17 Ottobre 2021
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La Serenissima vista dai Greci: una millenaria storia d’amore

Sulla pagina Facebook della Comunità dei Greci Ortodossi di Venezia, il centro più importante al mondo della diaspora ellenica, è comparso uno splendido articolo di Nikos Mertzos, in lingua greca, che non possiamo non “rubare” e offrire ai lettori di Serenissima.news perché è un esempio luminoso della consapevolezza che i Greci hanno, ancora oggi, del ruolo determinante che la Veneta Repubblica ha avuto nella vita medievale dei territori greci, nella formazione della Grecia moderna, nel contrasto all’espansionismo ottomano, e anche della comune origine bizantina e della millenaria osmosi tra le due civiltà. “Venezia – scrive Mertzos – è l’unico luogo al mondo dove Costantinopoli risplende dopo Costantinopoli”.

La ninnananna greca che canta di Venezia

Ecco il testo – tradotto dal greco – dell’articolo di Nikos Mertzos:

“Dormi, perché ho ordinato la tua dote alla Città, i tuoi vestiti i tuoi gioielli a Venezia”. Questa ninnananna da secoli noi Greci cantiamo alle nostre figlie. Subito dopo Costantinopoli, la città imperiale, sulle labbra della Grecia moderna, Venezia è al primo posto.

Perché nessun’altra città in Europa ha influenzato la storia greca del Medioevo e dell’età moderna così a lungo come Venezia, che ha anche contribuito per secoli alla formazione della Nuova Nazione Greca e allo sviluppo del commercio. L’incontro dei Veneziani e dei Greci, con alternate fasi complesse di alleanze, ostilità, cooperazione e protezione, durò più di mille anni nelle città costiere, all’interno della stessa Venezia ma anche a Costantinopoli.

Le origini bizantine della Serenissima

Nel 697 d.C. le 117 isole della laguna veneta divennero autonome da Bisanzio e crearono la Serenissima Repubblica di Venezia che fu governata dal Senato con il Doge come sovrano che, però, fino al 1204 fu alleata dell’Impero Romano. Infatti, quando Carlo Magno fu incoronato imperatore romano dal Papa sotto pseudonimo, suo figlio Pipino il Breve attaccò Venezia per annetterla nell’810, ma i Veneziani resistettero con successo, dicendo agli invasori franchi che volevano continuare ad essere fedeli all’imperatore romano a Costantinopoli.

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Venezia è l’unica città europea dove Costantinopoli risplende dopo Costantinopoli. La Basilica di San Marco, patrono della Serenissima Repubblica, esprime e perpetua il più brillante incontro culturale tra Veneziani e Greci. Per familiarità con l’arte e con la trascendenza della tradizione bizantina, mediata dalla vicina Ravenna ma anche dagli autentici templi greci delle isole veneziane risalenti all’alba del II secolo dopo Cristo, per millenni i Veneziani si sono creativamente ispirati alla chiesa imperiale dei Santi Apostoli di Costantinopoli, da dove sono stati reclutati i grandi pittori e scultori che hanno composto i meravigliosi mosaici di San Marco.

Esempi impareggiabili di cultura comune tra Veneziani e Greci sono anche la chiesa bizantina di Santa Fosca e la chiesa ornata da mosaici bizantini di Santa Maria Assunta del XII secolo sull’isola di Torcello, orgoglio della nostra Venezia.

Commerci, battaglie: la secolare lotta con i Turchi

La bolla d’oro imperiale del maggio 1081 stabilisce a Peran di Costantinopoli una colonia commerciale indipendente, esentasse e duty-free dei Veneziani che stabiliscono liberamente colonie simili in tutte le più importanti città costiere, ma anche all’interno, veri hub commerciali. Dopo 22 anni, deviando deliberatamente la Quarta Crociata e approfittando delle controversie dinastiche degli imperatori, rovesceranno l’impero romano e proclameranno il Regno, incoronando il patriarca ecumenico veneziano Tommaso Morosini e ricevendo un quarto dell’Impero d’Oriente.

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Nel 1423 i Tessalonicesi cedettero volontariamente la loro città ai Veneziani, che per i successivi sette anni furono i suoi ultimi difensori tra i Greci fino alla sua conquista finale da parte degli Ottomani nel 1430. Dopo 257 anni, nel 1687, i Tessalonicesi incontrarono l’ammiraglio veneziano Lorenzo Venier che entrando, nel maggio 1688, con 9 navi e bombardò le mura costiere. In precedenza, nell’autunno del 1684, la flotta veneziana fece spedizioni di successo a Thassos, a Kavala e sulla costa di Kassandra.

