21 Gennaio 2022
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Biblioteca Marciana, i libri rifiutati: lo strano caso di un libro “indipendentista”

Questa è la strana storia di un libro donato alla Biblioteca Marciana di Venezia, e da questa rifiutato. Il caso di un libro “indipendentista” rifiutato. Rifiutato e trattenuto: non rispedito al donatore per “ragioni di bilancio”.

La Biblioteca Marciana è nel nostro cuore di veneziani e di veneti. Non solo perché è una delle Istituzioni nate sotto la Serenissima e sopravvissute fino ai giorni nostri, come l’Accademia di Belle Arti e il Magistrato alle Acque (quest’ultimo fino alla sua criminale soppressione da parte del governo Renzi).

La Biblioteca Marciana, banca della memoria veneta

Non solo perché opera nelle sale monumentali della Libreria Marciana, e nella Zecca, dove la Serenissima batteva le sue monete e si conservavano i forzieri – alcuni ancora visibili in Marciana – con il Tesoro della Veneta Repubblica. Ma anche perché è una banca della memoria veneta, conserva milioni di volumi e decine di migliaia di libri miniati, manoscritti, incunaboli, cinquecentine, che documentano il ruolo dominante della Serenissima nell’invenzione del libro moderno, nella relativa libertà assicurata a editori e stampatori.

La Biblioteca Marciana è l’Istituzione che conserva la memoria di quanto si stampa a Venezia, e di quanto si stampa “su” Venezia, sulla sua storia, sulla storia dello Stato Veneto, e inevitabilmente di quanto si stampa sul dibattito politico e sociale che intorno e sullo Stato Veneto si è sviluppato, in tempi recenti e meno recenti.

Il quadrilatero Basilica, Ducale, Zecca e Marciana

Non è un caso, crediamo, che la Serenissima abbia posto la Libreria Marciana proprio in faccia al palazzo Ducale, a completare una sorta di quadrilatero fondamentale – la Basilica, il Palazzo Ducale, la Zecca, la Libreria Marciana – in cui la Religione, la Politica, la forza economica e culturale sono i dichiarati pilastri della Repubblica.

Beggiato e il deposito del libro “Padania separatista”

Ebbene, qualche mese fa Ettore Beggiato, primo tra i co-autori del libro “Padania separatista. In lotta contro Roma“, edito dall’Associazione culturale Gilberto Oneto, si reca in Marciana per depositare una copia del libro. La legge, in realtà, obbliga autori ed editori a depositare in Marciana una copia soltanto di quanto si stampa in provincia di Venezia.

Padania separatista. In lotta contro Roma. Copertina del volume di studi edito dall’Associazione Gilberto Oneto

Ma è prassi che i volumi che riguardano la storia della Serenissima o il dibattito politico e culturale che a quella esperienza storica si ispira, in modo diretto o indiretto, anche se stampati in altre province o Regioni, trovino nella Biblioteca Nazionale veneziana la loro sede naturale e unitaria di conservazione.

Solo Bizantinistica e Patristica?

La risposta della Biblioteca Marciana è sorprendente. “Si ringrazia per la proposta di donazione del libro “PADANIA SEPARATISTA” ma, a causa di gravi problemi di spazio nei depositi, siamo costretti ad accettare solo quei libri che siano coerenti con la
politica delle acquisizioni della Biblioteca, orientata verso gli studi delle discipline umanistiche classiche, la Bizantinistica, la Patristica”. Inoltre, “per ragioni di bilancio, non sarà possibile rispedire al mittente il materiale scartato“.

Quali “ragioni di bilancio” possano impedire alla Marciana di spedire un piego di libri, anche a carico del destinatario se fosse necessario, non è tanto facile da capire. Ma è ancora meno facile capire perché il libro “Padania separatista” non possa essere conservato in Marciana.

Non è un libro di propaganda ma di storia

Non si tratta certamente di un libro di propaganda separatista, e men che meno di un libro di propaganda “padana” o leghista, ma di un libro di storia, che raccoglie una serie di saggi che documentano la lotta indipendentista nelle varie Regioni del Nord, tra cui ovviamente il Veneto, dai primissimi anni del secolo XIX in poi.

Il saggio di Ettore Beggiato, contenuto nel volume “Padania separatista”, reca questo titolo: “La questione veneta e il referendum sull’autonomia“. Un saggio storico e politico, che riguarda la storia e la società recente di Venezia e del Veneto, dal tramonto della Veneta Repubblica ai giorni nostri.

Le “norme di acquisizione” della Marciana

Le “Norme di acquisizione” dei nuovi libri al patrimonio librario della Marciana recitano: “Si acquistano, quindi, oltre a testi di filologia, codicologia, bizantinistica,  biblioteconomia, letteratura, storia di Venezia, etc. anche opere che documentino il dibattito culturale, politico e sociale in corso…”

Se queste sono le norme – e non si può negare che il volume rifiutato tratti di storia di Venezia e tratti del “dibattito culturale, politico e sociale in corso” che riguarda molto da vicino la Serenissima e la sua eredità ideale – non è facile comprendere perché il libro di Beggiato sia stato scartato, e non lo siano invece altri libri di autori contemporanei, famosi e meno noti, che trattano gli stessi temi, ma da un punto di vista più “italiano”.

La “conventio ad escludendum”

La conservazione di una pubblicazione nel patrimonio librario della Marciana non è una medaglia da appuntare al petto di un autore o di un editore, ma è il diritto di vedere anche quel lavoro, anche quel punto di vista, rappresentato e tramandato alle generazioni future. Non possiamo accettare che dalla trasmissione del sapere vengano escluse opere che trattano di Venezia e del Veneto secondo la visione degli indipendentisti veneti.

La “conventio ad escludendum” ai danni della storia, della lingua, della identità veneta ha già operato sin troppo, nell’Italia. Ed è abbastanza insopportabile dover sospettare che operi perfino nella Biblioteca Marciana, la Biblioteca di San Marco.

 

 

 

 

 

 

 

 

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