30 Novembre 2022
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San Napoleone sul Duomo di Milano: come la Chiesa oscurò la Festa dell’Assunta per celebrare il nuovo dio

Tra i grandi Santi della Chiesa innalzati sulla magnifica processione di guglie del Duomo di Milano, c’è anche San Napoleone. E’ proprio lui, basta guardare la statua in cima alla guglia: il classico gesto cesareo, imperiale.

La statua gemella a Venezia

Sembra una statua gemella di quella che Napoleone si fece erigere a Venezia, in Piazzetta San Marco, e che dopo essere stata abbattuta dai veneziani rispuntò qualche anno fa a un’asta americana e – vergogna! – fu acquistata a caro prezzo dal Comune di Venezia, unico esempio di città che paga per riavere la statua del proprio saccheggiatore: potete vederla al Museo Correr, riparata dietro un vetro antiproiettile che la protegge dallo sdegno dei veneziani di oggi.

Napoleone, l’Anticristo fatto Santo

Napoleone, un Santo della Chiesa? Proprio lui, l’Anticristo che abbatté chiese e devastò conventi, abolì ordini religiosi, arrestò e deportò il Papa? La storia di San Napoleone è bellissima ed esemplare: la Chiesa, che è organizzazione umana anch’essa, accetta talvolta delle mostruosità pur di sopravvivere. Dovete sapere che Napoleone Bonaparte nacque il 15 di agosto, festività dell’Assunta, celebrazione di uno dei dogmi fondamentali della Chiesa.

Dopo la vittoria di Austerlitz, il ministro per il culto del regime napoleonico stabilì – con decreto del febbraio 1806 – che in omaggio a Napoleone Bonaparte, il 15 agosto si sarebbe festeggiato “San Napoleone” in tutto l’Impero.

La festività di San Napoleone

C’era solo un piccolo problema: tra i Santi della Chiesa non figurava nessun San Napoleone. Ma vi pare che una simile bazzecola potesse ostacolare il grand’uomo, proprio nel periodo in cui l’Impero stava trattando col Papa di Roma le condizioni del primo Concordato della storia, e discutendo perfino, passo per passo, sul nuovo “Catechismo imperiale”?

Infatti il cardinale Caprara, legato pontificio per la trattativa del Concordato, impiegò pochi giorni a ratificare entusiasticamente la festività di San Napoleone, che il Papa non poté ricusare nonostante le vibrate proteste di cardinali e sacerdoti in tutta Europa.

I giacobini alla caccia del Santo

Per regolarizzare la festa di San Napoleone, però, si doveva trovare un Santo con quel nome. E prontamente, i giacobini che erano (e purtroppo sono) numerosi anche dentro la Chiesa, scovarono un santo praticamente sconosciuto, un martire del primo secolo, che si chiamava Neapolis cioè “città nuova”, un nome che veniva allora scelto spesso dai pagani che si convertivano al Cristianesimo.

Nulla a che fare con Napoleone, ma era abbastanza. I filologi pontifici assicurarono che Neapolis era il nome medievale che corrispondeva a Napoleone, il Papa benedisse il Napoleone ripescato e lo innalzò agli onori degli altari.  Era il 1806: tre anni dopo, per tutto ringraziamento, Napoleone fece arrestare il Papa

15 agosto, compleanno di Napoleone

Fiorì così, in tutta Europa, il culto del Santo inesistente e dell’Imperatore esistente. La festa – vedi caso – si celebrava il 15 agosto, compleanno di Napoleone e da allora anche il suo onomastico. Nel Duomo di Milano, dove Napoleone s’incoronò imperatore, non solo una delle guglie, ma anche una statua sulla facciata – lato Palazzo Reale – celebra San Napoleone.

E i vescovi che, nelle terre della devastata Serenissima, non celebravano con sufficiente enfasi San Napoleone,  venivano richiamati all’ordine e minacciati. La festa dell’Assunzione di Maria, una delle feste principali del calendario liturgico e tra le più amate dai fedeli, fu oscurata per un decennio dalla festa del nuovo “dio”.

Il culto breve di San Napoleone, il nuovo dio

Dopo il crollo di Napoleone, naturalmente, il culto di San Napoleone fu presto dimenticato. Ma restano gli altari in varie chiese,  restano i sacri dipinti con l’imperatore assunto in cielo coronato d’alloro, resta quella guglia della vergogna in cima al Duomo di Milano, a ricordarci che la devastazione napoleonica si spinse fin dentro le nostre anime.

E a ricordarci che l’uomo moderno, e soprattutto i giacobini, i devoti della Dea Ragione o della Dea Scienza, non è diverso dagli uomini che consideravano Dei i Faraoni o gli imperatori di Roma. L’abbiamo fatto anche noi, appena un paio di secoli fa. E temo, ove se ne dessero le condizioni, saremmo pronti a rifarlo ancor oggi…

 

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