23 Settembre 2021
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Il tempo della Serenissima: rivivono gli antichi orologi civici dal Veneto alla Dalmazia

Il tempo della Serenissima: uno dei più affascinanti progetti finanziati dalla Regione Veneto con i fondi della Legge Beggiato che dal 1994 promuove il restauro del patrimonio culturale di origine veneta nel Mediterraneo, riguarda il recupero e la valorizzazione di uno degli aspetti che caratterizzano tutte le città veneziane: la presenza, sul campanile o sulla torre civica, di un orologio civico.

Si tratta di capolavori dell’arte orologiaia, che hanno ricoperto un ruolo importante: il tempo, originariamente scandito dal sole e poi dalle campane, era diventato un tempo “laico”, garantito e scandito dallo Stato Veneto.

Il tempo della Serenissima: l’orologio sulla torre civica di Castelfranco

Dinastie di orologiai sono nate intorno alla produzione e alla manutenzione di questi apparati civici. Alcune di queste dinastie – i Solari, per esempio – sono tuttora vive ed operanti nel settore. E Alceo Solari, non a caso, è il responsabile scientifico del progetto, denominato “Il tempo della Serenissima. Valorizzazione storico-culturale e turistica della tradizione orologiaia nell’Istroveneto”.

GUARDA LA GALLERY Capolavori dell’arte orologiaia dal Veneto alla Dalmazia

La famiglia Solari, originaria della Val Pesarina, opera dal 1725: generazioni di Solari sono autori di centinaia di orologi civici nelle città della Serenissima, su entrambe le sponde dell’Adriatico: sono almeno 400 le installazioni dei Maestri orologiai della Val Pesarina in un rosario di città che va da Venezia città ai centri del Veneto, dall’Istria alla Dalmazia fino al Montenegro, all’Albania e alle isole greche. E la cosa incredibile è che un gran numero di questi antichi orologi è tuttora in servizio.

Il progetto, nello spirito della Legge Beggiato, mette in rete realtà istituzionali di qua e di là del mare: la Comunità degli Italiani di Parenzo, capofila del progetto, e il Comune di Parenzo, la Comunità degli Italiani di Umago, il Comune di Castelfranco Veneto e quello di Badia Calavena, oltre alla Regione Veneto. Il primo passo del progetto è una ricerca storica sulle manifatture orologiaie nell’area istroveneta, con il censimento degli oorologi esistenti e del loro stato manutentivo, e infine la valorizzazione culturale e turistica di questo patrimonio.

Presentato a Castelfranco alla fine del 2019, il progetto ha documentato pubblicamente i primi risultati nel corso di un convegno tenutosi a Umago nel febbraio 2020 e in una giornata di studio, con la partecipazione di esperti internazionali, che si è svolta il 22 ottobre 2020 presso il Teatrino della Comunità degli Italiani a Parenzo.

 

 

 

 

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