Bari veneziana, come altre città della Puglia. Come Andria, Trani, Barletta. Storia del dominio adriatico della Serenissima, ma storia, anche, di alleanze, di fecondi e stretti rapporti culturali e commerciali, durati per secoli. E storia di un amore, un amore lungo più di mille anni, e vivo ancor oggi, nelle tradizioni popolari e nella toponomastica di Bari.
Quando Venezia salvò Bari dai Saraceni
Perché mille anni fa una grande flotta saracena stringeva d’assedio Bari, decisa a riconquistare quello che era già stato un emirato. E quando già la città si vedeva perduta, lungo le mura i difensori levarono un grido di gioia: la potente flotta della Repubblica Veneta arrivava in soccorso, si vedevano già le bandiere col Leone di San Marco. I Saraceni furono debellati e Bari, da allora, benedice e festeggia quel giorno e chiama il lungomare Via Venezia.
Una storia bellissima, che Serenissima News ha raccontato in QUESTO ARTICOLO, ma che giovedì 16 ottobre 2025 sarà approfondita in un seminario di studio a Bari, al quale partecipano studiosi di alto livello.
Il seminario di studio a Bari
«Un seminario di studio – spiega la Fondazione Nikolaos, promotrice dell’evento – per approfondire una pagina del passato della città di Bari e il legame con Venezia nella storia. Un viaggio risalente a oltre mille anni fa tra mito e realtà, storia e tradizione».
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Se ne parlerà giovedì 16 ottobre alle ore 17 presso il Museo Civico di Bari (Strada Sagges 13) nell’incontro “A.D. 1002: Bari e Venezia tra storia e mito. La tradizione popolana della Vidua Vidue”, organizzato da Fondazione Nikolaos e Cavalieri di San Nicola in collaborazione con Museo Civico di Bari e Associazione Insieme per San Nicola di Venezia, e Mondo Antico e Tempi Moderni di Bari.
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La flotta veneziana e il Doge
Obiettivo dell’incontro è far conoscere e celebrare la liberazione del capoluogo pugliese dall’assedio dei Saraceni, che durò dal maggio all’ottobre dell’anno 1002 (secondo alcune fonti, del 1003 o 1004), grazie all’intervento della flotta veneziana guidata dal doge Pietro Orseolo II, composta da circa cento galere.

Vidua Vidue, il Saluto a Venezia
La tradizione folkloristica risalente ai primi anni del Novecento e nota come “Vidua Vidue” deriverebbe dalle grida dei baresi che, osannanti alla vista delle navi venete accorse in soccorso, si riversarono sulla via delle Mura o Muraglia (oggi via Venezia) esclamando “la vì, la vì” (“la vedi, la vedi”), per salutare l’arrivo dei liberatori giunti dal mare.

Questo episodio è diventato un vero e proprio “saluto a Venezia”, di carattere religioso e popolare, celebrato con una processione il giorno dell’Ascensione, mentre nella Serenissima, in contemporanea, si teneva la Festa della Sensa o Sposalizio del Mare.
Una vicenda in cui si intrecciano storia, mito e tradizione orale, ma anche rapporti politico-commerciali tra Bari e Venezia.
Il programma del convegno
Il convegno prenderà il via alle 17.30 con l’intervento di Nicola Cutino, storico e saggista, che parlerà de “L’assedio e la liberazione di Bari soccorsa dai Veneziani: tra mito e realtà, storia e tradizione”.
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Successivamente, sarà la volta di Marina Faraguna, responsabile dell’associazione “Insieme per San Nicola – Venezia”, con il contributo “Venezia e il respiro del Mare, la Sensa”; seguirà Patrizia Lucchi Vedaldi, ricercatrice, che racconterà “Il Doge Pietro Orseolo II e la sua potente flotta contro i pirati”. Chiuderà i lavori Francesco Ciriolo, avvocato e divulgatore storico, con l’intervento su “Alleanza e rapporti politico-commerciali tra Venezia e Bari dal IX al XVII secolo”.
Cardone: Bari e Venezia, legame millenario
«La Vidua Vidue – dichiara Vito Giordano Cardone, presidente della Fondazione Nikolaos – è il simbolo di un legame millenario tra Bari e Venezia, fatto di alleanze, contrasti e scambi culturali. Rievocarla significa dare valore alle nostre radici e rafforzare l’identità della città nostra».
«L’iniziativa – conclude il presidente della Fondazione Nikolaos – gratuita e aperta al pubblico, intende valorizzare tradizioni storiche e popolari che hanno contribuito a forgiare l’identità storica e culturale della città di Bari».
Alvise Fontanella










