17 Giugno 2024
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20 maggio 1782: Papa Pio VI attraversa parte del Polesine

Nemmeno a farlo apposta…ecco a cosa ho pensato qualche giorno fa, quando Papa Bergoglio nel giro di poco più tre settimane ci onora della sua presenza in Terra Veneta, o per meglio nelle Terre di San Marco. Occasione per moltissimi Veneti di poter ascoltare le parole di Sua Santità dal vivo. Opportunità storica, che il sottoscritto manco a dirlo, non è riuscito a cogliere.

Papa Bergoglio nella sua vita alla città di Venezia (Foto Vatican Media)
Papa Bergoglio nella sua visita alla città di Venezia (Foto Vatican Media)

Fortunatamente l’amor per la mia Terra e la sua storia mi han fatto tornare indietro di ben 242 anni, quando un altro Pontefice Giovanni Angelo Braschi, alias Papa Pio VI in poco più di due mesi attraversò i territori Marciani per ben due volte, prima per fiume direzione Venezia per andar di corsa a Vienna, e poi per terra di ritorno dalla stessa capitale asburgica attraversando in carrozza e sostando nella città di Rovigo e nei paesi limitrofi prima di attraversare il fiume Po e rientrare nello Stato della Chiesa.

Dipinto di Francesco Guardi, Papa Pio VI incontra il Doge (foto estratta dal web)
Dipinto di Francesco Guardi, Papa Pio VI incontra il Doge (foto estratta dal web)

Voglio condividere con tutti voi questa preziosa testimonianza diretta di Gioacchino Masatto presente quel giorno e raccolta in un libro di Luigi Lugaresi dal Titolo: Diario Polesano (1738-1787).

 

Papa Pio VI nel Polesine attraverso le parole del Masatto

Stemma di Pio VI sul soffitto ligneo della Basilica di San Giovanni in Laterano (foto estratta dal web)
Stemma di Pio VI sul soffitto ligneo della Basilica di San Giovanni in Laterano (foto estratta dal web)

 

Ecco la testimonianza lasciataci da Gioacchino Masatto il 20 maggio 1782:

 

“Il di 20 Maggio di ritorno da Vienna per Monaco, Innsbruck, Trento, Verona, Vicenza, Padova, Venezia, e di nuovo Padova, e Conselve, accompagnato nello Stato nostro dalla sudetta Deputazione, passò l’Adige alle ore 18 circa ad Anguillara in una barca fatta allestire con molta decenza a guisa di Camera con piazzale, ec. da S. E. Mocenigo Podestà di Padova, in cui fermossi alquanto finché passarono parte delle carrozze di suo seguito col mezzo del passo di Anguillara, e di quello pure della Boara ivi condotto; indi per Marzimago (Mardimago)e Sarzano venne a Rovigo circa alle ore 19 (all’incirca le 15.00 oggigiorno).

 

Era stato fornito decentemente il Duomo con apparato da poter esporre il SS. Sacramento all’adorazione a spese di Mons.r Vescovo, S. E. Moro Podestà, della Città, e del Capitolo; ma in parte per la poca, per non dir nessuna intelligenza passata dai Nostri Ecc.mi Procuratori Deputati dispotici Direttori del viaggio, e in parte per la premura che mostrato avea il Santo Padre di portarsi per tempo il giorno stesso a Ferrara, non fece la Santità Sua che fermarsi in carrozza cogli specchi aperti nella pubblica Piazza finché gli furono cambiati i cavalli, nel qual tempo fu complimentato il Santo Padre da Mons. Vescovo, da S. E. Podestà, dai Signori Regolatori, che furono anche ammessi al bacio della mano unitamente a qualch altro nobile Cittadino.

 

Partendo diede incessantemente la benedizione al popolo in gran numero da’ luoghi vicini concorso, e per Grignano, e Arquà andò al passo dei Rosatti, ove entrato nella Camera fatta allestire sul passo stesso da S. E. Moro prese un Caffé, e un po’ d’acqua di limone, essendosi stato fatto preparare da S.E. medesima un abbondante rinfresco anche per il seguito di Sua Santità.

 

Ammise ivi al bacio della mano parecchi Signori, fra’ quali tutta la famiglia Rosatti, anzi ricevette colle proprie mani, e lesse un Memoriale presentatogli da Don Giuseppe Rosatti, con cui supplicava Sua Santità di poter erigere un pubblico Oratorio nella propria abitazione di Villa esistente nel luogo suddetto del passo, che fu in seguito ottenuto, ma colle solite strade, e per uso privato soltanto della famiglia.

