17 Agosto 2022
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Albert Memmi, Ritratto del colonizzato e del colonizzatore

Albert Memmi, Ritratto del colonizzato e del colonizzatore.

Stampato da Liguori Editore a Napoli nel 1979, con la traduzione in italiano di Ornella Accattino Angeloni, con la prefazione di Jean Paul Sartre, che tra l’altro denuncia:

“E’ il colonialismo che crea il patriottismo dei colonizzati”.

“La colonizzazione fabbrica colonizzati così come fabbrica colonizzatori” si legge nella nota dell’Editore francese, Payot Editeur Paris che aggiunge:

“Ed ecco in definitiva la vera originalità storica di quest’opera: oltre all’esattezza con cui ha tratteggiato le fisionomie del colonizzatore e del colonizzato, il merito dell’autore è di aver mostrato la coerenza di ogni figura, assieme alla necessità della relazione che incatena l’uno all’altro i due elementi di ogni oppressione”.

Albert Memmi era nato a Tunisi il 15 dicembre 1920 ed è morto, quasi centenario, il 22 maggio di quest’anno, 2020, a Neuilly su Seine; di origini ebree italiane si riconosceva nella duplice identità francofona e giudeo-araba, identificandosi, però, come berbero. Praticamente sconosciuto in Italia, dove è bene non parlare di temi legati al colonialismo,  scrittore, saggista, sociologo, è stato uno degli intellettuali che ha studiato più profondamente il colonialismo, ha scritto fra gli altri, Ritratto del decolonizzato, Ritratto di un ebreo, Ebrei e Arabi.

Uscito per la prima volta in Francia nel 1973, questo volumetto di appena 120 pagine, è diventato un prezioso punto di riferimento per tutti coloro che tentavano di capire le relazioni fra il colonizzatore e il colonizzato.

Leopold Sedar Senghor, presidente del Senegal e valente poeta, scrisse che “Il libro di Albert Memmi costituirà un documento al quale dovranno riferirsi gli storici della colonizzazione…” e Alioune Diop, presidente della Società africana di Cultura: “Noi consideriamo che questo Ritratto sia la migliore opera conosciuta sulla psicologia coloniale“.

 

 

 

 

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