3 Marzo 2024
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Achille Tian 100 anni dopo: opere in lingua veneta censurate perché contro la Grande Guerra

Nel centenario della sua morte, è giusto ricordare un nostro illustre concittadino padovano: Achille Tian (Padova 17/05/1857 – Padova 26/12/1923) (leggi “Tiàn”). Uomo poliedrico, è stato un valido medico e divulgatore in campo sanitario, anche con alcuni testi umoristici, sia in italiano che in dialetto padovano.

Achille Tian nel 1914 (da “Una tarma in sofita”)

Tian, scrittore in lingua veneta e in pavàn

Difatti è soprattutto come scrittore che va ricordato. Va annoverato tra gli umoristi, dove si distinse per lo stile elegante e garbato, sia in lingua italiana, sia in lingua veneta e in quest’ultima sia in dialetto padovano, sia nell’antico dialetto pavàn, ancora popolarissimo ai suoi tempi, che lui contribuì validamente a rilanciare.

Studioso del Ruzante

Tra l’altro, fu un valido “ruzantologo” cioè uno studioso di Angelo Beolco detto “el Ruzante” (Pernùmia tra il 1494 e il 1496 – Padova 17/03/1542), e in questo fu allievo di uno dei più grandi studiosi del Ruzante, l’amico Prof. Emilio Lovarini (Vicenza 07/03/1866 – Lovadina, frazione del comune di Spresiano 31/01/1955); purtroppo ai loro tempi il soprannome di Angelo Beolco si scriveva ancora nella forma sbagliata “Ruzzante” con due “z” ed entrambi, come tutti allora, usarono questa forma ormai non più accettata.

Statua di Angelo Beolco detto el Ruzante in Padova (foto di DracoRoboter di Wikipedia Italia, licenza CC)

Il teatro in lingua veneta

Nondimeno il nostro amico Achille va annoverato anche tra i più brillanti autori del teatro in lingua veneta, dove scrisse in dialetto veneziano; forse la famiglia era originaria di Venezia dove viveva un suo cugino più anziano, Carlo, che fece da padre per Achille e i suoi fratelli e sorelle quando, da bambini, rimasero orfani di padre, come risulta da uno scritto di
Achille in occasione delle nozze di una delle sue sorelle.

Il nostro amico Achille Tian si distinse sia per le opere drammatiche (“El pontapetto” “Una tarma in sofita” “El profumo” “Lunzi dai oci lunzi dal cor” e il monologo triste “La coa“), sia per le commedie brillanti (“La coa de la gata” “El late dela Nena” “El libreto dela Posta” “Un colpeto sbuso” e il monologo “In çerca d’un mestier“).

Lunzi dai oci lunzi dal cor

Una commedia però la volle scrivere in pavàn e in padovano contemporaneo; difatti l’atto unico “Lunzi dai oci lunzi dal cor” (1912) vede tre personaggi più sempliciotti parlare l’antico pavàn (il padovano prima che ci fosse una sovrapposizione di veneziano) e uno, più scaltro e “evoluto” parlare nel “padovàn” dei giorni nostri.

La critica alla Prima Guerra Mondiale

In questa commedia critica la Guerra italo-turca del 1911-12, o Guerra di Libia, che pure all’inizio lo aveva entusiasmato, quando ancora non ne aveva compreso tutta la portata tragica. Questo gli venne “perdonato” dal regime fascista (lo stesso Benito Mussolini fu arrestato a Forlì nel 1911 per aver protestato contro la Guerra di Libia), ma evidentemente non gli perdonò mai l’aver criticato la Prima Guerra Mondiale (la c. d. “vittoria mutilata” e la c. d. “quarta guerra di indipendenza” erano dei pilastri della propaganda fascista); il nostro amico Achille Tian nel monologo “La coa” (1919) descrive la miseria in cui la guerra aveva ridotto la nostra città, Padova.

