30 Novembre 2022
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Morto Yvan Colonna, viva la Corsica indipendente

È morto Yvan Colonna, l’indipendentista corso che il 2 marzo 2022, nel carcere di Arles, in Francia, è stato aggredito da un altro detenuto, un fondamentalista islamico, che l’aveva strangolato lasciandolo in fin di vita.

Yvan Colonna – che aveva 61 anni – stava scontando la pena dell’ergastolo perché ritenuto responsabile dell’omicidio del prefetto della Corsica, Claude Érignac, avvenuto nel 1998, e dell’assalto alla caserma della gendarmeria di Pietrosella, avvenuta l’anno prima. Ma in Corsica, è considerato un prigioniero politico e un eroe dell’indipendentismo corso, da sempre represso con inaudita durezza dalla Repubblica Francese.

Ombre sul processo e sull’aggressione

Sul suo processo e sulla sua condanna si allungano molte ombre. Il giorno stesso del suo arresto, il presidente francese Nicolas Sarkozy annunciò con soddisfazione la cattura dell’assassino del prefetto, benché il processo fosse ben lungi dal cominciare. La sentenza era già scritta.

Anche l’aggressione che ha causato la morte di Yvan Colonna ha molti lati misteriosi. L’indipendentista, che era sottoposto a sorveglianza continua “a vista”, è stato lasciato per ben otto minuti in balia del suo strangolatore, nella palestra del carcere, che pare dovesse essere sorvegliata continuamente dalle guardie penitenziarie.

Inspiegabile ritardo e troppa fretta…

. All’inspiegabile ritardo nel soccorso si somma un’altrettanto inspiegabile fretta: il 2 marzo la polizia e il Ministero francesi annunciano immediatamente la morte di Colonna, che è invece vivo e ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Marsiglia, dove morirà soltanto venti giorni dopo.

Proteste in tutta la Corsica

L’aggressione a Yvan Colonna ha scatenato proteste in tutta la Corsica, con migliaia di persone in piazza, scontri con la polizia, decine e decine di feriti, fotografie di Yvan Colonna portate in corteo con la scritta “Statu Francese Assassinu“.

il ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin, è stato costretto a recarsi in Corsica per tentare di fermare la rivolta. “Siamo pronti ad arrivare fino all‘autonomia” ha detto il ministro, segnando finalmente una svolta dopo decenni e decenni in cui la Francia, di autonomia alla Corsica, non aveva mai voluto sentir parlare.

Corsica, per la Francia è una colonia

La Corsica è stata sempre trattata dalla Francia alla stregua di una colonia. L’isola, che al comando del “Padre della Patria” Pasquale Paoli aveva raggiunto l’indipendenza dal dominio genovese, fu conquistata militarmente e mantenuta sotto il tallone francese. Il grande Sabino Acquaviva scrisse un saggio dal titolo “Corsica, storia di un genocidio“.

“Noi ci sentiamo italiani” disse Pasquale Paoli, padre della Corsica indipendente. L’Italia avrebbe potuto, e dovuto, esercitare nei confronti della Corsica lo stesso “patrocinio” che l’Austria ha esercitato a difesa del Sudtirolo. E invece, a parte la breve parentesi mussoliniana con l’occupazione nazifascista dell’isola, l’Italia della Corsica si è sempre disinteressata. Non una parola è stata detta da Roma in difesa delle sacrosante richieste di autonomia della Corsica.

Il patto degli Stati contro i popoli

Soltanto dalla Sardegna è sempre venuto il sostegno all’indipendentismo corso, e in questi giorni soltanto in Sardegna ci sono state manifestazioni a sostegno dell’indipendentista corso Yvan Colonna. Ma per l’Italia, sembra fuori discussione poter sostenere la richiesta di autonomia regionale della Corsica “parlante italiano”.

Come se ci fosse un patto tacito, tra Italia, Francia e Spagna, di mutua “repressione” e “silenziamento” delle aspirazioni all’autonomia regionale di varie “nazioni senza stato“: dalla Catalogna al Sudtirolo, dalla Corsica alla Sardegna, dal Veneto ai Paesi Baschi, c’è un’alleanza degli Stati contro le aspirazioni dei popoli. Viva la Corsica indipendente!

 

 

 

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