13 Agosto 2022
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Riportiamolo a Venezia! VenetiNet lancia una sottoscrizione per il busto del Doge

Riportiamolo a Venezia!

L’associazione VenetiNet ha lanciato una sottoscrizione – QUI il link al sito VenetiNet – per riportare a Venezia il bellissimo busto del Doge Giovanni II Corner, che sarà battuto all’asta il 24 giugno da Eurantico, a Viterbo.

Il busto del Doge visto di profilo, una fattura di altissimo pregio

L’appello di VenetiNet

Ecco il testo dell’appello di VenetiNet:

Aiutaci con una donazione!

IBAN:      IT 38 O 08590 60690 000900034393

BIC:         CCRTIT2TBCV

BANCA:  BANCA DEL VENETO CENTRALE

INTESTATARIO: Comitato per il recupero del busto del doge

Il busto è riapparso qualche tempo fa da una collezione privata – QUI il link alla notizia di Serenissima News – ed era considerato il monumento funebre del Doge Alvise Pisani, che ne ornava la tomba all’isola della Certosa, e scomparve duecent’anni fa durante le devastazioni napoleoniche.

L’esposto dell’Ufficio Dogale di Albert Gardin

Per questo motivo, considerando l’eventualità di una possibile sottrazione illegittima da Venezia, l’Ufficio Dogale di Albert Gardin, nella persona di Silvano Viero, aveva presentato un esposto, tendente a far accertare la natura e la provenienza del monumento, e chiedendo, in questo caso, che il busto fosse ritirato dalla vendita e restituito a Venezia per essere esposto al Museo Correr.

L’interrogazione del prof. Stefano Zecchi (PdV)

Il caso del busto dogale riapparso è stato oggetto di una interrogazione del professor Stefano Zecchi, consigliere comunale a Venezia per il Partito dei Veneti. “Il Comune di Venezia si attivi perché il settecentesco busto marmoreo del Doge Alvise Pisani sia restituito alla città” chiede il Partito dei Veneti, annunciando l’interrogazione al sindaco del professor Stefano Zecchi. Il quale notava la “contraddizione” tra lo sforzo organizzativo ed economico che fu messo in campo dalle istituzioni veneziane per riportare in città la statua di Napoleone abbattuta duecent’anni fa, e il disinteresse del Comune a restituire a Venezia un monumento che a Venezia appartiene.

Doge Giovanni II Corner, non Alvise Pisani

Gli studi sul busto dogale – condotti da un noto esperto veneziano, il prof. Dino Levorato – hanno successivamente portato a ritenere che il busto non sia del Doge Alvise Pisani, ma di un suo predecessore, il Doge Giovanni II Corner, il doge della vittoriosa guerra di Corfù contro i Turchi, nel 1716, per celebrare la quale Antonio Vivaldi compose la celeberrima Juditha Triumphans, per molti unico vero inno della Serenissima.

La Fortezza Vecchia di Corfù, perno della vittoriosa difesa contro i Turchi

 

Il busto, secondo il prof. Levorato, non sarebbe andato disperso con le spoliazioni napoleoniche: sarebbe stato probabilmente venduto, in anni successivi, dall’ultimo degli eredi della famiglia Corner di San Polo, che trovandosi in ristrettezze, vendette una parte degli arredi del palazzo della famiglia, che appena un secolo prima era una delle più ricche di Venezia.

Battuto all’asta, base 18.000 euro

Sempre secondo il professor Levorato, il busto del Doge Giovanni II Corner – di notevole pregio artistico – è attribuibile a uno scultore di scuola berniniana. Sarà battuto all’asta il 24 giugno, con un base d’asta di 18.000 euro e un prezzo stimato di aggiudicazione intorno ai 25.000 euro.

Una cifra tutto sommato abbordabile, che l’associazione Venetinet e il Comitato per il recupero del busto del Doge che l’associazione ha promosso – ne fa parte anche l’avvocato Renzo Fogliatacontano di raggiungere, e lanciano un appello ai Veneti: basta una donazione, anche piccola, al Comitato, per consentirgli di partecipare all’asta con ottime speranze di aggiudicarsi il monumento del Doge e di riportarlo a Venezia.

Altro che la statua di Napoleone!

In fondo, fanno notare gli amici di VenetiNet – una base d’asta di 18.000 euro è una cifra estremamente inferiore ai circa 400.000 € che furono spesi per portare a Venezia nel 2003 l’orrenda statua di Napoleone – di infimo valore artistico – custodita al Museo Correr in una teca a prova di proiettile . L’allora sindaco di Venezia, Paolo Costa, proclamò che si trattava “di un doveroso recupero di un pezzo di storia”.

Ben altro significato avrebbe il ritorno in Venezia del doge Giovanni II Corner, sotto il cui dogado la Serenissima ottenne l’ultima sua grande vittoria contro i Turchi, nelle acque di Corfù, riuscendo a fermare l’ultimo tentativo di espansione ottomana nell’Adriatico.

VenetiNet: questo sì è un doveroso recupero

E davvero non si comprende come le attuali autorità locali veneziane, possano considerare “doveroso recupero di un pezzo di storia” la costosissima statua di Napoleone, distruttore della Serenissima, e non considerare mille volte più doveroso recuperare il monumento del doge Corner, questo sì un pezzo della nostra storia meritevole di essere recuperato.

“Noi, come cittadini veneti – scrive Andrea Ciani di VenetiNet –  la pensiamo diversamente ed abbiamo promosso un comitato  per provare a riportare a casa quello che è davvero un pezzo della nostra storia !”

 

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