23 Giugno 2021
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Palazzo Grimani, clamorosa scoperta: dietro il muro una scultura del Cinquecento

Clamorosa scoperta a Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa, a Venezia: una scultura del Cinquecento, celata dietro un muro. E’ un magnifico bassorilievo risalente ai primi decenni del Cinquecento. Raffigura una salamandra tra le fiamme, non a caso in corrispondenza di un’antica canna fumaria che era nascosta da un muro. Perché la salamandra, a quell’epoca si credeva vivesse tra le fiamme

Palazzo Grimani, Venezia. La salamandra ritrovata dopo 500 anni

La scoperta dell’antica e bellissima scultura è stata fatta per caso: a Palazzo Grimani sono stati eseguiti importanti lavori di restauro e consolidamento, in vista della riapertura al pubblico del palazzo, un unicum architettonico a Venezia, che è prevista per domani 20 maggio 2021.

Palazzo Grimani, Venezia. La scoperta della salamandra, celata dietro il muro

Ed è stato proprio durante le operazioni conclusive di consolidamento delle vecchie travi, che è stato scoperto un vuoto dietro la parete della cosiddetta Sala di Psiche. “La necessità di sondare la consistenza dell’intera parete – riporta un’emozionata nota di Palazzo Grimani – ha fatto lentamente emergere una grande canna fumaria: hanno quindi aperto un foro di ispezione per vedere se proseguiva al piano inferiore”.

Il racconto della scoperta della salamandra

“Tolta la prima fila di mattoni vicino al pavimento – continua il racconto della scoperta – qualcosa non tornava. Una serie di detriti sconnessi riempivano l’intercapedine.
Durante la loro rimozione ecco che inizia ad apparire la decorazione di una pietra scolpita!”
“Siamo sinceri, l’emozione è ancora forte – è ancora la nota di Palazzo Grimani -.
Abbiamo voluto accompagnarvi in questo incredibile ritrovamento proprio per farvi rivivere passo passo le tappe che hanno portato ad una scoperta impensabile.
Palazzo Grimani ci ha voluto regalare una parte di sè nascosta per secoli e perfettamente conservata, insegnandoci che c’è ancora tanta bellezza da scoprire.
Direttamente dagli anni ’30 del Cinquecento…una Salamandra tra le fiamme!”.

Palazzo Grimani, un caso unico a Venezia

I lavori eseguiti nella Sala di Psiche da Unisve, in accordo con la Soprintendenza archeologica, hanno eliminato un muro eretto nell’Ottocento, che divideva a metà il vano, restituendo così la spazialità cinquecentesca alla magnifica sala.

Palazzo Grimani, Venezia. La facciata proncipale, sul Rio de San Severo (foto Guido Jaccarino)

Palazzo Grimani è un caso veramente unico nel panorama dei palazzi nobiliari veneziani. Non c’è nulla di simile a Venezia. Il palazzo originario fu acquistato dal Doge Antonio Grimani, ma all’ampliamento del palazzo, che lo portò all’aspetto attuale, misero mano – e pensiero – il figlio Domenico Grimani, cardinale di Santa Romana Chiesa, e il nipote Giovanni Grimani.

Ispirato a una domus romana

E sono proprio i rapporti con Roma a segnare l’unicità di palazzo Grimani a Venezia: allontanandosi dallo stile veneziano del Rinascimento, Domenico e Giovanni Grimani lo vollero simile ad una domus romana e ai palazzi papali.

Palazzo Grimani, Venezia. La spettacolare sala detta Tribuna Grimani (foto Erika Auricchio dalla pagina Fb di Palazzo Grimani)

I Grimani possedevano allora, sul Colle del Quirinale, a Roma, una grande villa antica, costruita sulle rovine delle terme romane. Da lì vennero le prime statue della collezione Grimani, una tra le più importanti del Rinascimento, come anche la biblioteca di Domenico Grimani, da cui viene il famosissimo Breviario Grimani, forse il libro miniato più prezioso del mondo.

Raffaello, Giovanni da Udine, Hieronymus Bosch

A Palazzo Grimani vennero in visita intellettuali e Re di tutta Europa, e operarono artisti come Raffaello, e il grande Giovanni da Udine, e decoratori e affrescatori che diedero al palazzo un aspetto senza paragoni a Venezia. Le due stupefacenti tele di Hieronymus Bosch che si trovano alle Gallerie dell’Accademia, vengono da Palazzo Grimani.

La Tribuna Grimani e la collezione statuaria

La sala detta “Tribuna Grimani” è un Pantheon inaspettato, una stanza inimmaginabile, dove Giovanni Grimani volle raccogliere parte dell’immensa collezione statuaria di famiglia che poi lasciò in eredità alla Repubblica Veneta.

La stupefacente volta della sala detta Tribuna Grimani, con la statua volante del Ratto di Ganimede

Le statue furono trasferite alla Biblioteca Marciana, dove la collezione Grimani si arricchì nel tempo, con donazioni da altre famiglie patrizie, e lo Statuario della Repubblica era celebre per essere “senza eguali al mondo” prima delle spoliazioni napoleoniche.

La riapertura di Palazzo Grimani

Oggi però, grazie al contributo di Venetian Heritage, una ventina di importanti statue della collezione Grimani tornano alla loro casa, e sono ricollocate, grazie alle descrizioni lasciate da illustri visitatori antichi, nell’esatta posizione dove le vollero i Grimani.
Domani 20 maggio 2021, Palazzo Grimani riapre al pubblico. E a parte la salamadra tra le fiamme riapparsa dopo 500 anni nella Sala di Psiche, sono due le novità: la mostra “Domus Grimani”, con il riallestimento dell’ala antica del Palazzo, dedicata al fondatore di questo ramo della famiglia, il Doge Antonio Grimani, e in particolare della Sala del Doge, una delle sale più importanti del Palazzo, dove sono esposte fotografie del luogo risalenti all’Ottocento, recentemente ritrovate alla National Gallery di Washington.
E infine, la riapertura del museo di Palazzo Grimani viene celebrata con un evento eccezionale, un ciclo di dipinti e di sculture inediti che il grande artista Georg Baselitz ha realizzato specificatamente per Palazzo Grimani, un omaggio che ripercorre la storia della grande famiglia veneziana.
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