26 Novembre 2022
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Lusia, quel paese che non ti aspetti

Lusia, quel paese che non ti aspetti, oggi è un piccolo paesino sulle rive dell’Adige all’interno del Polesine, che prende il nome dalla Gens Luxia, strettamente imparentata con Caio Mario, il console vittorioso sui Cimbri nella Battaglia dei Campi Raudii. La stessa figlia del Console, Maria Terzia, visse nei possedimenti di famiglia nell’odierna Lusia, territori che vennero distribuiti ai veterani e in parte occupati da Mario, che fece installare qui fattorie per lo sfruttamento agricolo della fertile regione.

Marchio dell'Insalata I.G.P. di Lusia(foto web)
Marchio dell’Insalata I.G.P. di Lusia(foto web)

Oggi Lusia è famosa per la produzione dell’Insalata I.G.P. I campi, le serre e la sua Centrale Ortofrutticola sono oggi il simbolo di questa terra produttiva e ne rappresentano il vanto a livello Nazionale ed Internazionale.

Lusia, quel paese che non ti aspetti: il bombardamento alleato

Bombardamento di Lusia del 20 aprile 1945 (foto web)
Bombardamento di Lusia del 20 aprile 1945 (foto web)

Cominciamo il viaggio nella piccola Lusia dalla fine, dalla grande tragedia che la colpì nel secondo conflitto mondiale. il giorno 20 aprile 1945 alle ore 11,30 allo scopo di rallentare la ritirata dei tedeschi, si abbattè sul paese uno dei più terribili bombardamenti d’Italia. Dove caddero le bombe nulla rimase. Il Municipio, gli uffici pubblici, la Chiesa arcipretale, la Villa Morosini, tutto fu travolto dalle macerie. Furono 74 le vittime. A ricordo sui resti delle macerie della chiesa e del campanile oggi sorge il Parco delle Rimembranze L’ingente opera di ricostruzione vide risorgere Lusia a circa 300 metri dall’Adige.

Cosa resta del vecchio Campanile oggi (foto web)
Cosa resta del vecchio Campanile oggi (foto web)

Il Castello di Lusia dimora dei Morosini

Il Castello di Lusia dimora dei Morosini, inizialmente sarebbe sorto sui resti di una fortificazione di epoca romana, forse edificato a difesa dai Barbari. Verso il 1100 anche Lusia ebbe il suo Castello probabilmente ad opera degli Estensi. Nel 1395 a seguito di un prestito quinquennale, Lusia, con la Contea di Rovigo, fu ceduta dagli Estensi alla Repubblica Veneta. Alla scadenza del quinquennio per mancato rimborso del prestito Venezia si instaurò in questa regione, dominando gli sbocchi fluviali dell’Adige e del Po, essa comandava direttamente tutto il commercio fluviale del Veneto. Sotto la Serenissima Repubblica, e dopo la guerra Lega di Cambrai, Lusia conosce un lungo periodo di pace. Per questo motivo il Castello perde la sua funzione militare. Ad inizio del 1600, si instaurarono i Morosini che trasformarono il Castello in una lussuosa Villa protetta da solide mura lungo le quali si ergevano i colombai.

Il Peloponnesiaco risiede a Lusia?

Francesco Morosini (foto web)
Francesco Morosini (foto web)

A metà del ‘600 fu il futuro Doge Francesco Morosini ad ordinarne l’ampliamento come documentato da una Lapide del 1650, conservata nel Parco delle Rimembranze di Lusia. Aumentò il numero delle corti a due e il numero degli edifici salì a tre: quello padronale, circondato da due torri, una costruzione centrale e un casamento porticato con ben due colombaie. In concomitanza alla ristrutturazione del Castello, Morosini iniziò la costruzione, lungo l’argine, della chiesa arcipretale di Lusia legata alla venerazione dei Santi Vito e Modesto. Nel 1663 fu eretto un campanile alto 62 metri. Nel 1889 la Villa divenne di proprietà degli Oliva. Fino ad allora restò dei Morosini. Il Comune la comprò nel 1935 e ne fece la Sede del Comune e delle scuole elementari.

La Torre, ultima testimonianza di un passato che non c’è più

Torre della Villa Morosini (foto web)
Torre della Villa Morosini (foto web)

La Torre, pendente e merlata, è alta ben 22 metri ed è il reperto storico più antico del paese. Completamente in muratura, al suo interno presenta una scala a chiocciola di marmo composta da ben 128 scalini che permette di percorrere ben tre piani, prima di giungere alla sua sommità. Ciò che si può ammirare da quell’altezza deve essere decisamente meraviglioso. Basti pensare alla possibilità di vedere il corso del fiume, la flora e la fauna del luogo, le campagne che circondano il paese.

Il Mistero delle Colonne Venete

Colonna portata a Lusia dai Veneziani che si può ammirare di fronte all'attuale Chiesa (foto web)
Colonna portata a Lusia dai Veneziani che si può ammirare di fronte all’attuale Chiesa (foto web)

Verso il 1400 giunse a Lusia da Costantinopoli, una colonna annodata a quattro fusti, con capitelli figurati. Inizialmente i Veneziani l’avevano riportata da un viaggio assieme ad un’altra colonna.  Purtroppo però a quanto pare la barca che le trasportava si era arenata alle foci dell’Adige facendo sprofondare una delle due colonne. Giunta a Lusia, la colonna che si era salvata, era stata sormontata da una statuetta che la tradizione popolare identifica con San Vito e posta davanti al Castello. La colonna che è alta circa 3,50 metri, in origine era sormontata da due leoncini in granito, accosciati, che nel 1882 furono asportati dagli eredi della contessa E. Morosini Gatterburg. Oggi la stupenda Colonna si può ammirare sulla piazza antistante la nuova Chiesa Parrocchiale. Un vero peccato che questa piccola Comunità non sia abbastanza conosciuta per il suo legame con il passato nel panorama storico-culturale provinciale e regionale.

Mappa esposta all'entrata del Parco delle Rimembranze (foto web)
Mappa esposta all’entrata del Parco delle Rimembranze (foto web)

Fonte editoriale: informazioni tratte dal web

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