17 Ottobre 2021
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Il Vajont e Marinella una bimba polesana

Può sembrare strano ai più, che un signor qualunque che vive in Polesine possa avere l’audacia di scrivere qualche parola su una tragedia come quella del Vajont. Tragedia avvenuta in un ambiente e in un territorio del tutto differente dal Polesine. Credo invece che noi polesani che da secoli combattiamo costantemente con la forza distruttiva dell’acqua possiamo comprendere molto più di altri la tragedia avvenuta quel 9 ottobre 1963. A legarci ancor di più con le popolazioni del luogo il dolore che tra le vittime ci fu Marinella la bimba polesana con la sua famiglia.

Marinella e la famiglia

Marinella Callegari (foto da web)
Marinella Callegari (foto da web)

Marinella Callegari nasce a Baricetta frazione di Adria il 12 settembre 1953 da papà Almerino classe 1927 anch’esso Adriese e mamma Marialuisa Bez originaria di Longarone. Dopo aver trascorso i primi anni di vita in Polesine, la famiglia negli anni seguenti si trasferisce a Longarone per lavoro. Per Marinella venire a trascorrere le estati dai nonni in Polesine è sempre una festa. Le testimonianze ci raccontano di una bambina molto vivace, solare, sempre sorridente. Tutta la sua famiglia verrà spazzata via quella sera del 9 ottobre 1963.

Dove riposa oggi Marinella

Cimitero monumentale di Fortogna (foto web)
Cimitero monumentale di Fortogna (foto web)

Sulla collina di Fortogna oggi c’è un Cimitero Monumentale dove si possono leggere i 1910 nomi delle vittime. Fa pensare che 487 furono bimbi, e ben 763 non sono mai state indentificate, né hanno mai trovato sepoltura. Marinella riposa in questo cimitero al Cippo numero 22, campo A fossa 8. Il Papà Almerino sul Cippo numero 5, campo B fossa 8. La mamma Maria Luisa è ricordata sul Cippo numero 6 a fianco del marito ma il suo corpo non è mai stato ritrovato.

 

Il Libro di Da Ros

L'autrice del Libro (foto web)
L’autrice del Libro (foto web)

Ci ha pensato Emanuela Da Ros a far rivivere Marinella con il suo libro “La storia di Marinella- una bambina del Vajont”. Dopo la sua visita al memoriale la Signora Da Ros non è più riuscita a dimenticare quel quaderno di scuola estratto dal fango, proprio il quaderno di Marinella. Con le sue pagine ella ha dato vita ancora una volta ad una bambina e i suoi sogni, dando consapevolezza ai bimbi di oggi della portata immane di una tragedia che poteva essere probabilmente evitata, nella speranza che disgrazie del genere non accadano più.

Alcune righe estratte dal libro…

La storia di Marinella si svolge tutta in un giorno, tutta a Longarone. Comincia quando Marinella si sveglia e finisce quando lei si addormenta, nel suo letto. Quel giorno Marinella vive le “avventure” di una bambina della sua età, nel 1963. È esuberante, irrefrenabile, fa disperare sua madre e la maestra. Da sempre ha due amiche e da questa estate anche un amico, Marco, un bambino dai capelli a cespuglio che viene da Casso e che pare ce l’abbia col mondo intero… anche se è così dolce sotto sotto. Il 9 ottobre 1963 è un giorno di risse, marmellate mancate, corse e risate. Impossibile non stare dietro a Marinella, ascoltare i suoi pensieri ad alta voce e affezionarsi a lei. Fino alle 22.39, che è l’ora in cui l’orologio del municipio di Longarone si ferma. L’ora in cui si sono fermati tutti gli orologi ritrovati nel fango.

Lapide a Ricordo (foto web)
Lapide a Ricordo (foto web)

Fonte editoriale: “La storia di Marinella, una bambina del Vajont” di E. Da Ros

 

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