20 Maggio 2024
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Vicenza, quella medaglia data da Vittorio Emanuele II quando la città non faceva ancora parte del Regno d’Italia

Il 19 ottobre 1866 Vittorio Emanuele II “per grazia di Dio e volontà della nazione Re d’Italia” accordava la “Medaglia d’Oro al valore militare alla Bandiera del Comune di Vicenza, per la strenua difesa fatta dai cittadini contro l’irruente nemico nel Maggio e Giugno 1848” e in effetti, la partecipazione della città (e anche della provincia, vedi la battaglia di Sorio) nei giorni 20, 21, 23 maggio e soprattutto 10 giugno 1848, fu veramente notevole; ma in tutto il Veneto ci furono sollevazioni violente contro gli occupanti austriaci e nella nostra capitale Venezia, venne proclamata la Repubblica Veneta che durò dal 22 marzo 1848 al 23 agosto 1849.

Due giorni prima del plebiscito…

C’è un aspetto però che mi lascia alquanto perplesso: il documento firmato da Vittorio Emanuele II è datato 19 ottobre 1866, che era di venerdì, due giorni prima del plebiscito di annessione del Veneto all’Italia che si svolse il 21 e 22 ottobre 1866 nel quale, come sta scritto nel supplemento al n. 74 del Giornale di Vicenza,

“Sono chiamati a votare tutti i veneti che hanno compiuti gli anni 21 e che non subirono condanna per crimine o furto o truffa. Anche quelli dunque che non sanno leggere e scrivere; quelli che occupati tutto il giorno a guadagnare il vitto per se e per la famiglia nelle fucine e sopra i campi non possono attendere alle cose politiche quanto per i loro diritti sarebbe richiesto.”

Tutto era già stato deciso

Lasciamo perdere in questa sede che i Veneti andarono a votare quando tutto era già stato deciso e il Veneto era già stato passato al Regno d’Italia (vedi Gazzetta Ufficiale del Regno datata 19 ottobre 1866), o i brogli e le truffe che caratterizzarono quel voto, ma resta la perplessità (chiamiamola così) di accordare la medaglia d’oro alla bandiera del Comune di Vicenza due giorni prima del voto, quando formalmente Vicenza e il Veneto tutto non facevano ancora parte del Regno d’Italia..

Perché in certe situazioni la forma diventa sostanza e la forma in quel momento voleva dire rispetto del voto, rispetto dei Veneti

Ettore Beggiato

 

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