17 Ottobre 2021
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Szumski a Serenissima News: vaccini Covid, è una sperimentazione di massa

Vaccini Covid, il dottor Riccardo Szumski risponde alle domande di Serenissima News e avverte: sui vaccini Covid si sta facendo una sperimentazione di massa. Si punta tutto solo sui vaccini, invece che potenziare e diffondere le cure precoci, domiciliari.

Il dottor Riccardo Szumski (foto dalla sua pagina Facebook)

Riccardo Szumski, 68 anni, medico di famiglia a Santa Lucia di Piave, sindaco riconfermato a furor di popolo, e storico indipendentista veneto, è stato convocato dall’Ordine dei Medici di Treviso: è la prima mossa di un procedimento disciplinare nei suoi confronti, auspicato del resto, tempo fa,  dallo stesso Francesco Benazzi, direttore generale della Uls trevigiana.

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Le presunte colpe del dottor Szumski

Quali sono le presunte colpe del dottor Szumski? Sono essenzialmente due: la prima, di curare con buon successo il Covid con una terapia domiciliare precoce basata su farmaci antinfiammatori, invece di seguire le linee guida ministeriali, che si limitano tuttora a consigliare “vigile attesa” e tachipirina al bisogno, se sale la febbre.

Con l’aggravante che Szumski, e gli altri medici riuniti nella “rete” del Comitato Terapia Domiciliare Covid19, con l’avvocato Erich Grimaldi, hanno vinto un ricorso al Tar del Lazio, il quale ha sospeso il protocollo ministeriale, autorizzando in via d’urgenza la terapia domiciliare precoce seguita Szumski e da tanti altri medici.

Riccardo Szumski, il ricorso al Tar del Lazio

La seconda colpa di Szumski è di aver espresso motivati dubbi sulla sicurezza dei vaccini Covid.

La vittoria politica al Senato: aggiornate quel protocollo

Pochi giorni fa, al Senato, il Comitato Terapia Domiciliare di cui Szumski fa parte, ha riportato una grande vittoria politica: un ordine del giorno, presentato dalla Lega ma votato quasi all’unanimità (due contrari su 214 votanti) ingiunge al governo e al ministro della salute – che finora ha assurdamente lasciato immutata la direttiva della “vigile attesa e tachipirina” anche dopo la sentenza del Tar – di “aggiornare i protocolli e linee guida per la presa in carico domiciliare da parte dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dei medici del territorio, dei pazienti Covid-19 tenuto conto di tutte le esperienze dei professionisti impegnati sul campo”.

Appare veramente contraddittorio che, proprio mentre i giudici e il Senato riconoscono che Szumski e il Comitato Terapia Domiciliare avevano ragione, questi venga fatto oggetto di procedimenti disciplinari.

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Noi pensiamo piuttosto che, se fosse provato che la terapia domiciliare precoce salva vite umane, i procedimenti dovrebbero venir avviati contro chi ne ha irragionevolmente ritardato l’adozione e la diffusione, ne ha disincentivato persino la discussione in sede scientifica, ha intimorito e minacciato i medici che, come Szumski, non chiedevano che di confrontare serenamente i risultati delle terapie.

L’intervista di Serenissima News al dottor Szumski

Serenissima News ha intervistato su questi temi il dottor Riccardo Szumski. Ecco domande e risposte.

Dottor Szumski, fino a poco tempo fa lei riteneva che il vaccino Astrazeneca fosse più sicuro di Pfizer e Moderna. Ha cambiato opinione?

SZUMSKI “Certamente. Penso che Astrazeneca abbia ricevuto un colpo mortale, dopo quello che è successo. Ma non è che io consideri più sicuri Pfizer e Moderna, tutt’altro. In realtà nessuno dei vaccini Covid attualmente in distribuzione è stato realizzato secondo la tecnologia sperimentata da molti decenni, che consiste nell’utilizzare il virus ucciso, per attivare le difese naturali dell’organismo. Questa tecnica tradizionale richiede più tempo. Per fare in fretta, sono state utilizzate altre tecniche, innovative ma molto meno collaudate“.

Io un no-vax? Ma neanche per idea!

Lei si definirebbe un no-vax?