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Colomba bianca, la commedia fatta sparire

Inoltre non deve essere una coincidenza che una delle sue due commedie che risultano introvabili sia proprio “Colomba bianca” (1914), commedia in tre atti sicuramente pubblicata a Padova (probabilmente dallo Stab. Tip. L. Crescini e C.), che evidentemente allude alla colomba della pace: l’avranno fatta sparire! L’altra opera introvabile è “El Salvator” (1923), dramma in quattro atti sicuramente terminato, ma non sappiamo se mai pubblicato. Qui a Padova nessuna biblioteca dispone di nessuna delle due.

Non ne sanno niente neanche alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze né alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, neanche alla Biblioteca Teatrale SIAE di Roma o al Museo Teatrale SIAE del Burcardo di Roma. L’unica speranza sarebbe la collezione privata di qualche appassionato di teatro; se ne conoscete qualcuno, Vi prego di far girare la richiesta….

Lo scherzo musicale in lingua veneta

Il nostro amico Achille è l’autore anche di uno scherzo musicale in lingua veneta dicui scrisse anche lo spartito musicale, pubblicato col titolo “L’arivo dei Sorani a la Strazion de Pava” (in realtà, sia i versi del testo che lo spartito musicale recano il titolo “Rivando i
Sorani a la Strazion de Pava”).

In un paio di opere umoristiche usò anche lo pseudonimo “Anzolo Mussacòa” e lo pseudonimo “Archile Antian” : in lingua veneta, specialmente in provincia di Vicenza, “antiàn” significa “tegame”.

Tutto in beneficenza

Uomo generoso, Achille destinò sempre tutti i proventi di tutte le sue opere in beneficenza a vari istituti ed enti benefici: per l’Infanzia Abbandonata, per i Disoccupati, per il Comitato di Soccorso per gli Ammalati di Tubercolosi Poveri, per i Profughi di guerra del Belgio, per l’Istituto delle Cieche, per la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Limena, per gli Orfani di Guerra, per la Croce Verde.

Ritratto dall’amico Umberto Boccioni

Umberto Boccioni, Ritratto di Achille Tian, 1907

Nel 1907 era stato ritratto nella sua casa di Padova ai nn. 2-4 di via del Santo (nata nel 1900 unificando la vecchia via del Santo con il Selciato Sant’Antonio), dall’amico Umberto Boccioni (Reggio Calabria 19/10/1882 – La Sorte, frazione del comune di Verona 17/08/1916; pittore e scultore, uno dei fondatori del Futurismo), curato da Achille Tian che lo ospitò proprio in quella casa, dove lo guarì dalla broncopolmonite contratta in Russia; il ritratto ora è nella Galleria d’Arte Moderna Achille Forti di Verona, a Palazzo della Ragione.

Villa Tian a Roncaglia

Era sua anche la villa, oggi Tian-Corazza, in via Piave nn. 2, 2a, 2b a Roncaglia, frazione del comune di Ponte San Nicolò, in provincia di Padova; la villa ospitò poi il Sacchettificio Corazza. Chi volesse leggere le sue otto commedie superstiti e i due monologhi che ci ha lasciato, può consultare il sito della Biblioteca Civica “Federico Talami” di Abano Terme digitando in Internet: sac4.halleysac.it collezione di teatro veneto (CLICCA QUI per vedere il sito) dove tutti i pdf delle opere di tutti gli autori e il pdf dei loro dati anagrafici e delle loro note biografiche sono liberamente e gratuitamente scaricabili.

Nel Cimitero Maggiore di Padova

Chi volesse salutare il nostro amico Achille Tian rendendo omaggio alla sua memoria, lo troverà al Cimitero Maggiore di Padova: è sepolto nell’ossario della famiglia Volpi, suoi parenti, nel settore Edicole di Ponente, scendendo le scale che conducono sottoterra, si procede fino all’edicola VI, dove, nel blocco Nicchioni 49, nicchione di sinistra, in alto, i posti II e III riuniti costituiscono l’Ossario Famiglia Volpi; lui si trova nel posto III, quello di destra (Il suo caro amico Prof. Emilio Lovarini è sepolto nel cimitero di Lovadina, frazione di Spresiano, in provincia di Treviso; è in una tomba “a muro” sul lato nord-ovest, la tomba della sua famiglia.).

Giulio Bertaggia

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