14 Febbraio 2026
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Storia veneta a scuola: COME SI FIRMA la proposta di legge evitando le trappole del sito ministeriale

Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.

Così dice la Costituzione della Repubblica italiana, all’articolo 71.

Nell’era digitale, la raccolta delle almeno cinquantamila firme di elettori, richieste per le proposte di legge di iniziativa popolare, si fa anche online. Lo hanno sottolineato pochi giorni fa i consiglieri regionali di Resistere Veneto, Riccardo Szumski e Davide Lovat (leggi QUI l’articolo di Serenissima News a firma di Ettore Beggiato), spiegando che la proposta di legge per introdurre la storia regionale nella scuola pubblica – quindi la storia veneta nelle scuole del Veneto – può essere firmata online. Non serve andare in Comune, rispettare orari, fare anticamera e code. Si firma online! Bello no? Questa sì è democrazia diretta!

COME SI FIRMA la proposta di legge

Ebbene, alla fine di questo articolo, vi spiego COME SI FIRMA la proposta di legge. Perché io ci sono riuscito, a firmarla. Ho firmato online la proposta di legge per introdurre nelle scuole venete la storia veneta, finora relegata a poche righe dai programmi scolastici nazionali, perché l’Italia una e indivisibile ha un irresistibile bisogno di cancellare e sminuire la grande storia degli antichi stati, e soprattutto la storia della Serenissima e del suo ruolo di potenza europea, che si tenta di oscurare con l’invenzione delle repubblichette marinare.

Alla fine sono riuscito a firmare online la proposta di legge. Ma avrei risparmiato tempo recandomi in Comune. Perché il sito predisposto dal Ministero per la raccolta delle firme sulle leggi d’iniziativa popolare, pare fatto apposta per disincentivare, per depistare, per rendere difficile e disperante l’esercizio della democrazia diretta che dovrebbe invece essere reso il più semplice, il più chiaro e il più facile possibile.

Il depistaggio

Perfino nel “nome della cosa” c’è un depistaggio. Perché nel sito ministeriale non si parla mai di firma. Si parla solo di “sostegno” all’iniziativa. Sostegno? Cos’è, la richiesta di un obolo? Una dichiarazione a favore? Un sondaggio di opinione?

Naturalmente – e giustamente – il sito chiede al cittadino di autenticarsi con l’app CIE, la carta di identità elettronica, o con lo Spid. Perché sottoscrivere una proposta di legge di iniziativa popolare non è un sondaggio informale: serve la firma autentica, ufficiale, verificata, di cinquantamila elettori. Ma allora, perché non lo dicono? Perché si parla di “sostegno all’iniziativa?” Perché non scrivono semplicemente “Firma la proposta di legge“?

Altre trappole

Cominciamo dall’inizio. Mi collego al sito per la raccolta delle firme, e già questo non è facile. Se il Ministero fosse una piccola azienda che vuole vendere un prodotto, è pacifico che il sito avrebbe un indirizzo chiaro, semplice e rappresentativo del prodotto offerto, per farsi raggiungere il più facilmente e direttamente possibile.

Ma il Ministero. evidentemente, il prodotto “Democrazia diretta” non desidera affatto venderlo, e dissemina di trappole il percorso, così da rendere al cliente la vita difficile. A cominciare dall’indirizzo del sito, che è questo:

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open

Referendum? Giustizia? Il dubbio mi attanaglia: avrò sbagliato indirizzo? Come farà il disgraziato italico elettore a capire che non si tratta del referendum sulla separazione delle carriere dei giudici e dei magistrati?

Nella palude

Bene. Superato di slancio ogni dubbio, mi addentro nel ministerial sito. E riesco perfino ad autenticarmi con l’App CIE, il telefonino e il QRcode in pochi secondi.

E così entro nella palude. Ricerca iniziative, c’è scritto. Costava troppo scrivere Proposte di Legge di iniziativa popolare? Vabbè, io clicco. E compare un’altra schermata, intitolata Ricerca avanzata. Avanzata, perché? Mica ci era stata proposta, prima, una ricerca semplice. La Ricerca avanzata ti chiede anzitutto la Categoria. Devi scegliere tra una ventina di opzioni di categorie filosofiche, amministrative, burocratiche. Ma non basta, la Ricerca avanzata vuole anche la Tipologia. Un rebus impossibile da risolvere. Non resta che centrare la terza casella, il Titolo. Il titolo della proposta di legge.

