6 Dicembre 2021
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La Madonna della Salute e il Sotoportego de la Peste col masegno rosso dove…

Festa della Madonna della Salute, il 21 novembre, a Venezia e in tutte le terre della Serenissima, dove sono numerosi i santuari o gli altari nelle chiese dedicati alla Madonna della Salute, in ricordo del voto che il Senato veneziano fece per implorare salvezza dalla peste del 1630.

Basilica della Madonna della Salute, a Venezia, con il grande Leone di San Marco che le autorità non vogliono ricollocare (LEGGI QUI l’articolo di Ettore Beggiato)

 

Se la peste se ne fosse andata, questa fu la promessa del Governo Veneto e del Doge Nicolò Contarini, che di peste sarebbe morto, la Serenissima avrebbe eretto alla Madonna un grande tempio, e per sempre, ogni anno, i sudditi della Veneta Repubblica vi si sarebbero recati in pellegrinaggio, il 21 di novembre.

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Madonna della Salute, festa della Repubblica Veneta

Da allora, la festa della Madonna della Salute viene osservata solennemente in tutto il territorio della Repubblica Veneta e ancor oggi si celebra spontaneamente a Venezia, a Trieste e in moltissime città e paesi della Serenissima, nel Veneto, in Friuli, in Istria e in Dalmazia.

Il sotoportego de la Peste visto dall’altro lato

La Serenissima infatti, per permettere alle popolazioni distanti dalla Capitale di osservare la Festa, favorì la costruzione in tutta la Repubblica di santuari dedicati alla Madonna della Salute, che sono a tutt’oggi numerosissimi, anche in piccoli paesi, e molti di questi santuari sono ancor oggi, come a Venezia, meta di pellegrinaggi il 21 novembre.

A Venezia è giorno festivo per un caso fortuito

Nella città di Venezia il 21 novembre è ancor oggi giorno festivo anche agli effetti civili, grazie ad una fortuita coincidenza: il giorno del Santo Patrono di Venezia, San Marco, cade il 25 aprile, in cui la Repubblica Italiana celebra la Liberazione. Perciò la legge consente che il Comune scelga un altro giorno per usufruire della festività patronale, e il Comune di Venezia ha scelto il giorno della Madonna della Salute.

L’interno del Sotoportego de la Peste

Al pellegrinaggio alla Salute, ci si va tutti o quasi. Una volta, parecchi anni fa, quando c’era ancora il Partito Comunista Italiano, mi trovai con tutta la famiglia sulla scalinata della Basilica della Salute, a Venezia, assiepato sui gradini insieme a migliaia di veneziani, tutti in attesa di entrare, stretti come sardine.

Il comunista sotto la pioggia

Pioveva a dirotto e gli ombrelli gocciolavano l’uno sull’altro, e alla fine tutti si bagnavano quasi come se nessuno avesse avuto l’ombrello.

Sotoportego de la Peste, uno dei quattro dipinti seicenteschi

Stretti vicini a noi nella folla che spingeva per salire ed entrare nella Basilica della Salute, c’era una coppia che conoscevamo, perché lui era un membro del Pci, noto allora per le sue posizioni ateiste ed anticlericali.

“Per tener fede alla promessa di un Doge”

Sorridendo, gli chiesi: ma come, anche lei, qui? E lui mi rispose: ma io non sono mica qui per la Madonna. Sono qui per tener fede alla promessa di un Doge!

Stavolta però, oltre che in Basilica, vi voglio portare in un luogo nascosto, quasi segreto di Venezia, un posto legato alla Peste del 1630 e alla Fede, un posto che davvero pochi conoscono, un luogo magico e di cui io stesso non conosco neppure il nome ufficiale, perché nizioleti col suo nome non ne ho mai visti, o forse ero troppo distratto dal luogo per vederli.

Il Sotoportego de la Peste

Però la gente, a Venezia, lo chiama Sotoportego de la Peste. E forse è per questo che il nizioleto non c’è..

Si tratta di un sotoportego che si trova a pochi metri dalla Chiesa di San Lorenzo, quella dov’è sepolto Marco Polo, a due passi da San Zaccaria e dalla chiesa dei Greci.

