26 Ottobre 2021
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I fratelli Silvestri, eroi veneti dimenticati e quel nobile che Venezia punì col carcere

Moltissimi sono i racconti affascinanti che la terra polesana può offrire, una di queste è la storia dei rodigini fratelli Silvestri eroi veneti dimenticati. A memoria del loro sacrificio ancora oggi si può ammirare presso la chiesa del Soccorso, la lapide funebre che fu dedicata dal padre Camillo a Rovigo.

I Silvestri Eroi Veneti dimenticati: il padre Camillo

Stemma della Famiglia nobile Rodigina Silvestri (foto autore)
Stemma della Famiglia nobile Rodigina Silvestri (foto autore)

Alessandro e Primo nascono a Rovigo dall’unione del nobile Camillo Silvestri e di Placida Campo e dalla quale ebbe altri 14 figli. Dopo la morte della moglie, Camillo si risposerà altre due volte con la nobile padovana Valeria Lion di Andrea, vedova di Antonio Carraro, e alla morte di quest’ultima con Margherita Cittadella, figlia del nobile padovano Antonio. I figli crescono con un padre molto attivo nella vita politica della città, tant’è che egli ricopre innumerevoli incarichi. Tra i molti ruoli pubblici vi sono la nomina nel Magnifico Consiglio rodigino, il Presidente del consorzio di Campagna Vecchia. Fu designato pure ambasciatore presso il Doge e il Senato Veneto. Alla gestione e agli oneri delle cariche pubbliche affiancò un’intensa attività culturale nel campo letterario, in quello dell’erudizione antiquaria.

L’amicizia paterna col nobile Marco Pisani

Ritratto Camillo Silvestri (Foto sito Picryl)
Ritratto Camillo Silvestri (Foto sito Picryl)

Durante i numerosi ruoli pubblici ricoperti dal Silvestri egli ha il piacere di  fare la conoscenza di Marco Pisani (1643-1711). Patrizio veneziano proprietario di beni fondiari in Polesine, collega dello stesso Silvestri come Presidente di Terraferma nella Campagna di S. Stefano. Tra i due si era instaurata una cordiale, forte amicizia, documentata da un nutrito epistolario conservato nelle raccolte manoscritte dell’Accademia dei Concordi. Il Pisani partecipa pure attivamente alla guerra contro il turco in Morea e si distinse nell’assedio di Negroponte.

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La sua figura carismatica probabilmente suscita in Alessandro e Primo la volontà ad arruolarsi nell’Armata Veneta. La dolorosa conclusione dell’esperienza militare dei due giovani Silvestri eroi veneti dimenticati ha probabilmente segnato i rapporti tra Camillo Silvestri e Marco Pisani.

I Silvestri Eroi Veneti dimenticati: Il Sacrificio per la Patria Veneta

Rappresentazione Battaglia Navale (disegno G.Gatteri)
Rappresentazione Battaglia Navale (disegno G. Gatteri)

Alessandro e Primo, per decreto della città di Rovigo erano stati preposti alle milizie arruolate per la guerra santa (16 novembre 1686). Dopo tre anni nei quali avevano ricoperto valorosamente le cariche militari, il 26 marzo 1690, al largo di Capo Sant’Angelo (attuale Grecia),la loro nave San Marco Grande che scortava a quella comandata dall’Almirante Alessandro Valier si trovarono accerchiati da una flottiglia di dieci navi turche. Dopo aver tenuto testa per tutto il giorno il Capitano Alessandro Silvestri e l’Alfiere Primo Silvestri perirono nell’ incendio creatosi all’interno del loro convoglio. Sorte peggiore capitò al Valier che da solo continuò a dar battaglia ma venne fatto a pezzi da una palla di cannone. Ciò che mancò non fu il coraggio dei Silvestri eroi veneti dimenticati, o del Valier. Fu probabilmente la lentezza dell’amico paterno Marco Pisani nel portare loro soccorso con le sue navi poste sotto Malvasia.

L’episodio raccontato nel libro del Romanin

Capo Sant'Angelo oggi Capo Malea (Foto Google Earth)
Capo Sant’Angelo oggi Capo Malea (Foto Google Earth)

Così racconta l’episodio il Romanin nella sua Storia Documentata di Venezia.

“… Siffatte vittorie furono amareggiate soltanto dall’infelice scontro di due navi veneziane sotto la direzione dell’almirante Alessandro Valier con dieci barche turche nelle acque di Milo. Animava il Valier la fiducia del prossimo soccorso di Marco Pisani capitano delle navi sotto Malvasia. Ma questi tardò a staccarsi, e non più sollecito nel cammino, lasciò sole le due navi a sostenere con un valore senza pari l’assalto dei Turchi, e sebbene dopo quattro ore d’o stinata battaglia, una di esse saltasse in aria, per l’accensione della conserva delle polveri, l’altra continuò nella eroica resistenza, finchè morto il Valier, ferito il capitano Agostino Petrina, perduto l’albero maestro, traforata in più parti la nave, i marinai e i soldati salvaronsi all’imbrunir della sera sui palischermi, lasciando al nemico solo una lacera spoglia. Il Pisani fu processato e condannato alla carcere..”

Il dolore e il lutto della famiglia Silvestri

Chiesa del Soccorso detta La Rotonda dove oggi troviamo la lapide funebre (Foto Wikipedia)
Chiesa del Soccorso detta La Rotonda dove oggi troviamo la lapide funebre (Foto Wikipedia)

Il 30 maggio 1690 Domenico Veronesi informava la famiglia Silvestri di aver ricevuto dal fratello, imbarcato su una galea di Agostino Sagredo, lettere che annunciavano la morte in combattimento dei figli. Per onorare la memoria dei figli il padre Camillo venne gratıficato il 10 giugno 1690, con decreto del Senato veneto, del titolo di conte e dall’esenzione dalle tasse feudali per sè e per i discendenti. Collocò quindi questo monumento per tramandare la generosità della Repubblica e la memoria dei figli scomparsi tragicamente. Il marmo con l’iscrizione fu collocato a ricordo nella Chiesa della Fraglia oggi non più esistente. La lapide si trova ora nel peristilio della Chiesa del Soccorso. Nonostante siano trascorsi secoli trovo giusto il prossimo 26 marzo onorare la memoria dei fratelli Silvestri eroi veneti dimenticati lasciando un fiore in memoria del loro sacrificio sulla lapide funebre.

La via intotolata alla Famiglia nobile Rodigina Silvestri (foto autore)
La via intotolata alla Famiglia nobile Rodigina Silvestri (foto autore)

Fonte editoriale: “I successi delle acque dal 1677 al 1755” di Camillo, Carlo e Girolamo Silvestri.

“Le Iscrizioni di Rovigo delineate da Marco Antonio Campagnella” saggi di A. Mazzetti, F. Adami, E. Zerbinati.

“Storia documentata di Venezia” di Stefano Romanin.

 

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