4 Marzo 2024
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Via le onorificenze a Tito, vergogna italiana: il Veneto approva la legge Villanova

Revocare a Josip Broz, il Maresciallo Tito, il titolo di “Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana”. La più alta onorificenza italiana, concessa al dittatore jugoslavo che porta la responsabilità dei massacri degli italiani d’Istria e Dalmazia e dell’esodo forzato di gran parte della popolazione italiana d’Istria e Dalmazia.

Josip Broz Tito. Il monumento al maresciallo Tito nel parco di Pola, in Croazia, a lui dedicato (foto di SIG SG 510, licenza CC)

Lo chiede un progetto di legge statale approvato oggi, 7 febbraio 2023, dal Consiglio Regionale del Veneto. Il progetto di legge statale è stato presentato da Alberto Villanova, capogruppo della Lega – Liga Veneta. Il disegno di legge statale, una volta approvato dalla Regione, va in Parlamento.

Villanova: l’onorificenza a Tito, vergogna italiana

«Ora speriamo che il Parlamento faccia la sua parte – dichiara Alberto Villanova -. Aver dato a Tito, massacratore di italiani e di italianità, la massima onorificenza della Repubblica italiana, è una vergogna nazionale che offende le sue vittime».

Giornata del ricordo, noi Veneti non scordiamo

«Ottant’anni fa iniziava, lungo il confine italiano orientale, lo sterminio di 7.000 italiani e la fuga di almeno 350.000 esuli istriano giuliano dalmati verso l’Italia – ricorda Villanova -. Nelle terre, un tempo appartenute alla gloriosa Serenissima, un criminale senza pietà si macchiava di uno sterminio ignobile».

Alberto Villanova, capogruppo Lega – Liga Veneta nel Consiglio Regionale del Veneto

«Per questo – continua Alberto Vilanova – a pochi giorni dalla Giornata del Ricordo, che si celebra il 10 Febbraio, sono grato al Consiglio Regionale del Veneto che oggi ha approvato il mio progetto di legge statale per revocare al primo colpevole di questo genocidio, ovvero Tito, la massima onorificenza della Repubblica Italiana, quella di Cavaliere di Gran Croce, che gli fu assegnata dal presidente Saragat nel 1969”.

Josip Broz Tito

La tragedia in Venezia Giulia, Istria e Dalmazia

«La tragedia in Venezia Giulia, Istria e Dalmazia – annota il capogruppo della Liga Veneta – corre lungo un filo chiamato oblio sia quando, durante il periodo di guerra, i titini sparavano alle spalle degli italiani, facendoli finire dentro le foibe, sia dopo il termine della guerra, quando, nel totale silenzio, tutti tacquero sulle responsabilità di questi genocidi. E fino al 2004, quando l’Italia, finalmente, istituì il Giorno del Ricordo per onorare le vittime di quella ignobile pulizia etnica».

Foiba in Istria, il recupero di una salma nel 1943

Tito, responsabile del massacro

«In tutti questi anni di silenzio – continua Alberto Villanova – nessuno ha mai pensato di revocare una delle più grandi vergogne della storia del nostro Paese, ovvero quella dell’attribuzione delle onorificenze a Josip Tito, responsabile principale di questo massacro. Ci sono macchie, nella storia, che non possono e non devono essere cancellate. Ma ci sono anche scelte orribili alle quali si può e si deve porre rimedio: Tito era un assassino sanguinario e il nostro Paese non può glorificare chi ha massacrato nostri connazionali innocenti. Per questo il mio progetto di Legge statale sia di monito a non intitolare mai più nessun luogo pubblico a criminali della storia».

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Strade che onorano Tito, altra vergogna italiana

ll riferimento di Villanova all’intitolazione di luoghi pubblici a criminali della storia è importante: oltre all’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce, sarebbe infatti opportuno che finalmente si togliesse al maresciallo Tito l’intitolazione di strade.

Parma, la via dedicata al Maresciallo Tito (foto da Il Giornale, che ringraziamo)

Sono parecchie, in Emilia Romagna, le strade intitolate al dittatore comunista jugoslavo. Una Via Maresciallo Tito c’è nel comune di Quattro Castella, provincia di Reggio Emilia. E vie intitolate a Josip Broz “Tito” o semplicemente a Tito ce ne sono a Parma, Reggio Emilia, e in vari comuni emiliani. Regioni “rosse” che negli anni terribili dell’esodo degli italiani dall’Istria e dalla Dalmazia accolsero al grido di “Via i fascisti” i treni degli esuli. E che ancora oggi, evidentemente, non ne provano vergogna.

Ma strade intitolate a Tito ce ne sono un po’ dovunque, anche in Lombardia e nel Meridione. In Slovenia, già una decina di anni fa, la Corte Costituzionale vietò al Consiglio comunale di Lubiana di intitolare strade al maresciallo Tito. Pare incredibile, ma in Italia è permesso…

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