13 Gennaio 2026
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1797, quando i “liberatori” francesi rapinarono alla nostra gente perfino le fibbie d’argento delle scarpe!

Eno Bellis (Oderzo 1905-1986) è un autorevole storico, archeologo e scrittore opitergino al quale è stato anche intitolato il Museo civico archeologico di Oderzo; sentite cosa scrive negli “Annali opitergini” editi dal Comune di Oderzo nel 1988 a pagina 334:

Le fibbie d’argento

Si pensi che, esausta ormai ogni fonte, il 18 ottobre la Cassa del Governo Centrale del Trevigiano, Coneglianese e Cenedese stremata per le continue somministrazioni di ogni genere alle truppe francesi, chiedeva con un proclama apposito, a tutti i cittadini, le fibbie d’argento delle loro scarpe !!!
Si ordinava così, tra l’altro (Decreto del 29 Fiorile cioè 18 maggio 1797) il sequestro di tutta l’argenteria delle Chiese (quanti tesori d’arte così distrutti) e dei beni del Governo Veneto, degli Inglesi, Portoghesi, Russi, degli emigrati francesi e dei Nobili Veneti assenti dalla terraferma …

Sono ladri!

E più avanti nelle note a pagina 339 :
Il popolo toccato negli averi, nelle cose care, e che assiste alla spogliazione sistematica degli oggetti d’arte, dei metalli che adornano le sue chiese, conclude con la sua logica semplice e infallibile, che i liberatori sono venditori di ciance e che una sola cosa è vera: gli stranieri sono ladri! E matto chi crede che essi possano venire a casa nostra per i nostri begli occhi! Il popolo di S. Pietro di Barbozza volle ricordare con una iscrizione, seguendo l’uso della nostra gente di satireggiare un po’ su tutto, la tremenda carestia portata dalle requisizioni”
E’ incredibile come una simile masnada di rapinatori e tagliagole continui ad essere omaggiata da tanti, troppi veneti …
Ho pensato bene di riportare questa testimonianza nel mio volume “1797:la Serenissima e l’occupazione napoleonica” a pag. 93.
Ettore Beggiato
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