14 Agosto 2022
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“Dai romantici a Segantini” nuova mostra di Goldin a Padova

Nuova, inedita e molto interessante, mostra a Padova, “Dai romantici a Segantini. Storie di lune e poi di sguardi e montagne. Capolavori dalla Fondazione Oskar Reinhart” presso il Centro San Gaetano, dal 29 gennaio al 5 giugno 2022: è il primo capitolo di un nuovo, ampio progetto espositivo, concepito da Marco Goldin con il titolo complessivo di “Geografie dell’Europa. La trama della pittura tra Ottocento e Novecento”.

Una sequenza di grandi esposizioni che darà vita a un vasto scenario artistico e storico sulla situazione della pittura in Europa lungo tutto il corso del XIX e parte del XX secolo, secondo una divisione nazionale o in aree contigue.

Il romanticismo europeo

La mostra è volta a far conoscere il punto di partenza dell’arte in Europa a inizio Ottocento, il romanticismo. Per questo motivo è la Germania ad essere al centro della mostra, assieme alla Svizzera con la quale condivide, almeno in una parte del secolo, intenzioni simili soprattutto sul versante del realismo.

Calame A. Rocce vicino a Seelisberg (1861)

Ovviamente le distinzioni poi non mancano, poiché proprio la Svizzera, tra Ottocento e Novecento, con alcuni incantevoli pittori, da Hodler a Segantini giunto dall’Italia, fa comprendere come essa sia più aperta verso il nuovo.

La collezione della Fondazione Reinhart

La costruzione della mostra si appoggia sulla stupefacente collezione compresa nella Fondazione Oskar Reinhart, facente parte della straordinaria rete del Kunst Museum di Winterthur, uno dei poli artistici di maggior interesse della Confederazione elvetica, nella quale spiccano i  cinque dipinti meravigliosi di Friedrich, tutti presenti a Padova.

Tra essi spicca il capolavoro, “Le bianche scogliere di Rügen”, universalmente noto e uno degli emblemi del romanticismo.

Padova con i maggiori musei americani ed europei

Sono centinaia le opere tedesche e svizzere conservate nella collezione, la cui importanza è sempre stata ben riconosciuta, tanto che quasi trent’anni fa una selezione alta viaggiò in alcuni dei maggiori musei americani ed europei, dal County Museum di Los Angeles al Metropolitan di New York, dalla Nationalgalerie di Berlino alla National Gallery di Londra. E mai più da allora.

Oggi, a distanza di quasi tre decenni da quella prestigiosa tournée, 75 opere dalla Fondazione Oskar Reinhart, scelte personalmente da Marco Goldin, giungono a Padova per aprire il grande progetto sulle “Geografie dell’Europa”.

L’arte svizzera e tedesca da Wolf a Segantini

A partire proprio dal romanticismo in Germania, con i suoi esponenti maggiori da Friedrich a Runge a Dahl. Sei sezioni tematiche, cronologicamente distese lungo i decenni, che consentiranno al visitatore di “appropriarsi” dell’arte svizzera e tedesca dell’Ottocento.

“La mostra sarà – a indicarlo è ancora il suo curatore – un racconto appunto nuovo e pieno di fascino per il pubblico italiano, che verrà condotto a viaggiare, attraverso opere di grande bellezza, entro una pittura che dalla strepitosa modernità dei paesaggi di fine Settecento in Svizzera di Caspar Wolf, che quasi anticipa Turner, arriverà fino a Segantini.

Böcklin, Holder e l’impressionismo tedesco

In mezzo, una vera e propria avventura della forma e del
colore, con paesaggi meravigliosi e ritratti altrettanto significativi. Come detto, procedendo poi dal romanticismo ai vari realismi sia tedeschi sia svizzeri. Quindi, vere e proprie sezioni monografiche come quelle dedicate a Böcklin e Hodler, fino all’impressionismo tedesco e alle novità, francesizzanti, del colore di pittori svizzeri come Cuno Amiet e Giovanni Giacometti, il papà del grande scultore Alberto.

La devozione per la montagna

Tra Hodler e Segantini nasce la devozione emozionata per la montagna che è insieme spalto fisico e categoria dello spirito. La mostra ne darà ampia e appassionata testimonianza, innalzando così alla natura un vero e proprio inno”.

Fra le opere esposte il capolavoro di Giovanni Segantini “Paesaggio alpino con donna all’abbeveratoio” (1893 circa) dipinto dall’artista di origine trentina nel suo “buen ritiro” svizzero al passo Maloja, nel cantone dei Grigioni, suggestivo spartiacque sia geografico (bacini del Po e del Danubio) che linguistico (nella Val Bregaglia, che arriva fino a Chiavenna, si parla in italiano, o meglio un dialetto “lombardo”, nell’Engadina tedesco e romancio).

Ettore Beggiato

 

 

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