26 Ottobre 2021
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Imprenditori veneti, cosa aspettate ancora? Lettera aperta dal segretario di Indipendenza Veneta

Michele Favero, segretario di Indipendenza Veneta, ha indirizzato oggi, 1 febbraio 2021, una lettera aperta a tutti gli imprenditori e operatori economici del Veneto: artigiani, commercianti, piccole e medie imprese, liberi professionisti. Un appello forte a sostenere il partito indipendentista veneto “in questa battaglia di libertà”.
Indipendenza, è lo Stato italiano che semina paura
“Posso capire che la parola Indipendenza faccia paura – si legge nel testo della lettera aperta – specialmente quando in un regime come quello degli stati ottocenteschi, la Storia del Veneto è stata volutamente occultata, la nostra lingua vilipesa, in modo particolare nelle televisioni di Stato, la nostra gente umiliata, perché un Veneto in televisione è nel 90% dei casi un piccolo imprenditore che parla un italiano stentato, oppure è un disperato che urla in dialetto, un ubriaco, una serva, o piatto forte, un tremendo evasore fiscale. Lo stato italiano è dal 1866, fortemente impegnato a seminare paura e incutere terrore, attraverso l’uso della violenza legittima con strumenti che conosciamo bene tutti”.
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Una paura che Michele Favero ha ancora negli occhi: e nella lettera aperta ricorda una seduta storica del Consiglio regionale del Veneto, nel 2014, quando la proposta di indire un referendum per l’indipendenza del Veneto venne discussa e approvata a maggioranza, primo ed unico Parlamento regionale nell’Italia ad aver mai osato una cosa simile.

La paura in Consiglio Regionale al voto per l’indipendenza

“Non scorderò mai – prosegue la lettera aperta del segretario di Indipendenza Veneta – le parole del Consigliere regionale Valdegamberi, i suoi occhi, le sue espressioni esterrefatte, durante la discussione sulla proposta di legge 342. Usciva ogni 10 minuti dall’aula del Consiglio Regionale in cerca di conforto, sempre più intimorito e ad ogni uscita sempre più preoccupato. Parlava sottovoce, confessava che gli avevano suggerito di togliere la discussione della proposta dall’ordine del giorno se avesse avuto a cuore il suo patrimonio, la serenità per la sua famiglia… Non mi stupisco più di nulla, se persino un cimbro come Valdegamberi, che fa politica da anni, aveva paura nel 2014, cosa possiamo aspettarci da dei semplici cittadini che dopo tre anni dal referendum non osano aprir bocca…”.

“Il punto è proprio questo – scrive Favero – e riprendendo le parole di un grande imprenditore Veneto e prima ancora cimbro come Roberto Brazzale che in un recente intervento in televisione ha detto testualmente: cosa devono fare ancora i Veneti? Che cosa volete ancora dai Veneti?

Fino a che punto tollererete questo regime?

“Questa domanda che Roberto Brazzale ha fatto ai politici Veneti, io ve la pongo in modo indiretto da un’altra angolazione – continua l’appello del segretario di Indipendenza Veneta -. Fino a che punto siete disposti a tollerare questo regime? Che cosa vi devono portare via ancora? Il sangue? La dignità? La speranza? La voglia di vivere? Perché lavoro e risparmio giá ve lo hanno scippato, ma voi ancora non ve ne siete accorti”.
A proposito dello “scippo”, Michele Favero cita la recente pubblicazione di due noti studiosi: “Il libro di Stevanato e Giovanardi parla di 250 miliardi di euro, fuoriusciti dalle casse Venete per sostenere la finanza pubblica italiana, hanno distrutto due banche del territorio con la regia di Banca d’Italia e nessuno ha pagato e probabilmente nessuno pagherà nulla, hanno massacrato le piccole e medie imprese con una pressione fiscale che supera il 76%, non hanno stanziato nulla per i danni della tempesta Vaia, non hanno fatto gli adeguati rimborsi per il settore del turismo, il più colpito dalla pandemia e dove il Veneto primeggia con un pil che era di oltre 17 miliardi di euro…”.

Vorrei avere delle risposte!

“Vi chiedo umilmente di dirci dove sbagliamo, se vi abbiamo ingannato, se vi abbiamo raccontato delle bugie, se pensate che stiamo facendo una battaglia per interessi sbagliati. …Vorrei avere delle risposte – è il testo dell’appello -. Lo scetticismo verso un Movimento Indipendentista locale ci può stare, ma siete veramente convinti che un partito nazionale con decine di parlamentari “romani” , possa realmente battersi per i vostri diritti?
“Se le nostre sono chiacchiere – continua Favero -, volete cortesemente farmi avere una lista dei vantaggi economici e fiscali, ottenuta dai cittadini e dalle imprese Venete negli ultimi 30 anni? Mi accontento di una sola legge che abbia dato qualche risorsa al Veneto, una sola!! Siamo nel mezzo di due regioni che hanno una forte Autonomia e in modo particolare il Trentino dei sudtirolesi. Secondo voi è un caso che questa Autonomia sia ancora forte e rispettata? O lo si deve soprattutto alla forza di un partito territoriale come il Sudtiroler Volkspartei?”

Imprenditori Veneti, dateci una chance

Imprenditori Veneti – conclude l’appello di Indipendenza Veneta – se non siamo sufficientemente credibili per la nostra modestia, per le nostre velleità, per la nostra visione, vi chiedo solo un minimo sforzo per ascoltare almeno le parole di Roberto Brazzale, di Simonetta Rubinato, di Carlo Lottieri, Marco Bassani.

Abbiate la disponibilità di concederci almeno un confronto con le altre forze politiche, di darci una chance per dimostrare che tutto ciò che avevamo anticipato ben 10 anni fa si sta ahinoi verificando, dateci degli strumenti per portare la nostra parola ancora in tutto il territorio Veneto, fate in modo di concederci di gareggiare ad armi pari, potendo permetterci di illustrare i nostri progetti.

Un Veneto diverso è possibile, e noi non lo tradiamo

Non posso pensare che vogliate arrendervi o ancor peggio, aspettare una morte di stenti, senza una reazione dignitosa. Confindustria stima la chiusura di 400.000 aziende, non vi basta??
Noi sappiamo che un Veneto diverso è possibile, dateci la forza di poterlo progettare, 10 anni di battaglie non sono un battito d’ali, non si raggiungono per caso certi traguardi.
Noi possiamo guardare in faccia chiunque e dire che la nostra coerenza non è mai venuta meno.
Oggi trovatemi un solo partito italiano, uno solo, che non abbia mutato camaleonticamente la sua pelle, pur di restare in vita, che non abbia tradito i propri elettori, che non sia caduto in banali contraddizioni.
Noi vogliamo servire il Popolo Veneto, batterci per la Nazione Veneta e non servirci dei Veneti per soggiornare a Roma a spese dei contribuenti Veneti”.
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