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7 gennaio 1414, eletto doge Tommaso Mocenigo: il testamento è spettacolare

7 gennaio 1414

Tommaso Mocenigo viene eletto doge, il sessantaquattresimo.

Nato a Venezia nel 1343, chiamato “Tommasone”, muore il 4 aprile 1423 e viene sepolto a San Zanipolo; gli succede Francesco Foscari che era stato  lungamente contrastato dal Mocenigo stesso.

Il suo testamento  è un documento di straordinaria importanza che fotografa la realtà economica, politica, sociale e culturale dell’epoca; viene dettato  il 10 marzo 1423:

“Signori, per la infermità nella quale io mi trovo, mi conosco essere prossimo al fine del corso della mia vita, onde havendo io obbligo grande a questa mia patria la quale non solo mi ha nutrito et allevato, ma ancora mi ha concesso tante preminenza e tanti honori quanti si può conferire ad un suo cittadino, et ancor che sia stato sempre dedicato alla patria con la vita, e con quella poca facoltà mia che la fortuna mi ha dato, non per questo io conosco aver scancellato una piccola parte del tanto bene che io ho ricevuto et essendo ridotto a termine che più non posso per la patria mia, per mia soddisfazione ho voluto ridur qui tutti voi per raccomandarvi questa cristiana città e persuadervi ad amar i prossimi ed a far giustizia et pigliar la pase et quella conservare come io ho sforzato di fare.

La potenza di Venezia: 10 milioni di ducati all’anno

Nel tempo mio, s’è diffalcato quattro milioni de imprestiti et se ne manca altri sei milioni, il quale debito è stato lievato per la guerra di Padova, Vicenza, Verona; havemo pagato ogni sei mesi doi paghe d’imprestiti et pagato tutti li miei officiali et rezimenti.

Questa nostra città al presente manda fuori per negozii in diverse parti del mondo dieci milioni di ducati ogni anno con navi e galee e l’utile non è meno di due milioni de ducati all’anno.

La flotta militare e commerciale di Venezia

In questa città trovasi tremila navi d’anfore cento sino doicento et ha marinari diecisette mila; trovasi trecento navilii che hanno marinari otto mila.

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Ogni anno naviga tra sottili e grosse quarantacinque galere che fanno undici mila marinari, marangoni da nave tre mila, calafati tre mile. Trovasi tessari da panni di seta tre mile, da fustagni sedici mile; le case sono state stimate sette milioni e cinquantamila ducati. I fitti sono di ducati cinquecento mile.

Trovasi mile gentiluomini che hanno la rendita da ducati sessantamila in sin quatro mile. Se seguirete in questo metodo, moltiplicherete de ben in meglio, e sarete padroni dell’oro e della cristianità, ognuno vi temerà. Ma guardatevi come dal fuoco de pigliar quel d’altri e di far guerra ingiusta, perché Iddio non può sopportar nelli principi questi errori.

Pronte cento galere, la più grande armata navale

A ognuno è noto che la guerra del Turco vi ha fatto valorosi et esperti per mare, havete sei capitani da guerra da guerreggiar ogni grande armata, per ciascuno di loro  avete patroni  da nave, balestrieri, patroni, comiti, compagni, et galeoti da poter armare cento galere e quest’anni vi avete in modo dimostrato che il mondo vi ha giudicato principali di Cristianità.

Havete molti huomini esperimentati nelle ambasserie e nel governo delle città che sono oratori perfetti. Haveti molti dottori in diverse scienze e specialmente molti legisti per la qual cosa molti forestieri vengono per giudizi nelle sue differenze e si rimettono a vostri giudizii.

La zecca batte un milion di ducati d’oro all’anno

La zecca vostra batte ogni anno un milion di ducati d’oro et doicento mila d’argento, tra grosseti e mezzanini et de soldoni batte ducati ottocento mile all’anno. In Soria va de grossetti ducati cinquantamile et in Terraferma tra mezzani et soldoni va ogni anno ducati cento mila e nelli altri luoghi: il resto rimane nella terra.

Voi sapete che i Fiorentini danno ogni anno panni sedicimila li quali consumiamo nella Barberia, nell’Egitto, nella Soria, in Cipro, in Rodi, nella Romania, in Candia , nella Morea et nell’Istria et ogni mese fiorentini conducono settanta mile ducati in tutte sorte mercantie in questa città  che sono all’anno ducati ottocentoquaranta mile e più, e cavano lane francese, catalanese, cremise, stame, sede, ori, argenti filadi e gioie con gran beneficio di questa città.

Vi raccomando, non eleggete Francesco Foscari

Però sapiate governar un tal stato et abiate cura d’avisarlo et avvertire che per negligenza mai diminuisca. Molto dovete avvertire a quello che succederà in logo mio per quello la Repubblica può ricever molto bene et molto male.Molti di voi sono inclinati a messer Marino Caravello il quale è uomo degno e merita quello grado per le degne sue qualità. M. Francesco Bembo è uomo da bene et simile M. Giacomo Trevisan; M. Antonio Contarini, M. Faustin Michiel, m. Alban Badoer, tutti questi son savi e meritano.

Molti sono inclinati a m. Francesco Foscari et non lo conoscono per orgoglioso e bugiardo, non ha fondamento nelle cose sue, ha l’intelletto esatto, (esaltato?) abbrazia molto e poco stringe.

S’egli sarà doge viverete sempre in guerra

S’egli sarà doge viverete sempre in guerra, chi possederà dieci mila ducati non sarà padrone di mille, chi possederà due case non sarà padrone d’una, spenderete l’oro e l’argento, la riputazione e l’honore, dove siete cavi (capi) sarete vassalli delle fanterie e degli uomini d’armi e dei capitani. Io non mi ho potuto contenere di non manifestare questo mio avviso, Iddio vi lasci eleggere il meglio e vi regga e conservi in pace.”

Tratto da S. Romanin “Storia documentata di Venezia” tomo IV pagina 70 – Ve 1973, riproposto in E. Beggiato  “1439:galeas per montes” pag. 95

 

Il ritratto di Tommaso Mocenigo, di anonimo pittore veneto, è tratto da wikipedia.

 

 

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