14 Agosto 2022
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Sudtirolo: cento anni di annessione all’Italia, cento anni di ingiustizia

Tra il 2018 e il 2020, tra il centenario della fine della Grande Guerra e il centenario dell’annessione formale di Trento e Bolzano all’Italia, con la divisione del Tirolo, corrono date memorabili per il Sudtirol, la terra che il fascismo ribattezzò Alto Adige.

La Sudtiroler Heimatbund ha salutato il centenario dell’annessione formale del Sudtirolo al Regno d’Italia con un manifesto che ha mandato su tutte le furie molti italiani, ma che dice la pura e semplice verità: “Cento anni di ingiustizia“.

Il Dolomiten Tageszeitung, il quotidiano di lingua tedesca del Sudtirolo, ha titolato la ricorrenza “il giorno più triste“, suscitando le proteste dei circoli italiani di Bolzano, quelli per i quali “qui siamo in Italia e si parla italiano”, quelli per cui il Dolomiten, reo di considerare “triste” l’annessione all’Italia, che fu davvero una tragedia per tutti i residenti nel Sudtirolo, dovrebbe ora venir escluso per punizione dalle provvidenze per l’editoria.

Eppure già il grande Don Milani, in epoca certamente non sospetta, insegnava che l’annessione all’Italia dell’Alto Adige era un errore, e che l’Italia aveva il dovere morale di restituirla all’Austria. L’ingiustizia c’è stata, l’autonomia tardivamente concessa dalla Repubblica al Sudtirolo – e concessa soltanto dopo anni di “guerriglia”, non dimentichiamolo – non cancella l’ingiustizia.

Nessuno pensa che sia facile, né che gli italiani di Bolzano non vadano difesi. Ma l’ingiustizia non si cancella. Fu il fascismo a promuovere l’italianizzazione forzata del Sudtirolo, a proibire le scuole e anche le Messe in tedesco, a ribattezzare le valli, le montagne e i toponimi tedeschi con nomi inventati da Ettore Tolomei. Fu il fascismo a imbarcare dal Sud, via treno, decine di migliaia di italiani e a portarli nei nuovi quartieri di Bolzano, spiegando loro, con opuscoli diffusi a stampa, che quella era terra di antichissima romanità che solo recentemente era stata abusivamente occupata dai barbari. Fu il fascismo a disseminare nel Sudtirolo sacrari falsi, con salme di soldati trasportate dal Piave, per fondare nel sangue il falso mito del’Alto Adige “liberato” e “restituito” alla patria.

Il Sudtirolo, che sia ricco o povero, felice o triste, autonomo o no, è una terra austriaca che l’Italia ha occupato, e che ha diritto, oggi, di decidere liberamente del proprio destino. L’ingiustizia si cancella  solo concedendo al Sudtirolo il referendum per l’autodeterminazione.

 

 

 

 

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