10 Dicembre 2022
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“Rivolte di paese. Una nuova storia per i contadini del Veneto profondo” nuovo libro di Livio Vanzetto

Livio Vanzetto cofondatore e primo direttore  dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea della Marca Trevigiana,  docente di Storia delle comunicazioni sociali all’Università di Trieste,  autore di numerosi volumi sulla storia della nostra Terra.

Paron Stefano Massarioto…

In particolare vorrei ricordare “I ricchi e i pellagrosi”, “L’anomalia laica. Biografia e autobiografia di Mario e Guido Bergamo” e soprattutto “Paron Stefano Massarioto” che mi ha fatto scoprire la straordinaria figura di Illuminato Checchini alias “Paron Stefano Massarioto”  che dal settimanale della diocesi di Treviso  “La voce del popolo” e da un  lunario stampato  in migliaia di copie, diede voce al malcontento post unitario da parte del mondo contadino.

Nella prefazione al libro di Vanzetto, Mario Isnenghi  è costretto a sottolineare come “Ricorrenti sono le manifestazioni di misoneismo contro quelli che appaiono vere e proprie torme di impiegati, doppiamente ostili, in quanto socialmente parassitari e in quanto quasi sempre venuti da fuori” e parla di “incomunicabilità tra i locali e gli impiegati pubblici, – foresti –, prima linea papabile di uno Stato sentito come avverso e nocivo…

L’Italia occupante

E più avanti: “Scuola e Comune sono i simboli stanziali di quello che, nell’immaginario reazionario del campione dei Massarioti, si configura poco meno che come un regime di occupazione”…

Già, l’Italia percepita come “un regime di occupazione”.

Il prof. Livio Vanzetto ritorna in libreria con “Rivolte di paese. Una nuova storia per i contadini del Veneto profondo” edito da Cierre , con un contributo di Amerigo Manesso.

Le rivolte nel Veneto centrale

Il libro è diviso in due parti. Nella prima si analizzano tre rivolte che si sono sviluppate nel Veneto centrale (ma come, non ci avevano sempre raccontano che i Veneti sono un popolo ossequioso,  abituati a dire “comandi sior paron” e che non si ribellano mai?).

A Cavasagra di Vedelago il 30 novembre 1907 quando i contadini inferociti assaltarono la villa di Antonio Frova dando fuoco alle barchesse;  a Badoere nel giugno del 1920 quando fu data alle fiamme la villa dei conti Marcello, proprietari di buona parte del paese e l’ultima a Sant’Ambrogio del Grion, comune di Trebaseleghe (provincia di Padova e diocesi di Treviso)  quando l’intera frazione si ribellò contro il trasferimento del cappellano don Giuseppe Dal Corso con ripetute manifestazioni arrivando a  portare via cinque “batoci” dalle campane: eravamo nella primavera del  1957.

Le proteste anti-unitarie minimizzate dagli storici

Nella seconda, dal titolo “Una nuova storia per i contadini del profondo Veneto”, l’autore dà una lettura sociologica contestando la storiografia dominante definita “storiografia delle minoranze nazionalizzate”, sottolineando come nel Veneto le proteste popolari siano state spesso “minimizzate dagli storici”  a partire dai moti di protesta rurale verificatisi subito dopo l’Unità d’Italia, come denuncia anche Emilio Franzina.

Viene analizzata quella che definisce una “strategia della sopravvivenza” così comune a tante realtà contadine, per non parlare di quelle forme di  campanilismo, così diffuse  nel nostro Veneto,  che portava, per esempio, gli abitanti di Paese, in perenne polemica con i loro confinanti di Istrana ad affermare che “tutto il mondo è paese … fora che Istrana”.

Ettore Beggiato

 

 

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