17 Ottobre 2021
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Carles Puigdemont tradito dall’Italia: arrestato in Sardegna il leader catalano

Carles Puigdemont, l’ex presidente della Catalogna che organizzò il referendum per l’indipendenza, è stato arrestato oggi 23 settembre 2021 in Sardegna, su mandato d’arresto della Corte suprema spagnola. L’arresto è avvenuto al suo sbarco ad Alghero, e sarà la Corte d’Appello di Sassari a decidere sulla sua estradizione.

Belgio e Germania rifiutano di consegnarlo alla Spagna

Quello italiano contro il leader indipendentista catalano è un doppio tradimento. Carles Puigdemont è esule da anni in Belgio, e la magistratura belga si è sempre rifiutata di consegnarlo alle autorità spagnole, anche dopo che il Parlamento Europeo ha fatto decadere la sua immunità parlamentare, perché in Spagna Carles Puigdemont non avrebbe avuto un equo processo, come non l’hanno avuto gli altri indipendentisti catalani, perseguitati dalla Spagna con accuse pesantissime di sovversione, benché nessuno degli indipendentisti catalani abbia mai praticato o incitato alla violenza.

Per gli stessi motivi, anche in Germania la magistratura ha rifiutato di estradare Carles Puigdemont in Spagna.

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Anche il Parlamento Europeo, che pure aveva revocato l’immunità parlamentare agli eurodeputati catalani, ha accusato Madrid di perseguitare gli indipendentisti.

L’appuntamento a Oristano con la Corona de Logu

Quello italiano è un doppio tradimento, perché si sapeva da giorni che Carles Puigdemont avrebbe partecipato in Sardegna ad un incontro con la  Corona de Logu, l’assemblea degli amministratori locali indipendentisti sardi.

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L’incontro avrebbe dovuto svolgersi domenica 26 settembre alle 11 presso l’Hosptalis Sancti Antoni di Oristano. Un incontro ufficiale, tanto che gli organi di informazione sardi avevano riportato anche un comunicato ufficiale della Corona de Logu, che definiva l’incontro con il leader indipendentista catalano “l’occasione per verificare il cammino di di autodeterminazione dei rispettivi popoli, sardo e catalano”.

La trappola dell’Italia al leader catalano

Carles Puigdemont non atterrava in Sardegna clandestinamente: aveva confermato ufficialmente la sua presenza all’incontro politico, era un europarlamentare in visita ufficiale. Contava sull’Italia, sulla democrazia italiana. Contava che, come in Belgio, come in Scozia, come in Danimarca, come in Germania, gli indipendentisti catalani, colpevoli solo di aver indetto un referendum, anche in Italia fossero protetti dalla feroce repressione spagnola.

A questo si aggiunge che lo stesso mandato di cattura internazionale emesso dalla Corte Suprema spagnola contro Puigdemont è, per i suoi legali e per i tribunali europei che lo hanno preso in esame, da considerarsi sospeso.

Il leader indipendentista catalano è sbarcato quindi in tutta tranquillità ad Alghero e lì è caduto nella trappola che l’Italia gli ha teso, molto probabilmente d’intesa con la Spagna.

I sardi: colpiti tutti i movimenti indipendentisti

La Corona de Logu, l’assemblea degli indipendentisti eletti nelle istituzioni della Sardegna, ha pubblicato una nota in cui definisce “orrore” l’arresto di Puigdemont, una pugnalata non solo alla Catalogna, ma a tutti i movimenti indipendentisti.

“A domani reazioni più meditate – è il testo del comunicato della Corona de Logu -. Per ora basti l’orrore che si prova davanti ad un’azione di polizia chirurgica, destinata a colpire non solo Puigdemont e i catalani, ma tutti i movimenti indipendentisti e quindi anche quello sardo, il nostro.

Nazioni senza stato, lotta nella pace

“Nient’altro si può affermare per un arresto che colpisce un uomo protetto dall’immunità di europarlamentare e che fino a ieri ha portato avanti liberamente la sua azione politica in tutta Europa – continua il comunicato dei sardi -, senza impedimenti di sorta. Doveva arrivare in Italia per scoprire che non tutti abbiamo eguali diritti, che le regole non valgono allo stesso modo dappertutto, che la legge è opinabile.
Bene. Incameriamo la notizia. Diamo senza riserve solidarietà a Puigdemont – annuncia la Corona de Logu -. Ci prepariamo a continuare la nostra lotta nella pace, secondo democrazia. E naturalmente senza paura. Le nazioni senza stato vedranno un giorno realizzate le loro aspirazioni. Legittime e sacrosante aspirazioni”.

Puigdemont si fidava dell’Italia

La bandiera della Catalogna indipendente (foto di Adam Jones, CC BY-SA2.0)

La visita di Puigdemont in Sardegna – una visita come europarlamentare – doveva essere la “restituzione” della visita che la stessa Corona de Logu aveva fatto all’ex presidente catalano in esilio, incontrandolo nel settembre 2019 a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo.

Carles Puigdemont si fidava quindi dell’Italia: riteneva che il mandato d’arresto della Corte suprema spagnola, già invalidato dalla magistratura belga, fosse disapplicato anche dall’Italia, per gli stessi motivi, cioè per il manifesto carattere di persecuzione ingiusta degli indipendentisti catalani da parte della Spagna.

La Danimarca non lo ha arrestato

D’altronde, Puigdemont si era recato pochi giorni fa in Danimarca, a Copenhagen, dove era entrato nel Parlamento danese per partecipare a un incontro politico. Anche alla Danimarca la Spagna aveva chiesto di arrestarlo, ma Puigdemont è potuto entrare e uscire liberamente dal Paese.

Italia e Spagna, dove si perseguitano gli indipendentisti

L’Italia ha tradito a fiducia di Puigdemont, e l’ha tradita in Sardegna, una delle terre dove l’indipendentismo è più radicato. Un doppio tradimento, un doppio schiaffo, un’alleanza tra due Stati – la Spagna e l’Italia – che perseguitano gli indipendentisti, accusandoli di reati sproporzionati.

Nei regimi democratici, non ci può essere sovversione senza violenza. L’indipendentismo perseguito con ogni mezzo pacifico è libera espressione del pensiero e dell’azione politica. Dall’Italia, e dalla Spagna, un altro pessimo, antidemocratico segnale.

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