30 Novembre 2022
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“Atlante dei paesi che non esistono” di Nick Middleton

Nick Middleton è un professore di geografia all’Università di Oxford al St. Anne’s College ma è molto più famoso come autore di libri di viaggio; nato a Londra nel 1960 è stato premiato dalla Royal Geographical Society per le sue opere.

Nel 2015 stampa “Atlante dei Paesi che non esistono” edito da RCS Libri, un bel volume di 232 pagine ricco di cartine che spiegano dove si trovano quei territori, alcuni dei quali proprio minuscoli.

“Alla scoperta di 50 nazioni che non hanno confini” sta scritto nel sottotitolo divise per continente; ben 13 sono nella vecchia Europa e sono quelle che, naturalmente, mi interessano di più.

La Catalogna e Seborga: non scadiamo nel folklore!

Eccole: Isola di Man, Circassia, Christiania, Cipro del Nord, Moresnet,  Forvik, Abcasia, Catalogna, Seborga, Transnistria, Rutenia, Sealand, Crimea; e già questo elenco fa nascere qualche perplessità … francamente mettere insieme Catalogna con Seborga o con l’isolotto di Forvik mi sembra un po’ un azzardo; non vorrei che tutto scadesse un po’ nel folklore.

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Per carità è anche interessante ripercorrere la storia di Chistiania, il quartiere di Copenaghen dove negli anni settanta nacque una comune hippy e che una volta visitai in uno dei miei frequenti viaggi verso Nord o ripensare al mitico Tourist Thophy motociclistico dell’Isola di Man, ma almeno per quanto riguarda i miei interessi mi sarei aspettato qualcosa di più; l’autore specifica nell’introduzione che è stato costretto ad eliminare situazioni quasi simili (e cita Catalogna inclusa  e Paesi Baschi esclusi), ma ripeto è un elenco un po’ troppo disomogeneo dove accanto a Nazioni senza stato troviamo entità microscopiche e questo succede anche negli altri continenti.

Per esempio nelle schede dedicate all’Africa accanto a interessanti descrizioni della Somaliland, dell’Azawad, del Sahrawi, troviamo Pontinha ex roccaforte dei Templari che praticamente non esiste più, inglobata nell’isola di Madeira.

La terra dei Mapuche, impero dei Benetton

Proseguendo nel Sudamerica una pagina viene dedicata ai Mapuche, popolo che vive nel sud del Cile, che non fu mai conquistato dagli inca e nemmeno dagli spagnoli e le terre dei quali (Mapuche significa, tra l’altro, “gente della terra”) costituiscono,  in buona  parte, l’impero della famiglia Benetton in Cile. Naturalmente trattandosi di progressisti filoitaliani la cosa non ha grande eco, a parte un recente volume di Pericle Camuffo e Monica Zornetta.

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In Asia accanto a Taiwan e al Tibet troviamo, fra gli altri, i coniugi che hanno fondato  l’Akhzivland   proclamando la propria indipendenza da Israele nel 1971.

Un volume che comunque vale la pena di essere acquistato (25 euro) e che dimostra come l’egemonia dei cosiddetti stati-nazionali sia inesorabilmente destinata a crollare e come il diritto all’autodeterminazione sia un diritto primario per tanti cittadini, un diritto che, cioè, viene prima del diritto degli stati.

Il Veneto non c’è: dimenticati i popoli dell’Italia

Sperando che nella prossima edizione ci sia spazio anche per il nostro Veneto, anche perché quando si parla di questi temi, lo stato italiano viene sempre lasciato fuori …

Con l’auspicio che venga ricalibrato anche  il titolo … lo so che non è facile, e che ci sono anche problemi di traduzione,  ma parlare di “paesi che non esistono” facendo riferimento alla Catalogna, al Tibet  e a tanti altri mi sembra un po’ improprio…al posto di “paese” io avrei usato “stato” che è un concetto più burocratico e istituzionale …

 

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