17 Ottobre 2021
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“L’inventore di libri. Aldo Manuzio, Venezia e il suo tempo” di A. Marzo Magno

“Il libro – così come lo conosciamo ancora oggi – nasce a Venezia tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento. Padre di questa invenzione è Aldo Manuzio.
Nato a Bassiano, nel Lazio, transitato per Ferrara e per Carpi, dov’era docente dei principi Pio, approda ormai quarantenne a Venezia. La città in quegli anni è l’indiscussa capitale europea della stampa e così il precettore si trasforma in editore. Pubblica inizialmente grammatiche e testi in greco necessari per apprendere la lingua classica. Poi i suoi orizzonti si allargano: nel 1501 dà vita a una vera e propria rivoluzione, quella del libro tascabile. Se prima si leggeva per necessità (e lo si faceva a voce alta), da quel momento leggere diventa un piacere a cui dedicarsi nel silenzio dell’intimità.
E non finisce qui. Manuzio, con il suo amico Pietro Bembo, importa nel volgare italiano i segni di interpunzione che erano utilizzati soltanto nel greco antico: accenti, apostrofi, virgole uncinate e punto e virgola. Quando muore, nel 1515, il mondo del libro è definitivamente cambiato.
Alessandro Marzo Magno ricostruisce le tappe di una straordinaria carriera, nell’unico posto al mondo dove sarebbe stata possibile: Venezia.”
(Testo tratto da sovraccoperta)
Volume composto da 208 pagine suddivise in 12 capitoli, più elenco delle edizioni Aldine, fonti primarie consultate e bibliografia.
Editori GLF Laterza (2020).
NB: Nell’immagine di copertina, posto a sinistra dell’ancora delfinata, si può notare un asterisco rosso. Il suo scopo è segnalare che il logo è una variante della marca tipografica in xilografia adottata da Aldo Manuzio come contrassegno sulle edizioni stampate dal 1502.
Stefano Veronese
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