20 Aprile 2024
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Mostra del cinema, proibite le divise di San Marco ma contestare Woody Allen si può

Alla Mostra del Cinema, spazio della Regione Veneto all’Hotel Excelsior, è stato presentato oggi 5 settembre 2023 il film “Le Pasque veronesi” (QUI il servizio di Serenissima News), storia delle insorgenze antinapoleoniche a Verona e dintorni. Un pezzo di storia veneta gloriosa e semisconosciuta.

Scontro fra Schiavoni e rivoluzionari francesi in Via Mazzanti, a due passi da Piazza delle Erbe, nel pieno centro di Verona, poco prima dell’insurrezione generale della città e del contado (Pasque Veronesi). 17 aprile 1797. Tavola di Silvano Mezzatesta.

Il Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi, produttore del film diretto da Tommaso Giusto, fa le cose per bene. Al Lido giunge un drappello di figuranti in divisa storica dell’esercito della Serenissima, con tanto di fucili, naturalmente finti: non sono che pezzi di legno e infatti li chiamano “legnetti”.

Paletti e divieti ai figuranti

Ma c’è di mezzo la Digos, che mette paletti e divieti: vietato ai figuranti arrivare in divisa e in drappello, devono arrivare alla chetichella e indossare la divisa solo all’interno dell’hotel Excelsior. Vietato cantare inni a San Marco, vietato rendere gli onori militari con lo storico grido “San Marco”, vietato entrare negli spazi della Mostra del Cinema, vietato perfino farsi fotografare o rilasciare interviste negli spazi esterni.

“Divieti incredibili” denuncia Maurizio Ruggiero, segretario del Comitato per le celebrazioni delle Pasque Veronesi, al termine di una estenuante trattativa per ammorbidire regole la cui relazione con la sicurezza pubblica è davvero difficile da intravvedere.

Vietato gridare Viva San Marco

Nel 1797, un editto napoleonico vietava di gridare Viva San Marco, e chi fosse sorpreso a gridar Viva San Marco, pena di morte. Nel 2023, bontà sua, l’Italia non ci può condannare a morte, ma il divieto resta. Divieto di onorare San Marco, e persino di fare fotografie: alla Mostra del Cinema, vietato farsi fotografare! Ma è una barzelletta?

Buon Dio, vorremmo che chi fa il difficile mestiere di tutelare la sicurezza pubblica conoscesse un po’ meglio le tradizioni veneziane e il popolo stesso di Venezia, e comprendesse senza bisogno di tante spiegazioni che un drappello di figuranti in divisa storica veneziana, a Venezia, non spaventa nessuno. Vorremmo che sapesse che a Venezia gli inni a San Marco e gli onori alla bandiera del Leone non solo non spaventano nessuno, ma sono apprezzati da tutti. In Sudtirolo gli Schutzen sfilano con schioppi veri tra due ali di folla e nessuno si spaventa. A Venezia ci si preoccupa perfino degli schioppi finti, dei pezzi di legno…

Celare la presenza veneta

Ma non c’è solo questo. Il divieto di documentazione fotografica non ha certo a che fare con la sicurezza. Non ha certo a che fare con la sicurezza il divieto di gridare il motto Viva San Marco. Queste regole sembra siano ispirate dal desiderio di nascondere, di celare questa presenza veneta.

Se proprio si vuol proiettare un film sulla storia veneziana, almeno facciamolo senza clamore, magari di nascosto, senza figuranti in divisa, senza inni, senza bandiere di San Marco. Si venga alla chetichella, senza far rumore, vestiti normalmente. E possibilmente, fuori degli spazi della Mostra vera e propria.

Woody Allen si può

Eppure Maurizio Ruggiero, del Comitato Pasque Veronesi, aveva avvertito la Digos per tempo. Aveva dato perfino i nomi dei figuranti, le auto e i battelli che sarebbero stati usati, l’ora d’arrivo, il percorso, tutto. Non crediamo che le ragazze dei centri sociali che, a seno nudo, hanno potuto contestare Woody Allen alla Mostra, abbiano seguito tutte queste formalità burocratiche. Ma già, loro avevano tette vere e non moschetti finti, e soprattutto non gridavano Viva San Marco

 

 

 

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