13 Agosto 2022
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“Immagini dal paesaggio. Cartografia dell’area opitergina – secoli XVI-XVIII” di Paolo Vocialta

“Costruire una carta geografica significa conferire valore alle cose e agli eventi, e produrre così comportamenti idonei al perseguimento di uno scopo, sia esso mirato a conseguire vantaggi materiali, economici, politici, in un unico termine a garantirsi una sicurezza.

Attraverso la carta, infatti, intesa come modello di rappresentazione, sul quale l’uomo situa sé stesso e la propria azione, si assolve all’importante funzione umana di capire, ordinare, istituire relazioni, cogliere analogie.

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Il periodo compreso tra il XVI e il XVIII secolo è ancora caratterizzato da una cartografia non codificata, che riproduce aree più o meno vaste, che si basa su un certo empirismo nel rilevamento delle misure sul terreno.

Così, prima del ‘700, in assenza di una rigida codificazione linguistica, le carte utlizzate per governare esprimono in modo chiaro le finalità e gli scopi che qui vengono redatte.

Venezia, il primo Stato con una cartografia ufficiale

La Repubblica di Venezia è il primo Stato a fornirsi di un apparato cartografico amministrativo: già nel ‘400, la carta viene usata quale strumento di politica territoriale, intesa come controllo ed organizzazione del territorio avito o conquistato.

E’ nel 1460 un decreto del Consiglio dei Dieci con cui si richiede a tutti i rettori veneziani di terraferma di far redigere le corografie delle aree di loro giurisdizione, da inviare a Venezia. Le carte avrebbero dovuto essere conservate presso la cancelleria e nella Camera stessa del Consiglio, pronte per essere consultate ogniqualvolta se ne presentasse la necessità.

La storia del Veneto è ben testimoniata grazie, anche, alla ricchezza di fonti, riscontrabile negli archivi degli organi per la tutela e la gestione del territorio, istituiti dalla Repubblica di Venezia sin dai primi anni della sua organizzazione amministrativa […]

(Testo parzialmente tratto da prefazione di professoressa Emanuella Casti Moressi)

La cartografia dell’area opitergina

La cartografia dell’area opitergina dell’architetto Vocialta invita il lettore a rileggere il territorio ed i suoi ordinamenti in un’epoca, quella della Repubblica Veneta, che segnò il massimo splendore.

Volume composto da 270 pagine.
Capitolo 1 – Introduzione
1.1 Quadro storico
1.2 I documenti, gli obiettivi, i supporti divulgativi della ricerca
Capitolo 2 – I limiti amministrativi delle podesterie di Oderzo, Motta, e Portobuffolè
Capitolo 3 – Immagini dal paesaggio
3.1 Premessa
3.2 Caratteri del paesaggio tra antichità e Medioevo
3.3 Elementi del paesaggio agrario in epoca veneziana: beni comunali, boschi, dimensioni poderali, colture, fiumi, paludi e opere idrauliche
Capitolo 4 – I siti dominicali: ville e case padronali
4.1.2 Premessa più testimonianze cartografiche
Capitolo 5 – Le case rurali
5.1.2 Premessa più testimonianze cartografiche
Capitolo 6 – I caratteri dell’architettura religiosa: i conventi e le chiese di campagna
Capitolo 7 – Note sull’assetto socio-economico alla fine della gestione veneziana
7.1 Le fonti
7.2 Elementi di demografia
7.3 Le strutture produttive
7.4 Il settore agricolo
Capitolo 8 – Natura dei documenti e delle fonti
Segue elenco delle fonti, abbreviazioni, archivio magnetico, struttura della catalogazione, aree tipologiche, più bibliografia, più tavola delle illustrazioni e schede miscellanee.

 

Stampato da Arti Grafiche Conegliano (Susegana, Treviso), per conto del Comune di Oderzo (1993).
I documenti cartografici pubblicati sono stati autorizzati da: Archivio di Stato di Venezia, Archivio di Stato di Treviso, Archivio di Stato di Udine, Sovrano Militare Ordine di Malta.

Stefano Veronese

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