SZUMSKI “Ma neanche per idea. Sono un pediatra, ho fatto migliaia e migliaia di vaccinazioni nella mia quarantennale vita professionale. I vaccini hanno salvato milioni e milioni di vite. E naturalmente sono anche a favore dell’innovazione, della ricerca, delle nuove tecnologie. Che devono però essere adeguatamente sperimentate, prima di utilizzarle sulle persone. Qui è mancato il tempo di farlo, e anche le modalità di sperimentazione impiegate per ottenere l’autorizzazione alla messa in commercio, sembrano fatte apposta per determinare un risutato positivo. Non lo dico io, lo scrive il British Medical Journal fin dall’ottobre scorso. E poi basta vedere il caso Astrazeneca, quante volte le autorità sanitarie hanno cambiato opinione? Lo si dà agli anziani? Ai giovani? Hanno cambiato opinione in un mese. Insomma, sembra in corso una sperimentazione di massa, sulla pelle della gente”.

Sottostimati gli eventi avversi

Però le autorità sanitarie assicurano che i benefici sono superiori ai rischi…

SZUMSKI Questo è un criterio statistico, non medico. Se una persona accusa eventi avversi gravi, non la posso consolare dicendole che mille altre persone stanno bene. Gli effetti collaterali di questi vaccini sono probabilmente sottostimati, perché spetta al medico comunicarli, è l’ennesimo adempimento burocratico, e nella situazione in cui siamo, chi ha tempo da dedicare a segnalare una febbre, o altri effetti passeggeri? Io penso che questi effetti siano molto più diffusi. A Santa Lucia di Piave hanno recentemente chiamato alla vaccinazione otto impiegati. Sei di questi hanno accusato effetti collaterali, uno è stato a casa per una settimana. Io dico che aver febbre a 38 dopo un vaccino non è normale. Stare male per giorni, non è normale. E questi sono effetti a breve termine. Ma ci potrebbero essere effetti a lungo termine, che non c’è stato materialmente il tempo di studiare”.

Dobbiamo concentrarci sulle cure

E quindi?

SZUMSKI “Quindi io e moltissimi altri medici pensiamo che sia preferibile concentrarci sulle cure. Non abbiamo ancora un anti-virale specifico, ma la terapia precoce ha già dimostrato una grande efficacia. La prima fase della malattia è un’infiammazione, e noi la combattiamo con normali antinfiammatori. Non c’è solo l’idrossiclorochina, anche l’aspirina è un antinfiammatorio. Ci sono vari farmaci adatti, si decide caso per caso. L’importante è agire subito, al comparire dei primi anche deboli sintomi. Perché è in questa prima fase di espansione che il virus può porre le premesse di danni permanenti, di cui magari non ci si accorge subito, come insufficienza renale, come le micro-embolie”.

I vaccinati sono protetti ma trasmettono il contagio

Lei si vaccinerà?

SZUMSKI “Se introducessero l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari, sarebbe l’ennesima violazione costituzionale. E’ ormai assodato che il vaccino protegge soltanto i vaccinati, ma non impedisce ai vaccinati di trasmettere il contagio, e non è vero che lo trasmettano in forma più debole. Quindi è irragionevole imporre a medici e infermieri l’obbligo di vaccinarsi: proteggerebbero se stessi, ma diffonderebbero comunque il contagio.

Ma allora anche il passaporto vaccinale in arrivo per le vacanze estive è una bufala…

SZUMSKI “Posso solo dire che il turista vaccinato sarà protetto, ma potrà infettare gli altri”.

Gigantesco reset sociale e terrorismo psicologico

Quindi è un’altra limitazione gratuita delle libertà costituzionali.

SZUMSKI “I Dpcm stessi sono una violazione costituzionale, sono atti amministrativi che non possono togliere libertà garantite dalla Costituzione. Non so dove si voglia arrivare, è stato avviato un gigantesco reset sociale, intere categorie, intere tipologie di attività sono state spazzate via tra chiusure e rimborsi ridicoli. Sono state imposte regole assurde, inutili, che servono solo a diffondere la paura. La museruola all’aperto, per esempio. L’obbligo di mascherina sempre, all’aperto, non ha motivazioni sanitarie. Le ha in locali chiusi, o quando si sta troppo vicini. Ma vedo gente che porta la mascherina se cammina da sola per i campi, o se va in auto da sola. Sono vittime di questo terrorismo psicologico, lo stesso che poi minaccia i medici che, nell’interesse dei pazienti, cercano di dare loro le cure migliori, indipendentemente dai protocolli, o che dubitano motivatamente della sicurezza dei vaccini. Io sono solo un medico, non sono il primo della classe. Ma vado a visitare i pazienti, so riconoscere i primi sintomi di una polmonite, e leggo la letteratura scientifica. Voglio solo poter affrontare il Covid razionalmente”.

 

Alvise Fontanella

 

 

 

 

 

 

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