21 Gennaio 2022
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“Fucilazioni di guerra” a cura di Massimiliano Magli

“Testimonianze ed episodi di giustizia militare dal fronte italo-austriaco 1915-19182 si legge nel sottotitolo e nell’ultima di copertina:

“Il Generale Graziani, di passaggio per Noventa di Padova il 3 novembre 1917 alle 16.30 circa, vede sfilare una colonna di artiglieri da montagna. Un soldato, certo Ruffini di Castelfidardo, lo saluta tenendo la pipa in bocca. Il generale lo redarguisce e riscaldandosi inveisce e lo bastona.

Il soldato non si muove. Molte donne e parecchi borghesi sono presenti. Un borghese interviene e osserva al generale che quello non è il modo di trattare i nostri soldati. Il generale, infuriato, risponde: “Dei soldati io faccio quello che mi piace” e lo fa fucilare immediatamente tra le urla delle povere donne inorridite”

La fucilazione arma per incutere il terrore nelle truppe.

Quanti soldati morirono fucilati nella prima guerra mondiale? Non si sa; c’era la fucilazione al petto e alla schiena: per la prima, non occorreva poi molto, bastava anche prendere delle mutande in una casa abbandonata, come è successo a Nervesa della battaglia (Tv); la seconda era prevista per i reati che denotavano l’estrema ignominia.

Stampato nel 2007 da Nordpress edizioni, conta 176 pagine.

Ettore Beggiato

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