Sotoportego de la Peste, uno dei due altari

Quando siete davanti alla chiesa di San Lorenzo, prendete l’unica calletta a destra, Calle San Lorenzo, che si diparte dal campo e praticamente gira intorno alla chiesa e al convento. La calle sbuca in Fondamenta San Giorgio dei Schiavoni.

Corte Nova, o Corte de la Peste

Piegate a sinistra, sotto il portico monumentale, fate il ponte, ed ecco – sotto un primo sotoportego – aprirsi la riservata Corte Nova. Per la verità la Corte Nova si chiamava anticamente Corte Zorzi, dalla nobile famiglia che vi aveva delle proprietà. Poi venne chiamata Corte de la Peste.

In ultima, i la gà batizada Corte Nova, parché a nissuni ghe piase star in Corte de la Peste.

Un sotoportego che è una chiesa

Avanzate di qualche passo, non potete sbagliare perché Corte Nova non ha altre uscite che questa: a metà della Corte, nel muro di case si apre un sotoportego che è, di fatto, una chiesa, una cappella dedicata alla Madonna, riccamente decorata con ornamenti lignei e dipinti degni di un museo.

Il masegno di marmo rosso

Se sosterete davanti al capitello, all’interno del sotoportego, noterete che proprio lì al centro, tra i masegni di pietra d’Istria grigia, c’è un masegno di marmo rosso. Fateci caso: nessun veneziano, passando di lì, calpesterà mai quel masegno rosso. Lo eviterà con nonchalance, allungherà un passo o farà una piccola deviazione, ma non ci poserà il piede.

Sotoportego de la Peste, il masegno rosso

Perché lì, proprio su quella pietra, è morta la Peste. La nera signora, che aveva già falciato 80mila veneziani in città, quella notte dell’anno del Signore 1631 entrò nel Sotoportego per finire il lavoro in quell’unica parrocchia della città dove finora non aveva mietuto vittime.

L’apparizione della Madonna e la morte della Peste

Ma alcuni giorni prima, la Madonna era apparsa ad una santa donna che abitava lì vicino, e la Madonna le ordinò di dipingere un quadro a lei dedicato, e di appenderlo nel sotoportego, alla venerazione dei fedeli. Così fu fatto. Il sotoportego fu sontuosmente allestito a cappella, e il quadro con la Vergine Maria e santi fu onorevolmente appeso, e ogni mattina all’alba i parrocchiani si radunavano lì a pregare.

Sotoportego de la Peste, un altro dei quattro dipinti seicenteschi

Ebbene quella notte, davanti all’immagine della Madonna, la Peste cadde fulminata dal Cielo. Nella parrocchia, nessuno morì di peste e da quella notte nessuno morì di peste in tutta Venezia.

La pantegana nel racconto della nonna

All’alba, mi raccontava mia nonna come fosse un racconto dell’orrore, i parrocchiani venuti a pregare la Madonna trovarono al centro del sotoportego una grossa pantegana in un lago di sangue, ma senza segni di morsi o altre ferite. Nessuno la toccò, perché era la Peste. E quando i resti si consumarono, lì fu posto quel masegno rosso – il colore della morte e del lutto, nel Seicento – per segnare il punto dove la Peste era morta.

Nel sotoportego furono eretti due altari alla Madonna della Salute, che aveva vinto la Peste, e sulle pareti, tra decorazioni in legno, fino a pochi anni fa erano ancora esposte quattro tele del Seicento, originali.

I dipinti seicenteschi che mai nessuno ha toccato

Per quattro secoli, quei dipinti seicenteschi, preziosi e di ottima mano, che avrebbero fatto gola a chiunque, sono rimasti appesi nel sotoportego de la Peste, esposti alla pubblica fede. Nessuno ha mai osato toccarli, neppure i peggiori vandali che abbiano mai messo piede a Venezia, i francesi di Napoleone.

Qualche anno fa, hanno sostituito gli originali con delle buone riproduzioni, i dipinti seicenteschi sono esposti poco distante, nella chiesa di San Francesco della Vigna.

Alvise Fontanella

 

 

 

 

 

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