17 Ottobre 2021
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Storia Diplomatica della Repubblica di Venezia. Raccolta cronologica-ragionata di documenti inediti

Dopo un calvario durato qualche mese, con l’aiuto di amici siamo riusciti a salvare in fac simile tutte le pagine di questo e del secondo volume, il cui titolo è “Storia Diplomatica della Repubblica di Venezia. Raccolta cronologico-ragionata di documenti inediti“.
Questa è la seconda edizione migliorata e corretta, stampata a Firenze nel 1800.

Una pagina del raro volume “Storia Diplomatica della Repubblica di Venezia”

L’autore sarebbe Cristoforo Tentori. Dico “sarebbe” perché in un documento che al momento non riesco a rintracciare si porta in dubbio la veridicità del suo nome: esso sarebbe in realtà uno pseudonimo usato dal segretario dell’ultimo Doge Lodovico Manin.
Il perché di questo dubbio viene dai fatti riportati nei volumi, in quanto vengono descritti tutti i dispacci degli ambasciatori veneziani dislocati nelle varie regge. Il primo dispaccio è segnato come luglio 1788, uno degli ultimi è marcato 12 maggio 1797 (?), questo porta a pensare che solo una persona fidata potesse entrare negli archivi del Senato.
I due volumi arrivano a contare circa 527 pagine, più 16 pagine in romano.
Prendo l’occasione per puntualizzare che nell’introduzione di quest’opera ho notato una datazione, che inquadra la durata della Repubblica fino al quel momento: 1342 anni.
Facendo un immediato conto, partendo dal 1797 che è la fine della Repubblica e sottraendo questa cifra abbiamo una data di inizio, 455 d.C.
Partendo dal presupposto che questi volumi sono stati fatti nel 1799-1800 e dall’autore la cui identità probabile ho menzionato sopra, chi meglio di lui poteva sapere l’inizio della storia di Venezia?
Questo per allacciarmi all’articolo del Gazzettino uscito il 31 gennaio 2021 che ha fatto un po’ discutere, un’intervista allo storico Giorgio Ravegnani riguardo la pubblicazione del suo nuovo libro “Mito e fondazione della città lagunare”, dove si evidenza come data di fondazione di Venezia l’anno 421 d.C. Questo articolo è stato intitolato “Venezia, la bugia lunga 1600 anni”.

Civiltà venetica, un pugno di fuggiaschi fa il miracolo

Qual è la risposta finale?
Enigmi a parte, il mio pensiero riguardo la civiltà venetica è questo: “Non è raro vedere grandi emigrazioni di popoli inondare un paese, cambiare la faccia e aprire per la storia una nuova era; ma che un pugno di fuggiaschi, gettato su un banco di sabbia della larghezza di poche centinaia di tese, vi fondi uno stato senza territorio; che una numerosa popolazione arrivi ad occupare questa plaga instabile, dove non si trova né vegetazione né acqua potabile né materiali e neppure lo spazio per edificare; che dall’attività necessaria per la sopravvivenza e per rassodare il suolo sotto i loro passi essi giungano a presentare alle nazioni moderne il primo esempio di un governo regolare, a far uscire da una palude flotte continuamente rinascenti, per andare ad abbattere un grande impero e raccogliere le ricchezze dell’Oriente; vedere questi fuggiaschi reggere l’equilibrio politico dell’Italia, dominare sui mari, ridurre tutte le nazioni nella condizione di tributari, infine rendere impotenti tutti gli sforzi dell’Europa unita in una alleanza contro di essi: questo senza dubbio è uno sviluppo dell’intelligenza umana che merita di essere osservato.”
(Tratto da “Storia di Venezia. Dalle origini al 1400” di John Julius Norwich, Mursia Editore; la citazione è a sua volta estrapolata da “Histoire de la République de Venise” di Pierre Daru -Parigi 1821).
Stefano Veronese
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