 

Tenne fra tal dimora qualche colloquio col nostro Mons.r Vescovo; e prima di passare il Canalbianco postosi fuori della porta della Camera, alzate le mani al Cielo, e invocato il Signore diede triplicatamente la benedizione al popolo verso la riva sinistra del fiume: passato dall’altra parte fece lo stesso.

 

In tale indugio passarono le Carrozze con due altri passi de’ più vicini ivi condotti. Proseguì il suo viaggio verso a Canaro confine dello Stato Veneto: ove giunto, smontò, e ringraziati gli Ecc.mi Deputati continuò sino al Ponte del Lago Oscuro, dove passò il Po sopra di un Ponte fatto costruire col mezzo di barche a bella posta dal Cardinal Caraffa Legato di Ferrara; ove pervenne verso la sera.”

 

In memoria di tal passaggio furono fatte incidere in marmo le tre seguenti Iscrizioni composte dall’eruditissimo Can.co Don Girolamo Conte Silvestri, la prima a spese di Monsignor Illust.mo Arnaldo Speroni nostro degnissimo Prelato, le altre due dalla Città.

 

Le Pietre parlano, ci lasciano un ricordo oggi sbiadito

Le iscrizioni che qui sotto vengono descritte, oggi almeno due si possono osservare fuori dalla Chiesa della Madonna del Soccorso o meglio conosciuta come Tempio della Rotonda.

Iscrizione prima posta sul muro esterno del lato sinistro, a chi entra, del Palazzo Vescovile:

 

PIO VI PONTIFICI MAXIMO ALIOR. PIOR. SUMM. PONTIFI CUM AEMULO / QUO ET VIENNAM CAESAREM ADEUNTE IN IPSO PADI ALVEO AD S. MARIAE CORBULAR. ET A CAESARE ROMAM REDUCE/RHODIGII PRIMUM IN FORO PUB. IN TRAN SITU DEINDE TARTARI/ FLUM. AD AED, ROSATOR. UTROBIQ. INTRA DIOC FINES PRAECLARA HUMANIT. ET CLEMENTIAE PIGNORA ACCEPIT ARNALDUS SPERONIUS DE ALVAROTIS

ADRIEN. EPISC. PRAEL. DOMEST. AC PONTIFICIO SOLIO ASSISTENS IN PERENNEM BENEFICII MEMORIAM DEVOT. NOM. MAIESTATIQ. EIUS HOC MON. DEDIC/ANNO REP. SAL. MDCCLXXXII.

 

Iscrizione n.2 incisa sul pilastro sinistro, andando dalla Piazza, posto sulla sponda del Ponte, detto del Sale, dal lato della Piazza stessa sopra cui v’ha l’arma della Città da vecchio incisa.

Iscrizione conservata al Tempio della Rotonda, fatta eseguire dalla città di Rovigo per il passaggio di Papa Pio VI (Foto Marco Fornaro)
Iscrizione conservata al Tempio della Rotonda, fatta eseguire dalla città di Rovigo per il passaggio di Papa Pio VI (Foto Marco Fornaro)

 

PIO VI PONT. MAX. ROMAM A CAESARE REDUCI / QUOD IN FORO PUB XIII K. IUN. AN. MDCCLXXXII AN. / ANTISTITEM PRAETOREM/URBISQ PROCERES / AD MANUS OSCULA ADMI SERIT AC INGENTEM POP. SIGNO CRUCIS MUNIERIT / RHODIGINI CIVES/OPT. ECCLESIAE PRINCIPI P. C.

 

Iscrizione n.3 posta sul pilastro di rimpetto al sud.to, incisevi sopra le Insegne Pontificie, cioè le chiavi e il triregno:

Iscrizione fatta dalla città di Rovigo per il passaggio di Papa Pio Vi ( foto Marco Fornaro)
Iscrizione fatta dalla città di Rovigo per il passaggio di Papa Pio Vi ( foto Marco Fornaro)

O. M/ DE PIO VI PONT. MAX/CERNIS UT ALMA PII SACRO / LUX EMICET ORE/ I MODO ET HUNC INSTAR / NUMINIS ESSE NEGA MDCCLXXXII.

 

Fonte editoriale: “Diario Polesano (1738-1787)” di G. Masatto

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