20 Maggio 2024
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Targa a Napoleone, vergogna! La denuncia di VenetiNet contro Rivoli e Verona

Targa a Napoleone: non vi basta quello che ci ha fatto? Comincia così il comunicato di VenetiNet, la rete di professionisti, intellettuali e imprenditori che due anni fa riuscì a raccogliere i fondi necessari per riportare a Venezia (QUI l’articolo su Serenissima News) lo splendido busto marmoreo – che veniva battuto all’asta dopo essere “sparito” secoli fa – del Doge Giovanni II Corner, il Doge sotto il cui regno la Serenissima respinse l’ultimo assalto dei Turchi a Corfù veneziana, e fu la grande vittoria che Vivaldi celebrò con una delle sue opere più famose e più belle, la Juditha Triumphans, il vero e storico inno veneto.

Dopo le publiche contestazioni del Comitato per le celebrazioni delle Pasque Veronesi e del Comitato di Liberazione Nazionale del Veneto un’altra voce contraria si aggiunge alle iniziative “filonapoleoniche” dei Comuni di Rivoli e di Verona.

La denuncia contro Rivoli Veronese e Verona

Quella di VenetiNet è una denuncia, una rivolta morale contro i Comuni di Rivoli Veronese e di Verona, che si “genuflettono” a Napoleone, l’Infame.

“Mentre a Madrid si celebrava con imponenti manifestazioni pubbliche l’epica resistenza a
Napoleone, che pagò duramente il prezzo della “guerrilla” spagnola, un comune veneto gli si genufletteva – è il testo della nota di VenetiNet -. Uno dei peggiori tiranni della storia, riceve una lapide in piazza, dopo l’intitolazione al medesimo tiranno della piazza stessa e quella nientemeno che della sala consiliare del Comune al suo avventuriero Massena”.

Piazza Napoleone I a Rivoli Veronese

Napoleone, milioni di morti e il germe dei nazionalismi

“Questo culto della personalità, nel 2023, appare davvero paradossale – continua il comunicato di VenetiNet -. La cifra del Bonaparte fu la guerra e il sangue. Infiammò l’Europa, disseminandola di milioni di morti esclusivamente per le sue insaziabili ambizioni – denuncia VenetiNet -. Non portò alcun progresso, ma lacrime, morte, l’eutanasia di antiche nazioni. Pose al potere parenti e amici. Distrusse innumerevoli chiese, conventi, palazzi, rubando e rapinando a man bassa tutto ciò che poté”.

“Nel Veronese, nel Bresciano, schiacciò le rivolte popolari nel sangue, eseguì fucilazioni seriali, istituì tribunali speciali – ricorda VenetiNet -. Seminò il germe dei nazionalismi, il cui incendio divampò in Europa tra Otto e Novecento. Disprezzava i veneti e gli italiani in generale. Chi crede che le sue armate di predoni abbiano portato libertà e illuminismo è uno sprovveduto o è in malafede“.

 

Incomprensibile Rivoli, scandalosa Verona

“A Venezia le idee illuministe circolavano da decenni – annota VenetiNet – , avevano influito sugli uomini di governo e sulla gestione delle istituzioni. Il migliore stile neoclassico alberga in Venezia ormai radicato: Canova non è figlio di Napoleone, ma della Serenissima. La sua è arte veneta. Quindi, ciò che fa oggi, nel 2023, il Comune di Rivoli nonostante il fiume di documenti e di saggi in materia che sottolineano quanto già detto, è del tutto incomprensibile”.

“Che partecipi il Comune di Verona, poi, è scandaloso – denuncia VenetiNet -. L’armata francese fece un paio di migliaia di morti in città, reprimendo i moti delle Pasque veronesi e fucilò i patrioti veneti dopo processi sommari. Altro che civiltà, progresso e diritto! Rivoli e Verona oggi sputano sulle tombe di migliaia di nostri avi che si opposero alla violenza di uno straniero sanguinario, che mosse alla Veneta Repubblica una guerra non dichiarata”.

Targa a Napoleone, la popolazione assente

“Non riusciamo veramente a capire le cause di questa sorta di sindrome di Stoccolma. Rimangono le immagini di quei quattro gatti in piazza, che hanno scomodato persino le autorità militari, e che hanno scoperto la targa a Napoleone I, nell’assenza totale della popolazione e con sprezzo del ridicolo. Stesso metodo e stesse scene, del resto, che gestirono le piazzate apologetiche degli alberi della libertà in quel disgraziato 1797: quattro maggiorenti senza seguito nè consenso, ma dalla parte del potere”.

L’appello al Comune: un pubblico confronto

“Chiediamo al Comune di Rivoli – conclude il comunicato di VenetiNet – la possibilità di un pubblico confronto su questi temi e con l’invito alla partecipazione dei suoi abitanti, invitandolo a chiudere questa triste parentesi di blitz autocratici che offendono la memoria ed il sangue dei nostri Padri e della nostra Terra veneta”.

 

 

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