Da allora fino al rovesciamento della Repubblica Serenissima nel 1797 l’incontro tra Veneziani e Greci in quasi tutte le città costiere europee del Mediterraneo orientale ma anche di quelle extraeuropee, ed anche interne, come Laodicea, Antiochia, Edirne e altre, durò per lunghi secoli, spesso con interruzioni e alternanze avventurose, di solito sotto il dominio veneziano, molte volte in alleanze di guerra o talvolta in ostilità greco-veneziane, e quasi sempre in un commercio perpetuo di questi due popoli prevalentemente navali che combatterono costantemente contro gli ottomani dalla seconda caduta di Costantinopoli nel 1453 e dalla battaglia di Lepanto nel 1571 fino alla fine delle guerre veneziano-ottomane nel 1718.

La Grecia nella Veneta Repubblica: i secoli veneziani

I Veneziani governarono a Creta per cinque secoli, a Cipro per un secolo, nell’arcipelago dell’Egeo per cinque secoli, nelle città costiere del Peloponneso per quattro secoli, nelle Isole Ionie fino al 1797, nei porti dell’Epiro e della Dalmazia ininterrottamente, come sovrani o come commercianti. Inoltre, sebbene ottomana, Salonicco commercia costantemente con Venezia, spostando il suo commercio più importante tramite l’autostrada Egnatia e alternativamente verso i porti di Durazzo, Valona, ​​Ragusa e Pola.

Questa lunga associazione tra Veneziani e Greci lascia un prezioso patrimonio culturale e l’osmosi delle due culture, soprattutto nell’architettura e nella pittura, nelle istituzioni e nel diritto locale, nell’arte della fortificazione, nelle leggende greche e nel canto popolare.

Handax (Heraklion) di Creta, museo vivente di questo patrimonio culturale, è descritta come “Venezia d’Oriente” in un documento del Senato del 1455, mentre nel 1365 un’altra decisione del Senato veneziano la definisce “l’occhio destro del nostro Stato”. A Koroni e Methoni, i veneziani ci hanno lasciato due dei castelli più squisiti e maestosi della Grecia, oltre a quelli di Glarentza e Monemvasia, ma non solo.

I Greci di Venezia: veneziani da mille anni

Tuttavia, l’incontro più importante tra Veneziani e Greci per la nascita della Nuova Nazione Greca ebbe luogo proprio a Venezia, che sin dalla sua istituzione nutrì profondo rispetto e devozione per la tradizione bizantina. I greci vivono e lavorano a Venezia da mille anni. Con decisione del 4 luglio 1271, il Gran Consiglio concesse loro privilegi speciali di stabilimento, circolazione e commercio. Immediatamente dopo la caduta di Costantinopoli del 1453, fuggitivi, intellettuali, clero, soldati, nobili e laici si insediarono a Venezia. Nel porto, nell’esercito e nel mercato di Venezia si sviluppa e si parla un idioma misto greco-veneziano, il greghesco, mentre allo stesso tempo l’alta società si grecizza in modo significativo e giovani patrizi imparano il greco, studiano poesia e filosofia greca.

Giunse a Venezia, in quel tempo, la maggior quantità di manoscritti greci antichi mai giunti in Europa da Istanbul. Nel 1470, a Venezia, i greci, sebbene fossero ancora considerati eretici in quanto ortodossi, ottennero il permesso di officiare nella chiesa cattolica di San Biagio e un secolo dopo, nel 1573, inaugurarono la maestosa chiesa ortodossa di San Giorgio dei Greci, opera di architetti veneziani. Nel 1585 i greci di Venezia ammontavano a 15.000 su 150.000 veneziani. La Confraternita greca di San Nicola opera dal 1498, vivendo per 500 anni come una comunità greca, che si è dissolta soltanto a metà del XX secolo. Dal 1573 è operativo il Liceo Ellenico, dal 1593 il Centro di Tutorato Ellenico e dal 1626 il maestoso Centro di Tutorato Flagginian, dove insegnano i più importanti studiosi e Maestri greci della Nazione.

La storia greca è nell’Archivio di Stato di Venezia

Subito dopo l’invenzione della tipografia e per quattro secoli consecutivi fino alla fine dell’Ottocento, i libri greci furono stampati con la famosa indicazione “Veneziano“, cioè “a Venezia”, ​​dai successivi tipografi greci e veneziani. I tipografi veneziani addirittura ellenizzarono i loro nomi: Aldos Manoutios, Spinellis, Salikatos eccetera I libri ecclesiastici stampati a Venezia sono ancora usati oggi nelle Chiese greco-ortodosse da Londra e Parigi a Santa Gerusalemme e Antiochia. Le “Domande” di Manuel Chrysoloras furono stampate per la prima volta a Venezia nel 1471.

Una delle fonti primarie più importanti della storia greca è l’Archivio di Stato della Serenissima Repubblica: decine di migliaia di documenti rilegati in 100.772 fascicoli conservati in 300 stanze. Konstantinos Mertzios, un mercante valacco, ha studiato questi archivi e basandosi su questi e ha scritto importanti opere di storia.

Nikos Mertzos

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