6 Ottobre 2022
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Aldo Corazza: è Veneto il Pioniere del volo nella penisola italica

Aldo Corazza nasce a Cavarzere (Ve) il 16 luglio 1878 da Girolamo e Barbara Tardini. Interrompe presto gli studi, fermandosi alla IV Ginnasio, e intraprende senza successo vari lavori. Nel 1900 viene assunto all’ufficio postale di Este come impiegato supplente per la ricezione dei telegrammi.

Una volta acquisito un reddito, pur modesto ma sicuro, comincia a dedicarsi alla sua grande passione: il volo che in quest’epoca; in Italia; è a vela; ovvero senza l’ausilio di un motore; impiegando macchine più pesanti dell’aria. Comincia dunque un intenso scambio epistolare con Octave Chanute (francese naturalizzato americano) e i fratelli Wright, pionieri del volo negli Stati Uniti (e nel mondo), ricevendone spunti, disegni, fotografie ed incoraggiamenti.

Il Primo volo sui cieli nelle terre Venete

Aldo Corazza poco prima del volo (foto web)
Aldo Corazza poco prima del volo (foto web)

Fatto tesoro dei consigli d’oltreoceano e non potendo disporre di rilevanti risorse economiche né di investitori interessati ai suoi esperimenti, nel 1904 Aldo realizza il biplano Corazza I. Si tratta di una macchina; con telaio in abete (o tubi d’acciaio); formata da due ali in tela sovrapposte. Al centro dell’ala inferiore si trova un varco per il posizionamento del pilota.

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Il peso del velivolo, dalla portata alare di 20,8 m2, è di soli 15 kg. Con questo libratore Aldo Corazza si lancia dalla collina di Cà Barbaro, a Calaone (frazione di Baone) ai confini con Este, nel settembre del 1904 e il risultato si dimostra strabiliante: riesce a percorrere decine di metri in volo planato.

Poi, nel corso dei numerosi esperimenti di decollo contro vento, a causa di una forte raffica il velivolo si capovolge e viene distrutto. Dell’evento si interessano varie testate giornalistiche, tra cui il Corriere della Sera (14 dicembre 1904).

La caparbietà di Corazza e l’Areocicloplano

Il Corazza-Aerocicloplano 2 (foto web)
Il Corazza II-Aerocicloplano  (foto web)

Nel frattempo, Aldo Corazza persona caparbia, non demorde e continua a progettare nuove macchine: Nel 1906 l’amico Almerico da Schio finanzia la costruzione di un nuovo velivolo, questa volta a propulsione, anche se le risorse si rivelano insufficienti per l’acquisto di un motore a scoppio: Quindi viene completata la costruzione; iniziata nel 1902, dell’Aerocicloplano.

La macchina è un biplano con ali in tela, dalla superficie totale di 35 m2, munito di due eliche azionate da una bicicletta, posizionata al centro del piano inferiore, avente la ruota posteriore sollevata per la trasmissione del moto mediante cinghie e pulegge. L’aereo poggia al suolo con due ruote in legno ricoperte di gomma poste sotto l’ala inferiore: Il peso complessivo dell’Aerocicloplano è di 50 kg: Il velivolo non riuscirà mai a volare ma viene premiato con la medaglia d’argento all’Esposizione Internazionale di Milano.

Il Corazza III

Corazza III – 1907 (foto web)
Corazza III – 1907 (foto web)

Nel 1907 termina la realizzazione del Corazza III; identico al Corazza I ma con telaio non più in abete (o tubi d’acciaio) bensì in noce americano, più leggero. Il velivolo riesce a percorrere in aria, a più riprese, distanze di un centinaio di metri ma finisce, come il suo predecessore, per essere distrutto in uno schianto. A questo punto Aldo Corazza; sfiduciato per l’assenza di investitori interessati e provato nel fisico dopo le numerose cadute, decide di rinunciare e si ritira da ogni altro tentativo: Ma rimane a pieno titolo un pioniere: è infatti il primo nella penisola italica che riesce a volare con una macchina più pesante dell’aria. Aldo Corazza si spegne a Padova, sconosciuto ai più, il 12 dicembre 1964. Raccontate ai vostri figli questa splendida storia che ci rende ancor più orgogliosi d’essere Veneti!!!

Il Cavarzerano Aldo Corazza (foto web)
Il Cavarzerano Aldo Corazza (foto web)

Fonte editoriale tratta dal Web.

 

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