26 Novembre 2022
No menu items!
HomeOggiNelTempo9 marzo 1999 consiglieri della Liga Veneta Repubblica sul cornicione a San...

9 marzo 1999 consiglieri della Liga Veneta Repubblica sul cornicione a San Marco per solidarietà ai Serenissimi

Venezia 9 marzo 1999 – Cinque consiglieri regionali della Liga Veneta Repubblica occupano gli uffici della procura in piazza San Marco e protestano dai cornicioni  contro la nuova incarcerazione dei Serenissimi. Da sinistra: Ettore Beggiato, Franco Roccon, Michele Munaretto, Alberto Porè e Fabrizio Comencini.

Ecco quanto scrisse “La Repubblica” il giorno dopo:

Protesta della Liga per i Serenissimi

VENEZIA – Sono tornate a sventolare in Piazza San Marco, a quasi due anni dall’assalto al campanile, le bandiere oro e granata della Serenissima, quelle che si usavano in guerra, con il leone con la spada e il libro chiuso.

Ma non sono stati i “Serenissimi” a tornare sul campanile, bensì il segretario della “Liga Veneta RepubblicaFabrizio Comencini, con quattro consiglieri regionali del suo partito, che hanno occupato il tribunale, e sono saliti, in piedi, sulle finestre del primo piano che si affacciano sulla piazza, dove sono rimasti quattro ore, tra i turisti che li fotografavano, i veneziani (pochi) che si fermavano a guardare, e gli orchestrali del Comunale di Treviso in lotta contro la chiusura del loro teatro, con cui hanno fraternizzato.

Il tribunale: Serenissimi “pericolosi”

Protestavano, Comencini e i suoi, per la decisione del tribunale di sorveglianza che, respingendo la richiesta di affidamento ai servizi sociali, ieri ha fatto tornare in carcere tre componenti del commando che assaltò il campanile, Antonio Barison, Luca Peroni e Andrea Viviani, con la motivazione che “sono ancora pericolosi“.

L’incontro con il presidente del Tribunale

Il segretario e gli altri sono saliti alle quattro e mezzo del pomeriggio sulle finestre del tribunale, approfittando del fatto che gli uffici erano deserti, e ci sono rimasti fino alle 20.30, guardati a vista dai poliziotti, che avevano chiuso con un nastro il tratto di piazza sottostante, e dai pompieri coi materassi gonfiabili.

Il sostituto procuratore Felice Casson ha cercato di convincerli a desistere, loro l’ hanno fatto dopo aver ottenuto la promessa di un incontro (oggi) con il presidente del tribunale di sorveglianza Stefano Dragone.

Comencini: liberateli o sarà la rivolta

Gli chiederanno di revocare il provvedimento e di concedere ai Serenissimi gli arresti domiciliari, con la possibilità di recarsi al lavoro, in attesa della pronuncia della Cassazione.

“O li liberano – gridava Comencini dal balcone – o chiameremo i veneti alla rivolta e ci opporremo a questa infamia, non solo con le parole ma anche con le nostre persone”.

Veneto libero, Serenissimi liberi

Sul balcone, con Comencini, erano saliti i consiglieri regionali della “Liga Veneta Repubblica” Alberto Poirè, Ettore Beggiato, Michele Munaretto e Franco Roccon. In piazza, avvolti nelle bandiere della Serenissima, altri quattro esponenti dello stesso partito: Ivo Papadia, Marino Rozzi, Raffaele Dideco, Alessio Morosin.

Gridavano “Veneto libero” e “Serenissimi liberi“, e contestavano l’ ordinanza del tribunale di sorveglianza che sostiene la pericolosità del commando, visto che i suoi componenti fanno ancora parte di un’ associazione, il Veneto Serenissimo Governo, “avente la medesima denominazione di quella che ha organizzato e attuato l’ assalto al campanile e il medesimo scopo di raggiungere il riconoscimento del Veneto come nazione autonoma“.

Galan: roba da medioevo

“Un provvedimento infondato – l’ ha bocciato il sindaco Cacciari – non vedo proprio quale pericolosa attività stessero svolgendo i Serenissimi“. “Roba da medioevo, io sto con loro” ha aggiunto il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan.

“Un autogol della magistratura” ha commentato l’ ideologo dei Serenissimi Bepìn Segato. “Questo è un sistema che opprime” ha detto Gilberto Buson, uno del commando. E un altro, Luca Peroni, quando l’ hanno arrestato di nuovo: “Farci tornare in carcere è stata una scelta politica”.

REPUBBLICA – Roberto Bianchin 10 marzo 1999

 

Piazza San Marco. In primo piano Aldo Rozzi Marin,

Raffaele Di Deco (prematuramente scomparso), Ivo Papadia.

 

 

- Advertisment -

I PIU' POPOLARI