1 Dicembre 2022
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Santa Lucia di Piave, il sindaco “autonomista” appena eletto ammaina la bandiera della Serenissima

Santa Lucia di Piave è il paese di Riccardo Szumski, il popolarissimo medico (in pensione da due mesi) e sindaco indipendentista veneto noto per le sue posizioni sul Covid contro la “vigile attesa con tachipirina” e contro l’obbligo dei nuovi vaccini sperimentati “sulla pelle della gente”.

Il primo atto di Fantinel, tirar giù la bandiera

Il nuovo sindaco, Fiorenzo Fantinel, appena eletto, manco il tempo di sedersi sulla carega, il suo primo atto pubblico sapete qual è? Appena eletto, ha ammainato la bandiera della Serenissima che da anni svettava sull’asta a lato del municipio. Ne dà notizia il gazzettino.it che pubblica anche un breve video in cui si vede il pennone nudo, privato della bandiera.

Fantinel 2020, candidato pro Zaia

Eppure Fantinel, non poi tanto tempo fa, era stato candidato alle Regionali nella lista che sosteneva Luca Zaia.

Era il settembre 2020, e Fiorenzo Fantinel si candidava alle elezioni regionali in una lista a sostegno di Luca Zaia, sotto il simbolo del Leone di San Marco, della “Liga Veneta Repubblica” e del motto “AUTONOMIA“.

Da chi si candida sotto questi simboli, diciamo, da un autonomista veneto non ci si aspetterebbe tutta questa fretta nel tirar giù la bandiera della Serenissima appena eletto sindaco…

Elezioni con un’unica lista in corsa

Va detto che a Santa Lucia di Piave, sulle elezioni comunali, si è consumata una triste e burocratica battaglia. La lista del neo eletto Fiorenzo Fantinel era l’unica lista in lizza, dopo l’esclusione dalla competizione elettorale della lista civica ispirata dal sindaco uscente Riccardo Szumski, il cui candidato era il vicesindaco di Szumski, Luca Bellotto.

Lista Bellotto fuori per una ingenuità

La lista di Bellotto è stata esclusa dalle elezioni solo per una ingenuità dovuta a inesperienza: i fogli sui quali erano state raccolte le firme erano collegati tra loro solo tramite un punto di cucitrice, mentre è richiesto che ogni singolo foglio sia collegato al primo, quello che riporta nome simbolo e candidato sindaco, da firme o da altri segni grafici che identifichino ogni singolo foglio come appartenente alla lista.

Questo per evitare che si raccolgano firme per una lista più “popolare” e poi le firme vengano usate a favore di una lista diversa.

Ma siamo a Santa Lucia di Piave, non a Milano…

Ma vivaddio, qui non siamo a Milano, a Roma o a Napoli. Non siamo in una grande città. Qui siamo a Santa Lucia di Piave, un paese dove tutti si conoscono e dove è materialmente impossibile che i cittadini che hanno accettato di sostenere la lista ispirata da Szumski lo abbiano fatto inconsapevolmente, senza sapere esattamente quale fosse la lista a favore della quale firmavano.

E in una competizione tra sole due liste civiche, non vi è ragione che una di queste “passi” alla concorrenza un foglio con le firme raccolte. Va bene il rispetto delle regole, ma le norme andrebbero forse interpretate con un po’ di buon senso, prima di falsare la competizione elettorale lasciando in corsa una sola lista.

L’invito a non andare a votare

Di fronte all’esclusione, la lista di Bellotto e di Szumski ha invitato la popolazione a non votare, in modo da non raggiungere il quorum e tornare alle urne, stavolta con due liste. Ma l’invito a non votare non è stato raccolto da un numero sufficiente di elettori. Il quorum del 40% degli aventi diritto al voto era di 2702 votanti. Sono andati a votare 2760 elettori.

Quorum superato per appena 58 voti

Quindi il quorum è stato superato per appena 58 voti, e se contiamo i voti validi per la lista di Fantinel, ebbene sono solo 2456. Per carità, un successo. Quorum raggiunto nonostante gli inviti all’astensione, complimenti al neo sindaco e alla sua squadra.

Non si prende a schiaffi metà del paese

Ci permettiamo però di osservare che quando si vincono le elezioni in questo modo, per un pugno di votanti, con un’unica lista in lizza perché l’altra è fuori per meri errori tecnici nella presentazione, col paese spaccato in due, forse forse il sindaco neo eletto e i suoi assessori farebbero bene a non prendere a schiaffi l’altra metà del paese, che alla bandiera della Serenissima ci teneva.

Togliendo quella bandiera, e togliendola così di brutto, poche ore dopo la proclamazione, come se fosse questo il primo obiettivo dei vincitori, non si dà soltanto uno schiaffo a Szumski, ma ai cittadini di Santa Lucia di Piave.

Szumski aveva rispettato le regole

L’ex sindaco Szumski aveva rispettato le regole. Dal balcone del municipio sventolavano le tre bandiere regolamentari, quella della Repubblica Italiana, quella dell’Unione Europea e quella della Regione Veneto.

Per ospitare la bandiera storica della Serenissima, Szumski aveva utilizzato un pennone isolato, nelle immediate vicinanze del municipio ma non sulla facciata del palazzo municipale. Una scelta rispettosa delle norme italiane, oltre che della storica appartenenza di Santa Lucia di Piave alla Serenissima.

Un insulto a molti veneti

Szumski aveva aggiunto la bandiera della Serenissima, non aveva tolto quella italiana. Andando certamente contro i suoi genuini sentimenti di indipendentista veneto, aveva rispettato la bandiera dello stato occupante.  Fantinel non ha fatto altrettanto.

Aver ammainato la nostra storica bandiera, che lì dov’era non offendeva di certo nessuno, è un insulto più che una scelta politica. Un insulto a molti veneti, non solo al rivale Szumski. E da parte di un candidato per Zaia, un candidato autonomista, poi…

 

 

 

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