L’edizione 2025 del Premio Ambra Beggiato per la Cultura Veneta nel Mondo è stata vinta da una antologia bilingue – curata da Lorenzo Callegaro e Sandro Skansi – di fiabe popolari dalmate, scritte in lingua veneta e croata.
Lo annuncia un comunicato ufficiale dell’Associazione Veneti nel Mondo, organizzatrice con la famiglia Beggiato del Premio dedicato alla valorizzazione della storia, della lingua, dell’identità e delle tradizioni del popolo veneto in Veneto, in Italia e nelle comunità venete all’estero, e dei popoli che abitano i territori che appartennero alla Serenissima.
Callegaro e Skansi, Fiabe da primo premio
La commissione di valutazione delle 32 opere ammesse al concorso, formata da Ettore Beggiato, Alvise Fontanella, Ezio Toffano, Alberto Medda Costella e Aldo Rozzi Marin, ha attribuito il primo premio – 1.500 euro – all’opera DALMATINSKE NARODNE BAJKE / FIABE POPOŁARE DÀLMATE a cura di Lorenzo Callegaro e Sandro Skansi, una antologia di fiabe della tradizione dalmata che restituisce al pubblico veneto la scoperta di una radice culturale condivisa tra le due sponde dell’Adriatico.
Il volume raccoglie sedici fiabe raccolte e trascritte nel 1890 da Riccardo Forster, affiancate da una fiaba inedita, El łeon ałà e i bizi, dell’attore croato Veljko Barbieri.
Impianto bilingue croato e veneto
“L’opera – spiega il comunicato dell’Associazione Veneti nel Mondo – si distingue per il suo impianto bilingue in lingua croata e veneta, adottando la grafia ufficiale della Regione del Veneto e valorizzando una scelta editoriale innovativa nel panorama contemporaneo. Di particolare rilievo è l’uso della variante stocava dalmata, ricca di prestiti lessicali veneti, testimonianza di un dialogo culturale secolare.
Le carte da gioco tradizionali
Le illustrazioni, ispirate allo stile delle carte da gioco tradizionali tuttora diffuse in Dalmazia e in Veneto, rafforzano il ponte iconografico e simbolico tra i due territori. Nel contenuto narrativo emergono una sensibilità e un umorismo che il lettore veneto riconosce come familiari, rivelando una matrice culturale comune che supera i confini statuali contemporanei e affonda le proprie radici nel tempo della Serenissima.
Le due menzioni d’onore
La commissione – annuncia il comunicato – ha inoltre assegnato due menzioni d’onore.
Janaine Trombini dal Rio Grande do Sul
La prima menzione d’onore è attribuita a “Trilhando Memórias – Il Centenario di Linha Quarta Baixa” di Janaine Trombini, opera che ricostruisce oltre un secolo di storia della comunità di Linha Quarta Baixa – São Marcos, nel Rio Grande do Sul (Brasile), fondata da immigrati veneti e trentini.
Attraverso documenti d’archivio, testimonianze orali e materiali iconografici, il volume racconta il radicamento della cultura migrante veneto-italiana, ponendo al centro la Cappella di San Marco, luogo simbolico in cui fede, lavoro, educazione e solidarietà hanno forgiato l’identità comunitaria. La figura di San Marco Evangelista, patrono di Venezia, diventa emblema della continuità spirituale e culturale tra la terra d’origine e quella d’accoglienza.
La Grammatica altotrevigiana di Francesco Colomberotto
La seconda menzione d’onore è attribuita alla monografia “Grammatica altotrevigiana” del giovane Francesco Colomberotto, un’opera di descrizione linguistica dedicata alle parlate venete dell’area più settentrionale della Provincia di Treviso. Il testo offre una trattazione sistematica dell’altotrevigiano, distinguendosi per l’equilibrio tra precisione scientifica e chiarezza divulgativa.
La struttura, articolata in cinque sezioni e sedici capitoli, rende l’opera uno strumento prezioso non solo per studiosi, ma anche per insegnanti, studenti e appassionati della lingua veneta, riaffermando il principio delle pari opportunità linguistiche e l’urgenza di tutelare il patrimonio linguistico locale.
Raccontare il patrimonio culturale veneto
Anche in questa edizione il Premio ha confermato il proprio respiro internazionale, raccogliendo opere capaci di raccontare il patrimonio culturale veneto nelle sue molteplici espressioni: dalla ricerca storica alla riflessione linguistica, dalla memoria dell’emigrazione alla narrazione delle comunità venete nel mondo.

Il Premio è dedicato alla memoria di Ambra Beggiato (Padova, 1981–2019), appassionata di genealogia e cultura veneta, il cui spirito di ricerca e amore per le radici continua a vivere attraverso le opere premiate.
Beggiato: cultura è radice viva
Il Presidente Onorario dell’Associazione Veneti nel Mondo, Ettore Beggiato, sottolinea il significato più profondo dell’iniziativa: “Questo Premio non celebra soltanto opere letterarie, ma un’idea di cultura come radice viva. Ambra credeva nella forza della memoria, nella storia e nell’identità locale. Ogni lavoro premiato è una prova concreta che quella visione continua a vivere”.
Rozzi Marin: così valorizziamo la cultura veneta
Per il Presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo Aldo Rozzi Marin “Il Premio Ambra Beggiato rappresenta per noi un impegno per la valorizzazione della cultura veneta nel mondo. Le opere premiate dimostrano come la cultura veneta sia viva, dinamica e capace di parlare linguaggi diversi, dalla ricerca storica alla linguistica, dalla narrazione popolare alla memoria dell’emigrazione”.








