10 Dicembre 2022
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Croazia nell’euro, ultimo step: da ottobre 2020 le banche sotto controllo Bce

La Croazia nell’euro. Il cammino della Croazia verso l’adozione della moneta unica europea ha fatto, il 23 luglio, un altro e decisivo passo avanti. I ministri delle Finanze dei 27 Paesi e la presidente della Banca Centrale Europea hanno accolto la richiesta, avanzata dalla Repubblica di Croazia, di ammettere la valuta croata, la kuna, nel Meccanismo europeo di cambio, lo step finale della procedura di avvicinamento all’euro. Le autorità finanziarie europee hanno così riconosciuto che la Croazia ha completato con successo il primo step, durante il quale si è registrata una significativa ripresa economica, una netta riduzione del debito pubblico e un massiccio adeguameno alle direttive europee in materia di norme fiscali e finanzarie, il tutto mantenendo sostanzialmente stabile il cambio tra kuna ed euro.

Il range di variabilità del cambio kuna/euro, nel secondo e ultimo step di avvicinamento all’entrata nell’euro, dovrà ridursi ancora, non superando mai il 15 per cento per un periodo di due anni. Ma il secondo step di avvicinamento impegna la Croazia a numerose riforme, non certo indolori, prima fra tutte la riforma del settore pubblico e del sistema nazionale di statistica, che dovrà uniformarsi ai criteri Ue. E soprattutto, la “consegna” alla Bce della supervisione piena delle banche croate. Saranno, per ora, otto le maggiori banche croate sulle quali già ad ottobre 2020, tra poche settimane, si estenderà il ferreo controllo della Bce. La Banca Centrale Europea è tra l’altro l’istituzione incaricata di verificare, nel suo complesso, il rispetto da parte della Croazia delle condizioni per entrare nell’euro.

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