17 Giugno 2024
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Ai confini della Repubblica di San Marco: i Leoni di Pontebba, tanti e sconosciuti

Ai confini della Serenissima Repubblica, a Pontebba, sopravvivono tanti Leoni di San Marco, praticamente sconosciuti.

Il confine della Repubblica

Per secoli uno dei più importanti (se non il più importante) confine della Repubblica di San Marco con il mondo di lingua tedesca fu Pontebba, che conservò poi questa prerogativa anche sotto il regno d’Italia sino alla fine del 1918.

LEONI DI PONTEBBA – Leone marciano sulla rosta lato scala giardinetti del municipio (foto F.Palla)

Poi per l’espansione nelle terre “irredente” (ma non lo erano perché in gran parte abitate da austriaci e slavi), i confini furono “spinti in avanti” e così restarono, salvo che sul confine slavo, ove cambiarono nuovamente dopo la seconda guerra mondiale.

LEONI DI PONTEBBA – Il Leone 1672 sulla facciata del Municipio (foto A. Galtarossa)

Il torrente di confine e le roste veneziane

La località di Pontebba è attraversata da un torrente importante, il Pontebbana, che fungeva da confine, e da un fiume: il Fella. Già dai primi tempi della presenza veneta, vista l’importanza dei fruttosi dazi, la cura del territorio, soggetto da sempre da alluvioni, fu affrontato risolutamente dalla Serenissima Repubblica con la costruzione della rosta veneziana (argine) in pietra, tuttora esistente ed operante.

LEONI DI PONTEBBA- Leone marciano sulla sponda Nord dell’ex ponte di confine, sulla rosta esterna lato fiume, zona casa Faleschini (foto F.Palla)

Gli austriaci tardarono nel fare altrettanto: si decisero a provvedervi qualche decennio dopo e a seguito di alluvioni devastanti con danni enormi e vittime. La loro rosta era ed è identica a quella veneziana, ed è quasi certo che anche questa fu costruita da mani veneziane.

Il ponte antico che univa due popoli

Sino al 1983 esisteva anche una cascata in legno. L’età della stessa e la mancata manutenzione fecero sì che ad una forte “montana” (alluvione), fu divelta. Anche se fu un dispiacere, per circa un anno dette la possibilità di poter vedere le fondamenta del ponte che univa la Serenissima e l’Impero, e i due popoli, quello italico e quello austriaco.

LEONI DI PONTEBBA – Leone a sud del ponte su rosta esterna lato fiume

 

Una forte alluvione del 1851 aveva distrutto il ponte secolare (spostato poi a circa un centinaio di metri a valle), un ponte veneziano nato con le roste nel 1747 sulle fondamenta di quello precedente del 1342.

I Leoni marciani delle roste

Su alcune pietre delle roste vennero scolpiti molti leoni marciani, la quasi totalità oggi ancora visibili: servivano a contrassegnare i confini. Solo sul lato interno della rosta nel tratto dell’odierna Piazza Garibaldi (la piazza dinanzi al palazzo comunale) vi sono ben tre Leoni.

LEONI DI PONTEBBA – Leone salvato nei primi anni 2000 ora nell’atrio del Municipio

Il terzo Leone originale si trova però esposto all’interno del municipio, salvato nei primi anni 2000 dal Comune mentre stava per venir distrutto da una ditta incaricata a lavori di nuova elettrificazione ferroviaria, alla stessa ditta fu imposto di sostituire il leone con una copia.

Il Leone con lo scudo degli Asburgo

Il Leone posto più a nord in un giardino privato in stato di abbandono, ha un curioso particolare: nel 1826, dopo l’ingresso dell’Austria nei territori ex Repubblica di Venezia a seguito della sconfitta di Napoleone, gli austriaci per dispregio cancellarono il classico libro sotto la zampa del Leone, scolpendo in sua vece lo scudo degli Asburgo.

LEONI DI PONTEBBA Il Leone di San Marco modificato dagli austriaci nel 1826, con lo stemma degli Asburgo in luogo del libro

Sempre nel municipio sulla balaustra è incastonato un altro Leone che porta il millesimo 1672 rinvenuto in paese, probabilmente nelle vicinanze della rosta.

Il lazzaretto

Sempre nel 1672 La Serenissima costruì un lazzaretto che restò attivo sino al 1780. Del lazzaretto sopravvive oggi solo una lapide murata dietro le scuole primarie, in luogo accessibile ma nascosto.

Un Leone danneggiato

Proseguendo per qualche decina di metri più a valle, sul lato esterno della rosta di trovano altri due Leoni di San Marco, e un terzo di cui si notano ancora le tracce, si trova ad oltre 100 metri sulla testata al termine della rosta, a contrassegnare l’argine demaniale di San Marco, confine di Stato. Quest’ultimo Leone fu danneggiato negli anni Trenta del secolo scorso, da un paletto in ferro della recinzione di una proprietà privata.

LEONI DI PONTEBBA – Resti del Leone marciano danneggiato negli anni Trenta

Il cippo sul monte detto La Veneziana

Nel 1757, sul monte detto “la Veneziana” a Sud Est di Pontebba vien posto un cippo di confine da una commissione internazionale probabilmente in seguito alla convenzione per la verifica dei confini, stipulata tra il Senato Veneto e l ‘Imperatrice Maria Teresa, il 16 settembre 1756.

Il Leone di Malga Jeluz

Qui di cippi con il Leone di San Marco ne furono messi più di uno, ma solo uno di questi si può vedere tutt’ora incastonato nel muro esterno della Malga Jeluz, oggi divenuta un agriturismo.

LEONI DI PONTEBBA – Il Leone della malga Jeluz (foto F.Palla)

Millesimo 1772 cancellato dall’Italia

Infine sempre per segnare il confine, in zona Cason di Lanza (tra Paularo e Pontebba e la vicina Austria si trova ancora un cippo confinario con un Leone sul lato italiano (all’epoca Repubblica di Venezia) e sul retro dello stesso c’è invece lo scudo raffigurante una corona e ai fianchi due animali rampanti, simbolo degli Asburgo di Maria Teresa, infatti c’è il millesimo 1772.

LEONI DI PONTEBBA – Zona Cason di Lanza. Il lato Nord del cippo confinario del 1772 tra la Serenissima e l’Impero

Sul leone di San Marco il millesimo originale fu cancellato dagli italiani e il regno d’Italia incise il suo millesimo, 1887, poco più sopra.

LEONI DI PONTEBBA – Zona Cason di Lanza. Il cippo confinario sul lato Sud, con il Leone di San Marco. Recava inciso l’anno 1772 ma il Regno d’Italia lo ha cancellato, sostituendolo col 1887.

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