26 Ottobre 2021
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7 maggio 1482 Il sacco di Adria

Nell’anno 1479 Venezia sigla una pace con l’Impero ottomano dopo aver perso buona parte dei suoi possedimenti in Oriente. Ora volgendo lo sguardo ai domini di terraferma cerca sicurezza e stabilità sul fronte italico. Alla Veneta Repubblica urge il possesso delle Bocche del Po e dell’Adige. La priorità è assicurarsi il controllo fluviale dei territori dell’entroterra sotto l’influenza Estense. E’ d’importanza vitale la salvaguardia del proprio commercio di terra e la difesa della laguna nonchè della città di Venezia. Per tutto ciò c’è bisogno d’avere il controllo del Polesine. In questo ambito avverrà il 7 maggio 1482 il sacco di Adria

Le cause  

Inizia la conquista del Polesine (foto web)
Inizia la conquista del Polesine (foto web)

I pretesti a Venezia per dichiarare guerra a Ferrara non si fanno attendere. Già nelle settimane precedenti Venezia aveva affidato le proprie milizie di terra al Condottiero Roberto Sanseverino con l’ordine di portarsi al confine col territorio estense. Mentre da Chioggia era pronta a salpare una flotta di 400 legni, con l’obbiettivo di risalire il fiume Po. Uno dei probabili pretesti per scatenare il conflitto si svolge il 2 maggio 1482, quando il Senato Veneto decide dopo svariati contrabbandi di sale e incidenti avvenuti sul suolo adriese di dichiarare guerra a Ferrara.

Adria tra l’aquila e il leone

Possibile immagine dei soldati mercenari veneziani trucidati dagli Adriesi
Possibile immagine dei soldati mercenari veneziani trucidati dagli Adriesi (foto web)

Nonostante Adria fosse città estense, al suo interno era divisa in due fazioni opposte. I filo estensi e i filo veneziani. Proprio in questo periodo la Comunità adriese è colpita da una grave carestia. Si rivolge allora a Ferrara per ottenere 50 moggia di frumento. La richiesta però non viene ascoltata dalle orecchie estensi.

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Allora alcuni mercanti Adriesi decidono di procurarsi il grano a Cavarzere e Loreo nei territori del Dogado. Sulla via del ritorno i mercanti sono assaliti da una pattuglia di milizie venete, e ne nasce un conflitto. Radunato il Consiglio d’urgenza gli Adriesi decidono di attuare una severa azione di rappresaglia che si conclude con l’uccisione di dodici soldati Veneti. Venezia non può voltarsi dall’altra parte e grazie anche all’affronto subito, dichiara guerra a Ercole I Duca di Ferrara. Inizia la Guerra del Sale.

Il sacco di Adria

L’assalto al bastione di Papozze

Essendo Adria testa di ponte del Polesine è la prima a subire l’assalto Veneto. 400 legni escono dal porto di Chioggia e si dirigono alle bocche del Po. Una parte guidata da Damiano Moro risalgono il fiume Po prendono sebben fornitissimi i presidi di Corbola e si dirigono ai bastioni di Papozze.

Immagine di una Battaglia notturna sul Po (foto web)
Immagine di una Battaglia notturna sul Po (foto web)

Scrive il Sanudo nei suoi Commentari: ”… li contadini pavidi ammazzarono il loro custode, ed il di lui capo posto sopra una lancia portarono al capitano. Questi furono ricevuti sotto il dominio di S. Marco come fedeli sudditi, non avendo patito niun danno nè incommodo. Ma quivi fu ammazzato Domenico Rizzo popolare, che era Ammiraglio di grande armata”. Proseguono poi verso il bastione a Polesella ed arrivano al Castello di Ficarolo. Qui li attende il Condottiero Roberto Sanseverino con le truppe Venete di terra. L’obiettivo mettere sotto assedio Ficarolo ultimo vero ostacolo per giungere sotto le mura di Ferrara.

 

Adria violata

Riproduzione scontro medioevale (foto web)

L’altra parte della flotta comandata dai Nobili Manolesso e Da Mula risale il Canal Bianco e al bastione di Piantamelon ingaggia battaglia con le milizie filo-estensi Adriesi a difesa della città. Il 7 maggio 1482 il sacco di Adria ha inizio, i soldati adriesi dopo aver resistito a lungo vengono sopraffatti. Scrive ancora il Sanudo: “Sotto Adria, città si eccellente , dalla quale il mare Adriatico ebbe il nome, fu dato la battaglia, e vi entrarono li nostri che abbrucciarono alcuni palazzi e case , ed ammazzati alcuni fanciulli, li padri dei quali non si volevano arrendere, dal terrore li convicini spaventati , senza aspettare l’armata viniziana subito si dettero”. Solo la pietà del Cristoforo da Mula nei confronti di chi ha dato il nome al mare Adriatico salva la città da sorte peggiore. Adria firma la resa alla presenza del Doge Mocenigo il 7 giugno 1482. Nel frattempo la guerra continua feroce nel resto del Polesine.

Il settantaduesimo Doge di Venezia Giovanni Mocenigo (foto Web)
Il settantaduesimo Doge di Venezia Giovanni Mocenigo (foto Web)

La pace di Bagnolo

La guerra procedette tremenda ma lontana dalla città polesana finchè non si arrivò alla pace di Bagnolo. Nel frattempo Adria era passata sotto l’egemonia della Veneta Repubblica. Essa aveva lasciato piena autonomia nella gestione cittadina insediando un suo uomo come Podestà nella persona del nobile Gabriele Venier. La fine delle ostilità viene stipulata il 7 agosto del 1484 poco lontano da Bagnolo Mella nel bresciano. In una casa adibita a locanda posero la propria firma al Trattato di pace tutte le potenze scese sul campo di battaglia.

Il Duca Estense Ercole I
Il Duca Estense Ercole I (foto web)

Per codesta pace il Polesine di Rovigo rimase alla Repubblica mentre Adria, Corbola, Papozze (con la Torre di San Donato), Castelguglielmo ed alcune terre a destra del fiume Tartaro vennero restituite alla corte estense. Il 9 agosto Adria viene riconsegnata al Duca Ercole I. Il 10 agosto in città tutte le insegne di San Marco vengono abbattute e si rialzano i pennoni estensi. Il 15 agosto il distinto matematico Giovanni Giasone degli Amati assume la carica di Visconte per conto della Signoria Estense. Ad Adria inizia così un periodo di dure lotte e rivalità tra le opposte fazioni. Tutto ciò terminerà nel 1509 quando Venezia farà il suo ritorno in terra adriese per rimanervi per tre secoli.

Targa commemorativa oggi esistente nel luogo dove si firmò la Pace di Bagnolo ( foto Paolo Rubens Pagina Facebook Casa è dove c'è un San Marco)
Targa commemorativa oggi esistente nel luogo dove si firmò la Pace di Bagnolo ( foto Paolo Rubens Pagina Facebook Casa è dove c’è un San Marco)

Fonte editoriale: “I Commentari della guerra di Ferrara” di Marin Sanudo

” Adria e il suo territorio” di Jacopo Zennari

 

 

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