Il titolo esatto

Esige il titolo esatto, preciso. Una qualsiasi ricerca su Google, o su Amazon, o su altri siti anche molto meno famosi, ti dà risposte efficaci anche se la domanda non usa il termine esatto. Un’intelligenza cerca di aiutarti, di capire cosa cerchi, ti dà le risposte che più sembrano vicine. Qui no: devi indovinare la parola precisa.

La legge riguarda l’introduzione della storia regionale a scuola, ma non puoi scrivere “scuola“, o “storia veneta”  come molti elettori veneti  avranno tentato di fare. È necessario sapere che il titolo esatto della proposta parla di “storia regionale” e poi non di “scuola” ma di “sistema scolastico“. E se non lo sai, non arrivi a firmare.

Scopri di più

Quando finalmente, dopo aver dribblato categorie e tipologie, compare la proposta di legge che ci interessa, cerchereste invano sulla schermata un tasto con scritto “Firma la proposta di legge” oppure “Sottoscrivi la proposta di legge“. Sarebbe troppo facile. In fondo alla schermata c’è però una simpatica opzione che recita “Scopri di più“.

Proprio così, scopri di più. Come se fossimo su un sito di e-commerce e ci offrissero informazioni aggiuntive sul prodotto che stiamo osservando. Scopri di più? Non immagina, il Ministero, che se abbiamo trovato il sito, se ci siamo autenticati con la Cie e il Qrcode, se siamo arrivati fin qui è perché conosciamo, approviamo e siamo determinati a firmare, quella proposta, e farla arrivare in Parlamento?

Nome e cognome

Bene, io scopro di più, e si apre Dettaglio Iniziativa, un pistolotto che in fondo, molto in fondo, mostra un tasto: Sostieni l’iniziativa. Di firmare non si parla, però c’è il mio nome e cognome, data e luogo di nascita, e il Comune nel quale sono registrato elettore. Quindi non si tratta di “sostenere lniziative”, si tratta di firmare la proposta di legge.

Infatti, dopo che lo hai fatto, si può financo scaricare un Attestato. Il quale tuttavia dice: hai sostenuto l’iniziativa. Insomma, la soddisfazione del popolo sovrano, di firmare una proposta di legge, il Ministero non ce la vuol proprio dare. Ci fa firmare, ma proprio perché costretto, di malavoglia, dopo aver cercato in tutti i modi di seminarci.

Come si firma, ecco la guida

Per non farvi perdere la strada, ecco qui la mia guida. Vuoi firmare la proposta di legge per introdurre nelle scuole del Veneto la storia veneta finora negletta e trascurata? Bravo, allora fai così:

COME SI FIRMA LA PROPOSTA DI LEGGE

  1. CLICCA QUI per collegarti al sito
  2. Accedi autenticandoti con CIE (la carta di identità elettronica).
  3. Una volta autenticato, clicca su RICERCA INIZIATIVE e nel quadro RICERCA AVANZATA che compare, lascia in bianco le caselle CATEGORIA e TIPOLOGIA e nella casella TITOLO scrivi storia regionale e fai clic sull’opzione IN CORSO e poi clic su CERCA.
  4. Sulla destra compare il RISULTATO DELLA RICERCA:

    STORIA REGIONALE IN COSTITUZIONE: IDENTITA’ E SENTIMENTO DI APPARTENENZA – Modifiche dell’art. 9 della Costituzione in materia della tutela della conoscenza storica regionale attraverso il sistema scolastico

  5. In basso, clicca sul tasto Scopri di più
  6. Compare la schermata DETTAGLIO INIZIATIVA. Clicca sul tasto blu Sostieni iniziativa
  7. Compare la schermata SOSTIENI INIZIATIVA col tuo nome, data e luogo di nascita. Clicca sul tasto blu Sostieni l’iniziativa
  8. Nella schermata appare il messaggio “Hai sostenuto l’iniziativa” e si può scaricare l’attestato.

 

Alvise Fontanella

 

 

 

 

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