6 Dicembre 2021
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“Itabolario” l’Italia unita in 150 parole

Volume a cura di Massimo Arcangeli, Carrocci Editore, viene così descritto nella seconda di copertina:

“Centocinquanta brevi schede, una per ciascuno degli anni compresi fra il 1861 e il 2010, intitolate a una voce rappresentativa dell’anno di riferimento. Centocinquanta parole o espressioni chiave attraverso le quali, in occasione del centocinquantenario della proclamazione del Regno d’Italia, ripercorrere o ricostruire tappe e momenti centrali della storia linguistica, culturale e sociale della nazione.

Le parole della storia unitaria

Parole o espressioni che fotografano il paese per temi, aspetti, oggetti portanti della sua storia unitaria o raccontano di cambiamenti di grande importanza o impatto emotivo per la collettività;  di nuove realtà e ideologie, nuove mode e tendenze, nuovi costumi e comportamenti, nuovi movimenti artistici e letterari; di invenzioni epocali e decisive scoperte.

E non potevano certo mancare i tratti “originali, inconfondibili o stereotipici, dell’italianità; tratti distintivi del carattere piuttosto che dell’identità dei nostri connazionali.”

Fra gli autori delle schede troviamo autorevoli storici e studiosi: Tullio De Mauro,  Aldo Grasso, Michele A. Cortelazzo, Lorenzo Tomasin, Erasmo Leso e tanti altri.

Nelle 150 voci troviamo nazione, brigantaggio, plebiscito, trasformismo, boicottaggio, colonia e via discorrendo.

Plebisciti-burletta, plebiscito truffa

A questo punto voglio tranquillizzare i pochi amici che hanno avuto la bontà di leggermi fin qui: non ho preso una brutta botta in testa e le mie condizioni psico-fisiche sono piuttosto buone  … ma questa lunga premessa è finalizzata a contestualizzare quanto è scritto nell’ultima parte della voce “plebiscito “ a cura di Massimo Arcangeli e Yahis Martari  pagina 31: “In tempi più recenti la connotazione totalitaria di plebiscito, con riferimento ai soli fatti italiani, si arricchirà di un’espressione di Indro Montanelli, coniata per ricordare i pronunciamenti di voto degli anni immediatamente a ridosso dell’Unità (“L’Italia è finita. O forse, nata su  plebisciti-burletta come quelli del 1860-81 non è mai esistita che nella fantasia di pochi sognatori” – Montanelli, 1997, p.31), e del plebiscito-truffa rielaborato a partire dal titolo di un volume di quella tanto contestata annessione di Venezia e del Veneto al nostro paese (E. Beggiato, 1866: la grande truffa. Il plebiscito di annessione del Veneto all’Italia, Editoria Universitaria, Venezia 1999).

Storia veneta, il lavoro degli appassionati dà i suoi frutti

Credo di poter dire che una simile conclusione, in un contesto di un volume del genere, potesse essere impensabile solo fino a qualche anno fa e che quindi sia di grande importanza tutto il lavoro di studio e di ricerca che viene portato avanti da un discreto numero di appassionati della storia veneta: un lavoro spesso oscuro, come un fiume carsico, ma che alla fine dà i suoi frutti anche nelle sedi più inaspettate.

Ettore Beggiato

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