse ai nostri per il continuo tirare dell’artiglierie , ed altre cose nocive grande fastidio. Pure appena preso, il Proveditore spedì li messi a Venezia a recare tal nuova.

Per la grande letizia i nostri ordinarono che per tutti i loro luoghi fossero di tanta suonate campane, e fatte feste con fuochi, e lumiere in segno vittoria, con la quale ottennero Figheruolo.

Stampa raffigurante Roberto Sanseverino esposta al British Museum (foto web)
Stampa raffigurante Roberto Sanseverino esposta al British Museum (foto web)

 

Fonte Editoriale: “I Commentarii della guerra di Ferrara” di Marin sanudo

 

Tags: assedioFederico da MontefeltroFicaroloGuerra del salepolesineroberto sanseverinoveneta repubblica
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