6 Ottobre 2022
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Giovanni da Udine, prima grande mostra: la via furlana al Rinascimento

Zuan de Udene Furlano. Così si firma uno dei grandi protagonisti del Rinascimento, Giovanni da Udine, amico e collaboratore stimatissimo di Raffaello e Michelangelo, pittore, architetto e decoratore: insieme a Raffaello, dopo la scoperta della Domus Aurea, fu l’inventore dello stile  di decorazione detto “a grottesca“, ispirato alla moda dei tempi di Nerone, e rilanciato in tutta Europa dal Rinascimento italiano.

Giovanni da Udine, un ritratto

Giovanni da Udine, che di cognome faceva Martini e fu detto anche Giovanni Ricamatore proprio per i “ricami” in stile grottesca che sapeva inventare, tra stucchi bianchi, festoni e fantasie animali e vegetali, nacque nel capoluogo della Patria del Friuli nel 1478. E per la prima volta, la sua città natale gli dedica una grande mostra, al Castello di Udine, che sarà inaugurata il 12 dicembre 2020 e chiuderà il 14 marzo 2021: Zvan da Vdene Furlano. Giovanni da Udine tra Raffaello e Michelangelo (1487-1561).

Giovanni da Udine, affreschi alla Farnesina

Giovanni da Udine, approdato presto nella capitale della Serenissima ai primi del Cinquecento, è poi a Roma dove affresca, insieme a Raffaello, gli affreschi delle Logge vaticane, Villa Madama, la Farnesina, e poi ancora a Firenze con Michelangelo dove decora la Sacrestia Nuova, pantheon dei Medici.

Zuan de Udene nel Pantheon accanto a Raffaello

Rientrato in patria nel 1547, a quasi 70 anni, Giovanni da Udine viene chiamato a Venezia a realizzare le meravigliose decorazioni a grottesca di palazzo Grimani di Santa Maria Formosa, gli innovativi stucchi-affreschi al Castello di Spilimbergo e l’imponente scalinata d’onore al Castello di Udine. Morirà nel 1560, a Roma, mentre lavora ancora alle Logge Vaticane. Ed è stato sepolto nel Pantheon accanto a Raffaello, almeno secondo qando scrive il Vasari.

La grande mostra di Udine, curata da Liliana Cargnelutti e Caterina Furlan e promossa dal Comune di Udine, raduna documenti, stampe, disegni provenienti dai maggiori musei italiani ed europei oltre che da collezioni americane, ricorrendo anche a riproduzioni degli ambienti, data l’impossibilità di trasportare a Udine gli affreschi realizzati altrove.

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